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Tempo Pasquale: Ascensione del Signore dell’Anno C

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omeliaSono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni

mons. Francesco Spaduzzi

francescospaduzzi@gmail.com   

Tempo Pasquale: Ascensione del Signore dell’Anno C

I - Luca 24,46-53 – 1. (a) Gesù nella prima parte dell'apparizione convince i presenti che è veramente lui e non un fantasma (24,36-43) e nella seconda parte li illumina sugli eventi della sua Passione e Morte, che essi hanno visti; proprio lui aveva già preannunziato loro che era necessario che si compisse ciò che l'AT aveva predetto di lui (24,44) con profezie, figure e simboli, e ora apre la loro intelligenza a comprendere l'AT (24,45). Poi ricapitola per loro ciò che in esso era scritto, cioè che il Messia doveva patire e morire e resuscitare il terzo giorno (46 e disse loro: Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno) e che nel suo nome sarebbe stato portato a tutti gli uomini l'invito alla conversione col perdono dei peccati, iniziando da Gerusalemme (47 e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme). L'AT predice di Gesù e della sua missione di Messia l’essenziale, di cui noi abbiamo bisogno per la nostra salvezza e per la nostra testimonianza. Per capire profezie, figure e simboli, ci serve l'aiuto dello Spirito Santo, che ha ispirato gli Autori sacri a scriverli. Noi abbiamo ricevuto lo Spirito nei sacramenti, ma lo invochiamo che venga ancora per aiutarci a leggere e studiare l'AT con l’intelligenza dei Padri della Chiesa, che ce la mettevano tutta per scoprire il NT nell'AT. (b) Gli Apostoli sono stati testimoni degli eventi di Gesù e saranno i predicatori della buona novella (48 Di questo voi siete testimoni) con l'aiuto dello Spirito Santo, promesso dal Padre nell'AT e ripromesso da Gesù; essi lo avrebbero ricevuto da lui a breve (49 Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso), restando a Gerusalemme: sarà un dono, che viene da Dio (49 ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto) e li renderà capaci di testimoniare Gesù e predicare la conversione. Il fatto che Gesù rinnovi ora la promessa dello Spirito Santo vuol dire che è veramente un argomento centrale per lui; in effetti lo Spirito è il grande dono della Trinità per la salvezza dell’umanità: Egli continuerà la missione di Gesù in questo mondo, quando questi sarà salito al Cielo. Anche noi faremo bene ad approfondire il suo ruolo nella nostra vita personale e nell’attività della Chiesa. Invochiamolo spesso e chiediamogli di illuminarci su come presentarlo ai nostri ascoltatori; lasciamoci guidare da lui nella predicazione, in modo da comunicare non le nostre idee limitate o errate, ma la Parola di Dio così come è e come l’annunciavano gli Apostoli.

2.  L'Ascensione avvenne al Monte degli Ulivi, dove Gesù aveva dato inizio alla sua Passione e che si trovava in direzione di Betania: qui Gesù li benedisse con le mani alzate, per invocare per loro dal Padre ogni bene, soprattutto spirituale (50 Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse); mentre li benediceva, incominciò a elevarsi verso l'alto e veniva trasportato verso il Cielo (51 Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo). Gli Apostoli e gli altri discepoli presenti - forse circa 500 (cfr. 1Cor 15,6) -, si erano prostrati in adorazione davanti a lui (52 Ed essi si prostrarono davanti a lui); poi tornarono a Gerusalemme e sperimentavano una grande gioia, perché avevano visto la glorificazione del “loro” Gesù prima con la Resurrezione e adesso con l'Ascensione (52 poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia). Essi frequentavano il Tempio e celebravano le lodi di Dio (53 e stavano sempre nel tempio lodando Dio). Luca racconta negli Atti (1,1-11) altri particolari dell'Ascensione e gli avvenimenti, che la precedettero nei 40 giorni dopo la resurrezione; egli sottolinea la gioia dei discepoli e la loro fedeltà nel frequentare il Tempio, nell’attesa che lo Spirito venga in loro; li presenta che vivono quei 10 giorni in Città nella gioia e pace e si preparano nella preghiera alla venuta del Dono dei doni.

