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8 dicembre: Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omeliaSono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni


mons. Francesco Spaduzzi

francescospaduzzi@gmail.com

8 dicembre: Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

I - Luca 1,26-38 -  1. (a) Dio invia l'Angelo Gabriele a Nazaret (26), dalla vergine Maria, promessa sposa di Giuseppe, discendente di Davide (27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria). L'Angelo le si rende visibile e le rivolge alcune parole: Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te (28) e Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio (30), che sono eco di tre profezie,  rivolte a Gerusalemme, per invitarla a non temere e anzi a gioire, perché il Signore è presente in mezzo a essa per salvarla (Sof 2,14; Gioele 2,21; Zc 2,9); sono profezie messianiche, nelle quali si annuncia che il Signore viene e sta col suo popolo, perché lo ama e lo vuole salvare da ogni male; perciò niente timore e molta gioia. Qui l’annunzio non  è rivolto al popolo ma alla sola Maria, che è invitata a non aver paura - di niente e di nessuno - (30) e anzi a rallegrarsi (28), perché gode del favore e Dio (30). Motivo della tranquillità e della gioia è la presenza di Dio con lei (28): in effetti Dio è certamente con Maria almeno con un tipo di presenza, che tante volte Egli aveva promesso e realizzato a favore del popolo ebreo e di singoli grandi personaggi con la protezione e assistenza. Chi gode il favore di qualcuno, da questi è protetto e arricchito di beni secondo le possibilità del protettore nel dare e secondo le possibilità di ricevere da parte del favorito. Dio ama Maria e abbonda con lei di doni naturali e soprannaturali, cioè le dà pienezza di vita umana e soprattutto divina, che è il bene più prezioso: la preserva da ogni male, e in particolare dal peccato originale e personale, e le dà una santità adeguata alla missione di Madre di Dio e degli uomini. (b) Ma in Maria ci sarà qualcosa di unico, che è indicato nella risposta dell'Angelo al turbamento di Maria sul significato di quel saluto, singolare nella storia sacra (29 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo). L'Angelo le dice che Dio l’ha scelta perché concepisca e dia alla luce un bambino, al quale darà il nome Gesù (=Yahweh salva) (31 L’angelo le disse: Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù); questo suo bambino sarà infinitamente grande, proprio come Dio, perché è il Figlio stesso di Dio (32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo); Dio Padre gli darà il regno che era stato di Davide, di cui è discendente in quanto uomo (32), e questo sarà un regno eterno su Israele (33). La grandezza di Gesù si riflette su quella di Maria, frutto del favore di Dio verso di lei. E’ vergine e questo ci richiama la profezia di Isaia 7,14, che parla di una vergine, che concepisce e dà alla luce il figlio, discendente di Davide; è piena di grazia e quindi di vita divina, che Dio le comunica, partecipandole la santità divina; gode di una presenza speciale di Dio, il Verbo, al quale lei dà la natura umana per opera dello Spirito Santo e che poi porta nel suo grembo per 9 mesi... Ammiriamo la grandezza di Maria e la generosità di Dio con lei, che egli fa Immacolata, Vergine e Madre, Assunta in Cielo, cooperatrice di Gesù nell’opera di salvezza. Comunque in Maria Immacolata Dio ha voluto ricordarci che Egli odia il peccato e che manda il Figlio nel mondo proprio per eliminare il male e impiantare il bene. Dio si aspetta la nostra conversione.

2. (a) Maria domanda spiegazioni su come avverrà il concepimento, giacché per ispirazione di Dio aveva deciso di restare vergine (34: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?»); l'Angelo le rivela che concepirà per intervento dello Spirito Santo, l’onnipotente Dio (35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra), e non per intervento umano; perciò il bambino sarà Santo e Figlio di Dio (30 Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio). Un concepimento così straordinario è realizzabile, giacché tutto è possibile a Dio (37 nulla è impossibile a Dio): è avvenuto già a Elisabetta, che ha concepito da Zaccaria per miracolo (36). Anche noi crediamo all’onnipotenza di Dio. (b) Maria crede alla Parola di Dio e acconsente a fare la Sua volontà (38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»); l'Angelo lascia questa terra (38) e torna a Dio. La maternità divina di Maria e il suo concepimento verginale sono un fatto unico nella storia e questo ci rivela ancora di più la grandezza di Maria e anche il motivo della sua Immacolata Concezione: dovendo diventare la madre del Figlio di Dio, è necessario che sia esente dal peccato originale e anche da tutti i peccati personali; la sua adesione costante alla volontà di Dio ce la rivela piena di grazia ed è la prova della sua santità. “Tutta bella sei, Maria”, canta la Chiesa da secoli; ella è nostra madre, non solo madre di Gesù. L’accettazione della maternità divina è l’inizio di una fase nuova della sua  vita, che la porterà sino a essere collaboratrice di Gesù nell'opera redentrice.

