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Pronto Soccorso Moscati, sovraffollamento per la qualità delle cure o pessima politica?

La lettera del Tribunale per i Diritti del Malato

ALLA DIREZIONE GENERALE E SANITARIA DELL'AZIENDA OSPEDALIERA MOSCATI DI AVELLINO ALLA DIREZIONE GENERALE E SANITARIA DELL'ASL DELLA PROVINCIA DI AVELLINO

ALLA DIREZIONE GENERALE PER LA TUTELA DELLA SALUTE E IL COORDINAMENTO SANITARIO REGIONALE DELLA CAMPANIA DI NAPOLI

E,per quanto d'interesse:

ALLA PREFETTURA DI -CONFERENZA PROVINCIALE PERMANENTE-  AVELLINO

ALLA PRESIDENZA DEL COMITATO SINDACI ASL DI  AVELLINO

E,per conoscenza:

AL SEGRETARIO REGIONALE CITTADINANZATTIVA CAMPANIA APS DI  NAPOLI

OGGETTO: criticità accesso cure emergenza/urgenza pronto soccorso Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino. Richiesta attuazione e rispetto accordo stato regioni del 1° agosto 2019 sulle nuove linee di indirizzo Nazionali relative all'organizzazione dell'emergenza urgenza.

Questo Tribunale per i Diritti del Malato è costretto suo malgrado a rivolgersi alle SS.VV per intervenire, per ciascuno della parte di propria competenza, in modo risolutivo a risolvere la continua criticità di accesso alle cure di emergenza urgenza presso il pronto soccorso dell'Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino, dovuta al perenne e non piu gestibile sovraffollamento.

E di ieri l'ennesima notizia di cronaca riportata dal quotidiano IL MATTINO (cfr.all.l)e dalla televisione locale Primativvù/Telenostra link http://www.primativvu.it/sanita-al-pronto-soccorso-del- moscati-continua-lemergenza-sovraffolamento/ ( secondo cui il sovraffollamento del PS per come evidenziato anche dal Sindacato Nursin presenta le stesse criticità ante pandemia, con tutto ciò che ne consegue rispetto al rischio di sicurezza delle cure prestate ai pazienti.

Il punto piu nevralgico è dato dai continui accessi impropri che purtroppo sono declinati erroneamente solo nelle prestazioni previste dal codice bianco o verde che dovrebbero essere risolte dalla medicina territoriale la cui organizzazione evidentemente non è per nulla attrattiva per intercettarli. Tanto perché queste minime prestazioni si risolvono comunque in tempi brevissimi salvo riscuotere il tiket ove previsto. Il punto vero degli accessi impropri è dato invece dai tempi di attesa nel pronto soccorso prima che il paziente possa essere trasferito nel reparto ove si libera un posto letto talvolta anche dopo diversi giorni. Questo è il vero e proprio accesso improprio che non è stato mai risolto , nonostante le copiose segnalazioni anche di questo Tribunale dei Diritti del Malato, dei Sindacati dei Medici ed infermiri della stessa Azienda Ospedaliera, le criticità del sovraffollamento non sono state mai superate. Si è vissuti questa condizione percependola quasi come se il continuo sovraffollamento fosse un vanto provocato dalla forte attrazione del Pronto Soccorso per le cure offerte. Sarà senz'altro cosi se consideriamo il sentire comune dei pazienti i quali percepiscono di avere una diagnosi piu sicura presso Pronto Soccorso del Moscati.