II - Atti Degli Apostoli 1,1-11 – (a) Luca ricorda che nel Vangelo ha riportato quello che Gesù operò e insegnò durante la sua vita terrena (1); diede disposizioni agli Apostoli, scelti a suo tempo sotto la guida dello Spirito Santo, e poi fu assunto dal Padre in Cielo (2); nei 40 giorni fra la resurrezione e l'ascensione si mostrò loro vivo con molte apparizioni e parlò loro del Regno di Dio (3 Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio). Tra l'altro durante un pasto, ordinò loro di restare a Gerusalemme (4 Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme) fino alla venuta dello Spirito Santo, in cui sarebbero stati immersi (5 Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo) e che era stato promesso dal Padre nell'AT e ripromesso da Gesù (4 ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me). Ma gli Apostoli avevano più interesse per il regno di Israele, di cui speravano la ricostituzione da Gesù, e gliene chiedono notizie (6); Egli risponde che queste sono cose riservate a Dio (7); essi invece devono occuparsi di testimoniare Gesù e la sua opera con l'aiuto dello Spirito Santo, che sarebbe sceso su di loro (8 ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra»). Luca riporta queste notizie, che ha ricevute dai testimoni oculari, ha accolte con fede e ha predicate lui stesso; anche noi le crediamo e le vogliamo testimoniare. (b) Poi Gesù ascende al Cielo e una nube lo rende invisibile agli occhi dei presenti (9 Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi); essi continuano a fissare dove Gesù è scomparso e due Angeli (10) li avvertono che è inutile che continuino in quella posizione (11): Gesù, come è andato via ora, tornerà un giorno sulle nuvole (11 Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo»), ma con grande potenza e gloria, visibile a tutti, per giudicare tutti gli uomini. Tra le due venute, Gesù è invisibile ma non è assente, perché Egli resta ogni giorno con la Chiesa, sua sposa e suo Corpo Mistico, in tanti modi, che noi dobbiamo solo imparare a valorizzare con la fede e la carità: Egli è presente nell’Eucarestia, in ogni Sacramento, nella Parola, nell’assemblea, nel ministro, nel prossimo, in ciascuno di noi per la fede e per la carità.

III - Ebrei 9,24-28; 10,19-23 - Gesù è venuto dal Cielo nella pienezza dei tempi (26 Invece ora … nella pienezza dei tempi) per eliminare il peccato (26 egli è apparso per annullare il peccato) della moltitudine degli uomini (28 per togliere il peccato di molti); a  tale scopo egli ha offerto se stesso in sacrificio al Padre (25 offrire se stesso; 26 mediante il sacrificio di se stesso; 28 dopo essersi offerto), una volta per sempre (25 E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui; 26 una volta sola; 28 una sola volta); il sacrificio di Gesù consiste nell'offerta che Egli fa di se stesso al Padre per fare la volontà del Padre da quando è entrato nel mondo (Eb 10,7-9) fino alla morte in croce (Fil 2,6-11); si tratta di un solo sacrificio, che dura tutta la sua vita e che si conclude con la sua Passione e Morte; egli versa il suo sangue (25-26;19 per mezzo del sangue di Gesù) - e  non quello degli animali (25) - con la morte in Croce: ha sofferto tutta la sua vita, ma specie alla fine (26). Poi è risorto e salito al Cielo ed è entrato non nel santuario di Gerusalemme, costruito dagli uomini, ma in quello del Cielo (24 Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso), e si è presentato al Padre col suo sacrificio a nostro vantaggio; egli continua così come nostro sacerdote (21 e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio; 25) a pregare a nostro favore (24 per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore; 7,25; Rm 8,34); egli presenta continuamente al Padre il suo sacrificio, che è graditissimo, ma specie lo offre quando noi lo rendiamo presente nella celebrazione dell'Eucaristia e dei sacramenti e della Liturgia delle Ore e nella preghiera personale, come quando presentiamo Gesù al Padre, ricordando la sua vita e Passione e Morte come nella meditazione e nel rosario, o nelle preghiere. (b) Gesù col suo ingresso in Cielo ha aperto la strada per farci entrare in paradiso (19 Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario); è una via nuova e vivente perché è Gesù stesso nella sua natura umana ormai glorificata con la Resurrezione e Ascensione e Intronizzazione (20 via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne) e che noi possiamo percorrere con Lui, perché inseriti in Lui come membra del suo Corpo. Le disposizioni interiori, che dobbiamo avere, sono la fede (22 accostiamoci… nella pienezza della fede), la speranza fiduciosa nelle promesse di Dio (23 Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso), il cuore purificato dal peccato (22 con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza), il corpo lavato dall'acqua pura del battesimo (22 e il corpo lavato con acqua pura): in sostanza un cuore sincero (22 con cuore sincero) al cospetto di Dio; tutto questo ci è necessario mentre stiamo ancora sulla terra in attesa del primo incontro facciale con Gesù giudice, che avverrà quando moriremo l’unica volta alla fine della vita (27 E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio); allora egli ci darà la salvezza eterna, se noi lo aspettiamo con la pratica delle virtù teologali e morali. E alla fine del mondo, quando Cristo tornerà nella gloria, ci darà la resurrezione gloriosa dei corpi (28 così Cristo apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza). Riflettiamo sulla misericordia di Dio per noi, su quello che Dio Padre e Figlio e Spirito Santo hanno fatto e fanno per noi, sui tanti mezzi di salvezza che abbiamo, sul poco che ci viene chiesto per salvarci, e ricordiamoci che, se trascuriamo questi suoi doni, perdiamo l'unica occasione, che abbiamo, per salvarci: la nostra vita in questo mondo. I mezzi minimi sono sempre gli stessi: preghiera ogni giorno, messa ogni domenica con la comunione e la confessione almeno mensile.

EUCARESTIA. Gesù è asceso al Cielo, ma resta con noi in tanti modi, e specie nelle sue presenze sacramentali. Chiediamo per l’intercessione e i meriti di Maria e Giuseppe, degli Angeli Custodi e i Santi Patroni, che ci ottengano la grazia di accoglierlo con fede e di vivere nella carità il nostro rapporto con Lui e i fratelli.  

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