II - Genesi 3,9-15.20 – I nostri progenitori disobbediscono a Dio (11 Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?») e quindi  peccano per mancanza di fede, speranza e carità verso Dio e il prossimo, i loro discendenti; Adamo scarica la responsabilità su Dio e su Eva (12 Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato») ed Eva su Satana, rappresentato dal serpente (13 Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato»); essi passano dalla confidenza in Dio alla paura di lui (10 Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura); l’allontanamento da lui (9 Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?») viene dalla presa di coscienza della propria nudità (= nullità; 10 perché sono nudo, e mi sono nascosto), ma non per umiltà, giacché non riconoscono la propria colpa. Dio punisce Satana nella sua persona (14 Allora il Signore Dio disse al serpente: Poiché hai fatto questo,/ maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!/ Sul tuo ventre camminerai/ e polvere mangerai/ per tutti i giorni della tua vita) e nella sua relazione con l’umanità (16 Io porrò inimicizia fra te e la donna,/  fra la tua stirpe e la sua stirpe) e nello stesso tempo punisce la donna (Gn 3,16) e l'uomo (Gn 3,17-19), e i loro discendenti. Ma promette anche la vittoria su Satana (16 questa ti schiaccerà la testa/ e tu le insidierai il calcagno), cioè che ci sarà inimicizia e opposizione totale tra Satana e una donna del futuro (16) e fra la discendenza di Satana è quella della donna (16); la discendenza di quella donna schiaccerà la testa a Satana (16), la parte più importante e vitale dell'essere vivente, mentre Satana potrà solo tentare di far male al calcagno (16), parte non vitale. La profezia si realizza in Gesù e Maria e i loro figli spirituali: Maria ha inimicizia totale con Satana per tutta la vita perché è preservata dal peccato originale e da quelli personali, grazie ai meriti di Gesù; questi con la sua opera redentiva, con la collaborazione di Maria, vera madre dei viventi – al contrario di Eva, madre dei condannati a morte (20) -, schiaccia la testa a Satana e libera l'umanità dalla sua schiavitù, la rimette nella famiglia di Dio e nell’intimità con Lui, per mezzo della pratica della fede, speranza e carità. Crediamo alla Parola di Dio, adoriamo la grandezza di Dio e la sua misericordia infinita nel preparare il rimedio mentre punisce; ammiriamo la santità di Gesù e Maria e di coloro che ne seguono l'esempio e condividono la loro vittoria sul diavolo. Ricordiamoci che il diavolo non può andare oltre le insidie al calcagno (non lo può neanche mordere), se siamo uniti a Gesù e a Maria e ne seguiamo l'esempio nel fare la volontà di Dio.

 III - Efesini 1,3-6.11-12 - Paolo loda e ringrazia Dio, Padre di Gesù (3 Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo), perché ci ha arricchiti di ogni bene spirituale, proveniente dal cielo; egli ha pensato a noi come inseriti in Cristo (3 che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo). Egli ha formulato nella sua mente divina un piano di salvezza, che è frutto della sua volontà e del suo amore (5 secondo il disegno d’amore della sua volontà); il piano è tutto suo, di lui che è onnipotente e agisce secondo la sua volontà (11 secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà). Di questo piano di salvezza di Dio, la Lettura ci presenta due tappe: (a) la tappa iniziale, prima della creazione, quindi già dall'eternità, nella quale Dio ci ha scelti in Cristo per essere santi, senza peccati e immacolati ai suoi occhi, per mezzo della carità (4 In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo/ per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità); per realizzare questo ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi per mezzo dell' opera redentrice di Gesù (5 predestinandoci a essere per lui figli adottivi/ mediante Gesù Cristo); (b) la tappa finale prevede che in Cristo noi abbiamo diritto all’eredità eterna (11 In lui siamo stati fatti anche eredi), giacché siamo figli di Dio e coeredi di Cristo (Rm 8,17). Tutto questo è voluto da Dio a gloria di se stesso (11-12 predestinati… 12 a essere lode della sua gloria), a gloria della sua splendida grazia, la sua bontà misericordiosa verso di noi (6 a lode dello splendore della sua grazia); di questa grazia egli ci ha effettivamente arricchiti e resi belli per mezzo del Figlio amatissimo (6 di cui ci ha gratificati nel Figlio amato); in effetti noi siamo coloro che già prima dei pagani abbiamo creduto e sperato in Gesù (12 noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo). Questo piano di salvezza riguarda tutta l'umanità e ogni uomo; e tanto più vale per Maria, pensata da Dio da tutta l'eternità (4) come intimamente legata al Figlio Redentore perché sua madre e cooperatrice della sua opera redentrice. Maria è colei che, in vista di questa sua unione col Figlio, più di ogni altra creatura umana e angelica è stata arricchita di grazia e resa bellissima agli occhi di Dio (6): essa più di tutti ha diritto all'eredità eterna, perché meglio ha corrisposto alla grazia di Dio con una fedeltà a tutta prova. Adoriamo Dio per il suo piano di salvezza in Cristo; ringraziamolo per averci dato in Gesù e Maria modelli perfetti da seguire e una sorgente di grazie per poterli imitare. Chiediamo il perdono dei peccati passati e anche che usciamo dal mondo senza colpa come Maria vi è entrata senza macchia.

EUCARESTIA. Sorgente della nostra vita spirituale è l’unione con Dio per mezzo di Gesù, sotto la guida dello Spirito Santo; nella Messa di oggi ci viene presentata Maria, che è fatta da Dio modello perfetto da seguire e la più ascoltata orante per ottenerci le grazie necessarie per arrivare a questa unione.  Gesù, figlio e “discepolo” di Maria, ci invita a metterci alla sua scuola. S. Giuseppe e i Santi hanno guardato in modo speciale a Maria e in contatto con  lei sono cresciuti nella santità. 

mons. Francesco Spaduzzi

 

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