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Tempo Ordinario: Domenica 33.ma dell'Anno B

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omeliaSono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni

mons. Francesco Spaduzzi

 francescospaduzzi@gmail.com 

Tempo Ordinario: Domenica 33.ma dell'Anno B

I - Marco 13,24-32 – 1. Marco in questo capitolo parla di due avvenimenti: la distruzione di Gerusalemme, e quindi del tempio e del culto dell'Antico Testamento, e della fine del mondo con la seconda venuta di Cristo. (a) Quando predicevano vari eventi futuri, i profeti li vedevano come se avvenissero l'uno dopo l'altro, perché li contemplavano senza prospettiva, cioè non percepivano la distanza fra quegli eventi; e così anche li annunciavano agli ascoltatori. Dopo che gli eventi si realizzavano, allora la distanza si faceva evidente. Certamente Gesù conosceva la distanza di tempo fra la distruzione di Gerusalemme e la fine del mondo, ma da come li riporta Marco con gli altri Evangelisti, occorre concludere che gli Apostoli non percepirono la distanza fra di due fatti. In realtà Gerusalemme e il tempio furono distrutti dai Romani nel 70 d.C., mentre la seconda venuta di Gesù ci sarà alla fine del mondo e quindi è di la da venire. Noi siamo in condizioni di fare la distinzione. (b) Gesù annunzia che ci sarà una grande tribolazione prima della fine del mondo (24 dopo quella tribolazione; cfr. Mc 13,14-23) e poi avverranno fenomeni terrificanti nell'universo (24-25 In quei giorni…, il sole si oscurerà,/ la luna non darà più la sua luce,/ 25 le stelle cadranno dal cielo/ e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte). La tribolazione sarà forse una grande persecuzione (cfr. Ap 7,14) contro i fedeli del Signore, che verrà suscitata dal diavolo per attaccare e indebolire la fede e la carità dei credenti; essa sarà l’ultima in aggiunta alle tante che noi sappiamo che ci sono state e ci saranno nel corso della storia. Poi apparirà Gesù, che stavolta manifesterà tutta la sua gloria divina (26 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria); egli terrà anche il Giudizio Universale (Mt 25,31-46). Marco parla solo della manifestazione gloriosa degli eletti, dei salvati, che gli angeli raduneranno da tutte le parti del mondo per portarli in Cielo (27 Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo), nella gloria di Gesù. Preghiamo di ottenere posto fra questi eletti, impegnandoci a fare in modo che al momento della morte ci troviamo nell'amicizia col Signore, senza peccati gravi sulla coscienza; solo così potremo essere sicuri di essere stati salvati, in Paradiso o in Purgatorio. Ricorriamo spesso all’intercessione della Vergine Maria, madre di Gesù e nostra: “… prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte: …  mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno”. (c) Gesù avverte i discepoli che la data della fine del mondo è nascosta a tutte le creature, uomini ed Angeli, perfino al Figlio: solo Dio Padre la conosce (32 Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre). Occorre precisare che il Figlio è Dio come il Padre e lo Spirito e conosce tutto quello che sa il Padre; però il Figlio, fatto uomo, può conoscere verità o eventi, che non ha la missione di svelare; in effetti altrove dice che non sa i posti che toccheranno a Giacomo e Giovanni nel Regno glorioso di Dio (Mc 10,40) o la data della restaurazione del regno di Israele (At 1,7). Affidiamoci anche noi alla scienza e alla potenza del Padre. Circa la fine della nostra vita, cosa che ci riguarda molto più da vicino, vigiliamo in modo da farci trovare preparati per l'incontro col Signore.

 2. Gesù usa la parabola del fico, che preannuncia vicina l'estate, quando il ramo diventa tenero e mette le foglie (28 Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina). E avverte che, quando succederanno queste cose (29 Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose), Gesù è vicino, anzi già è alle porte della città (29 sappiate che egli è vicino, è alle porte). Le cose, a cui si riferisce Gesù sono la distruzione del tempio e di Gerusalemme, di cui chiedevano la data. i discepoli (Mc 13,4); Gesù precisa che avverrà tutto nel corso della generazione del suo tempo (30 In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga) e aggiunge che certamente tutto si verificherà perché la sua Parola è sostenuta dalla sua scienza e dalla sua potenza infinite (31 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno). I 40 anni della generazione, di cui parla Gesù, si compiranno nell'anno 70, nel quale l’esercito romano prese Gerusalemme e il tempio e li distrusse. Gesù ha parlato e la sua Parola si realizza infallibilmente (cfr. 31), così come qualsiasi altra sua Parola. Rinnoviamo la nostra fede in Gesù, vero Dio e vero uomo; adoriamoLo; adeguiamoci ai disegni di Dio: tutto quello che Egli vuole si compie certamente ed è di sicuro il meglio per noi; ringraziamo la sua misericordia, che gli fa preannunciare gli avvenimenti, perché vuole che tutti possano essere preparati e salvati, nessuno escluso, con una vera conversione. E’ molto gradita a Dio la preghiera che compiamo in tutto la sua volontà.

