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Storia di una quercia

 

Dal libro di Edward Bach “Fiori di Bach“, Giunti Editore, traiamo un racconto scritto dal Dr. Bach stesso e dal quale possiamo ricavare vari spunti di riflessione, tra cui: ogni cosa in natura ha un suo valore e può essere di aiuto, dobbiamo solo comprenderlo; in tutti gli accadimenti della nostra vita, vi sono un senso e un significato, dobbiamo solo trovarli; quando si fa qualcosa di buono, bisogna essere contenti di se stessi ed imparare ad apprezzarsi.

E veniamo alla narrazione.

Un giorno, non molto tempo fa, un uomo era appoggiato ad una quercia in un antico parco del Surrey e sentì ciò che l’albero pensava. Forse può sembrarvi buffo, ma, sapete, gli alberi pensano davvero e alcune persone possono percepire i loro pensieri.

Questa vecchia quercia, ed era davvero vecchia, diceva tra sé e sé: “ Come invidio quelle mucche sul prato che possono andare qua e là, mentre io devo stare ferma. Tutto ciò che mi circonda è così bello, così splendido, il sole, la brezza, la pioggia…ed io sono radicata al suolo”.

Alcuni anni dopo, l’uomo scoprì che i fiori della quercia avevano un grande potere: il potere di curare delle persone malate. E così, egli raccolse i fiori delle querce e ne fece delle medicine. Moltissime persone furono curate e guarirono.

Qualche tempo dopo, in un pomeriggio di una calda estate, l’uomo si era quasi addormentato ai margini di un campo di grano, quando sentì i pensieri di un albero, dato che alcune persone possono sentire gli alberi pensare.

L’albero stava parlando tra sé e sé sottovoce e diceva. “ Non mi importa più se sono radicato al suolo e non invidio più le mucche che possono camminare sull’erba, perché io posso girare il mondo per curare le persone malate”.

L’uomo alzò gli occhi e capì che erano i pensieri di una vecchia quercia.

 

Dott. Teresa Gagliardi 

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