Eppure non si è fatto nulla per risolvere le criticità dovute al sovraffollamento nemmeno dopo l'accordo stato regioni nella conferenza del 1° agosto 2019 ove le Regioni si sono impegnate di recepire entro sei mesi le Linee di indirizzo nazionale sul Triage Intraospedaliero, sull'Osservazione Breve Intensiva e per lo svilupo del Piano di Gestione del Sovraffollamento in Pronto Soccorso. Queste tre linee di indirizzo nazionale contengono stringenti disposizioni finalizzate a risolvere una volta per tutto le criticità causate dal sovraffollamento. Per rimarcare la declinazione dei veri accessi impropri, come avviene sistematicamente presso il Pronto Soccorso del Moscati di Avellino, si evidenzia che non sono rispettai i perentori tempi di ricovero previsti dal passaggio dall'area del pronto soccorso al reparto di degenza. Questo avviene anche dopo diversi giorni di attesa nei locali del PS, in condizioni indicibili, mentre le citate Linee guida impongono di farlo entro sei ore dall'arrivo al PS massimo entro otto ore in caso di accertamenti strumentali piu complessi. Nel caso non si rispetta tale termine l'unica soluzione umana praticabile è quella di trasferire il paziente in altra struttura idonea per garantirgli le dovute cure in un reparto con un posto letto per assicurare sempre la dignità ed il rispetto dovuti alla persona. Questo non ce lo possiamo piu permettere per non perdere irrimediabilmente anche quel minimo senso di umanità di cui siamo ancora portatori presso i soggetti che vivono nella difficile condizione di una malattia e sui quali ha indelebili riflessi anche di chi si occupa della loro cura. Sono tante altre le disposizioni disattese o non applicate previste dalle tre linee di indirizzo nazionale per i cui dettagli si rimanda alla inderogabile lettura della sintesi presente sul sito Comeradeputati.it ( vd.all.2 e linee guida consultabili sul link: https://temi.camera.it/legl8/post/OCD15-13772/pronto-soccorso-accordo-stato-regioni-sulle-nuove-linee- indirizzo-nazionali-relative-all-organizzazionedell-emergenza-urgenza.html).

Questo Tribunale per i Diritti del Malato insiste nella concreta attuazione delle precitate linee guida presso il Pronto Soccorso del Moscati in quanto la burocrazia non deve mai vincere sui bisogni di cura superando in caso di assenza anche il deliberato di giunta regionale necessario per il recepimento delle Linee Guida di indirizzo Nazionale oggetto del citato accordo stato-regioni dell'l agosto 2019.

Di seguito per rendere l'idea di come sono persistenti le criticità nel ps del Moscati anche prima della pandemia si segnalano solo alcune delle denunce pubbliche del: Nursind sindaco infermieri denuncia pubblicata il 23.12.2018 sullo stesso sito infermieristico (vd.all.n.3); denuncia sindacato dei medici Coas denuncia pubblicata 9.1.2019 quotidiano online lrinianwes.it (vd.all.n.4); sindacato infermieri Nirsind denuncia pubblicata il 17.9.2019 quotidiano lrpinianews.it (vds all.5) e per il periodo in piena pandemia denuncia Infermieri del Pronto Soccorso moscati sul proprio stato di agitazione per le gravi carenze del PS pubblicata sul quotidiano onile irpinianews.it del 26.5.2020 (cfr.all.6).

