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Rifondazione comunista è in Unione Popolare

Il prossimo 25 settembre le elettrici e gli elettori non troveranno sulla scheda elettorale il simbolo di Rifondazione Comunista. Ma il PRC ci sarà, come sempre. E, come sempre, ci sarà per portare avanti le istanze e i bisogni del proletariato vecchio e nuovo, degli sfruttati, degli esclusi; per affermare il diritto a un lavoro dignitoso e sicuro; per difendere i valori  della democrazia costituzionale e  promuovere un'autentica e seria giustizia ambientale; per rilanciare le ragioni del Mezzogiorno, schiacciato dalla crisi economica e dalle politiche di autonomia differenziata; per imprimere un nuovo impulso all'avanzamento dei diritti civili. E  tanto altro, naturalmente. Lo faremo con la presenza nella lista di "UNIONE POPOLARE", che abbiamo voluto e promosso, insieme a Potere al Popolo, alle parlamentari del gruppo "Manifesta" e all'associazione "Dema" di Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli e  leader politico della compagine.
Insieme a lui il PRC ha dato vita negli scorsi anni nel Comune di Napoli a una originale esperienza amministrativa, unico esempio di amministrazione
autenticamente progressista nelle grandi città. Oggi, al pensiero unico del mercato (che già accomunava, sostanzialmente, le destre e il centro-sinistra), si è aggiunto, in maniera inquietante, il partito unico della guerra, che ha sciaguratamente precipitato il Paese nella partecipazione, sia pur indiretta, a un conflitto dalle prospettive pericolosissime, che sta, tra l'altro, ulteriormente indebolendo l'economia nazionale, a partire dalla crisi energetica. Il pericolo, attualissimo, delle destre  reazionarie, nazionaliste e autoritarie ( ieri a trazione leghista, oggi guidate da Fratelli d'Italia) si sconfigge contrapponendo ad esse visioni e programmi realmente alternativi e scelte politiche coerenti. Coerenza che, sicuramente  non è prerogativa del PD né dei Cinque Stelle, che con esse hanno collaborato nel sostenere il governo Draghi, il governo dell'ulteriore commissariamento della democrazia e dell'accentuazione delle diseguaglianze sociali. Allo stesso modo non sono credibili quelle formazioni che, già all'opposizione del governo Draghi, non hanno esitato ad accordarsi "in extremis" con il PD in nome di una improbabile  alleanza progressista.
L'unica sinistra credibile  è quella anticapitalista, che rifiuta i compromessi, che rigetta gli accordi di potere, che pratica l'antifascismo - principio fondativo della nostra Repubblica - tutti i giorni dell'anno e non  solo in occasione delle scadenze elettorali. L'unica sinistra credibile è quella rappresentata da Unione Popolare.

Luigi Caputo - Comitato Politico Regionale PRC
Toni Della Pia - segretario provinciale PRC

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