II - Daniele 12,1-3 - Alla fine del mondo ci sarà un tempo di angoscia, unico nella storia (1 Sarà un tempo di angoscia, come non c’era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo); a vegliare sul popolo ebreo ci sarà Michele, principe degli Angeli (1 Ora, in quel tempo, sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo) e saranno salvati quegli uomini e donne, i cui nomi sono scritti nel Libro della Vita (1 in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro). La grande moltitudine dei morti risorgerà (2 Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno): alcuni con un corpo glorioso e andranno alla vita eterna (2 gli uni alla vita eterna) e altri con il corpo deforme per raggiungere il luogo di vergogna e infamia eterna (2 e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna). Un premio speciale sarà riservato ai sapienti, che insegnano la Parola di Dio per guidare gli uomini a fare la volontà di Dio: saranno circondati da luce e risplenderanno come le stelle del cielo per sempre (3 I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre). Daniele vede e preannuncia la fine del mondo con le sofferenze degli eletti e la loro definitiva liberazione e anche la resurrezione universale con la diversa destinazione dei buoni rispetto ai cattivi, con attenzione particolare ai missionari del bene. La fine del mondo ci sarà; ma prima verrà per ciascuno di noi la fine di questo mondo, che saremo costretti a lasciare, e ci presenteremo a Cristo giudice nel giudizio particolare. Vigiliamo adesso per essere trovati già in questo giudizio personale ben preparati all'incontro col Signore: senza peccati gravi sulla coscienza e quindi in grazia di Dio, per essere ammessi alla salvezza eterna. Se morissi adesso, che cosa sarebbe di me?

III - Ebrei 10,11-14.18 – (a) Il sacerdote del culto ebraico dell'AT, giorno dopo giorno, si presentava al tempio per celebrare e offrire sempre gli stessi sacrifici di animali, incapaci di ottenere il perdono dei peccati (11 Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati): erano fissi il sacrificio del mattino e della sera, quelli del sabato e dell'inizio del mese e dell'anno e varie feste durante l’anno, oltre le offerte spontanee; gli antichi sacerdoti stavano sempre in attività. Questo culto e sacrifici non ottenevano il perdono dei veri peccati, e perciò venivano moltiplicati. Il perdono dei peccati  e ogni altra grazia si possono ottenere solo per la vie stabilite da Dio. Per ottenere il perdono nell'AT c'era solo la festa dell'Espiazione col digiuno e il sacrificio, offerto dal sommo sacerdote. Questa festa doveva essere accompagnato da pentimento e conversione, cambiamento di vita e osservanza della Legge di Dio. (b) Gesù ha offerto se stesso in sacrificio al Padre una sola volta (12 Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati), cioè ha offerto se stesso al Padre per fare la sua volontà e l'ha compiuta effettivamente con in tutta la sua vita. e specie nella passione e morte. Con quell'unico sacrificio ha ottenuto dal Padre il perdono per i peccati di tutti gli uomini, che rende perfetti, nel senso che vengono ogni giorno santificati grazie a quello unico sacrificio (14 Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati; cfr. Eb 10,9: Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre). Avendoci Gesù ottenuto il perdono dei nostri peccati, non ha bisogno di offrirsi di nuovo in sacrificio (18 Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato), e così Gesù sta ora seduto alla destra del Padre nella gloria (12 si è assiso per sempre alla destra di Dio) e resta in attesa che tutti i suoi nemici, diavoli e uomini, che si associano a lui, siano messi sotto i suoi piedi (13 aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi). Riconosciamo anzitutto la gloria di Gesù Cristo e domandiamoci perché allora celebriamo la Messa ogni domenica – e anche ogni giorno? Anzitutto noi ascoltiamo la Parola, che è efficace come ogni Parola di Dio; essa ci spinge alla penitenza e trasforma il nostro modo di pensare; poi offriamo il sacrificio di Gesù: in effetti noi rendiamo presente Gesù col suo sacrificio, che è sempre lo stesso; al suo sacrificio uniamo il nostro, che risulta dal compimento della volontà del Padre da parte nostra; così abbiamo a disposizione la sorgente odierna del perdono dei peccati e della forza per lottare contro di esso, e quindi della santificazione..

EUCARESTIA. Come Gesù salvò il ladro pentito sul Calvario e mise a disposizione di tutta l’umanità lo “strumento” della salvezza, così ci salva ora per mezzo dell’Eucarestia (e dei sacramenti), che  rende presente lui e la sua opera redentrice.  Chiediamo alla Vergine Maria e a S. Giuseppe, agli Angeli Custodi e ai Santi Patroni di ottenerci di partecipare alla Messa con fede e vivi sentimenti di offerta di noi stessi a Dio. 

 

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