Inoltre si rappresenta che fin quando il problema del sovraffollamento non è affrontato sulla base della gravità degli accessi come sopra declinato (mai un paziente deve rimanere piu di otto ore nell'area del PS prima di essere trasferito a Reparto con idoneo e appropriato posto letto o essere trasferito in altra pari ed adeguata struttura) continueremo a vivere quel difficile momento di cura con uno stato emotivo che non aiuta nessuno. Perquesto,si chiede ancora una volta di rivedere la soppressione del pronto soccorso del P.O. di Solofra ed i reparti ad esso afferenti in quanto con la gestione diretta dell'Azienda Ospedaliera Moscati potrebbe veramente contribuire al decongestionamento del pronto soccorso di Contrada Moretta, cosa che era piu difficile prima dell'accorpamento perche gestito dall'ASL . Riteniamo che i presupposti che sono posti alla base della recente rimodulazione del P.O. di Solofra non sono accettabili. In quanto il periodo di emergenza nazionale, protratto peraltro fino al prossimo dicembre 2021, avrebbe dovuto imporre una piu razionale e gestione dell'azione amministrativa per la rimodulazione di un nuovo servizio sanitario che per l'altalenante andamento della pandemia doveva riflettere e seguire solo le opportune scelte per fronteggiare la grave emergenza pandemica. Ogni atto di riorganizzazione a prescindere dai dati presi in esame (che pure non ci sono perché l'osservazione dell'anno 2019 ante pandemia e avvenuta quando non erano del tutto costituiti reparti e le specialità previste dal decreto n.29 del 2018 e quindi il tasso di occupazione dei posti letto non erano affatto normalizzati e gli interventi ed esiti non erano di per se idonei e adeguati a fare alcuna rimodulazione nel rispetto del regolamento previsto dal DM70 del 2015) solo per il fatto straordinario che la pandemia ha stravolto tutta la frontiera dell'offerta sanitaria non si poteva assolutamente sopprimere un P.S. con reparti funzionale del P.O. di Solofra, se non per la limitata gestione di emergenza nazionale, in quanto questo è possibile fare soltanto nell'ordinaria amministrazione del servizio sanitario e non in un periodo di decretato emergenza nazionale dovuta alla pandemia. Il dato di cosa ha stravolto il vivere l'emergenza pandemica nei sevizi sanitariperaltro e rinvenibile nel bilancio di esercizio 2020 dell'azienda ospedaliera Moscati, il cui stralcio è riportato dal quotidiano del mattino di oggi nel quale oltre ai dati di spesa si registra che nel periodo ante pandemia del 2019 i ricoveri sono stati 28mila 914 mentre nel 2020 anno della pandemia 22mila091, con una flessione di 6mila e 823 in meno rispetto al 2019 (ved.all.n.7). Quindi non ci spieghiamo perché si continua a sostenere che la chiusura del P.O. di Solofra non ha inciso sul sovraffollamento del P.S. di Contrada Moretta. Evidentemete non si vuole tenere conto che il decreto 29 del 2018 pone come vincolo specifico il mantenimento del pronto soccorso presso il P.O. di Solofra proprio per collaborare in modo diretto con l'Azienda Moscati al fine di garantire gli accessi appropriati al P.S. di Contrada Amoretta in quanto il sovraffollamento era già presente e da anni presso quest'ultimo reparto di emergenza. Pertanto non si capisce perché si continua ad insistere solo a livello ipotetico di dove potessero finire i pazienti che si rivolgevano al p.s. di solofra prima di essere soppresso e non si tiene conto più razionalmente che il P.S. del Moscati e già sovraffollato e ingestibile come lo è sempre stato negli ultimi decenni.

In ultimo e non per importanza si chiede alla Presidenza del Comitato Sindaci dell'ASL della Provincia di Avellino di valutare la possibilità di convocare, con ogni possibile urgenza ,il Comitato per discutere e rivedere la rimodulazione dei servizi del P.O. in quanto non sembrano essere funzionali al fabbisogno reale di cura appropriata delle emergenze/urgenza nell'ambito dell'intero territorio della Provincia di Avellino e soprattutto perché non apporta alcun concreto contributo al decongestionamento del sovraffollato pronto soccorso dell'Ospedale Moscati ove si continuano a registrare accessi impropri soprattutto perché non è assolutamente rispettato il periodo temporale di sei al massimo otto ore per i ricoveri del pazienti afferenti al P.S. tanto che vengono trasferiti in reparto solo dopo diversi giorni di attesa nell'area di pronto soccorso, in condizioni che potere pure verificare, in violazione delle linee guida nazionali citate in precedenza oggetto di accordo della conferenza stato regione dell'1.8.2019(richiamasi cfr.all.n.2). Si chiede ancora di esaminare la possibilità di insistere al fine di esortare i Sindaci di Avellino e Solofra a chiedere in sede del pendente ricorso al Tar la sospensiva di ogni atto di rimodulazione del P.O. e la immediata riapertura del P.S. e reparti ad esso funzionali essendo soddisfatti i motivi di gravità, urgenza e danno anche di pericoli nella sicurezza delle cure e dei sanitari chiamati al continuo sovraccarico di lavoro che si riscontra dalle criticità di accesso dovuto al continuo sovraffollamento del P.S. del Moscati che potrebbe invece essere decongestionato appunto con l'immediata riattivazione del P.S. di Solofra e dei Reparti ad esso funzionale. Si ribadisce che il modo di condurre e gestire le emergenze anche per denunce pubbliche degli stessi sindacati dei sanitari interni, di cui si è fatto cenno prima, non sono rispettose delle importantissime disposizioni delle tre linnee guida nazionali relativi all'organizzazione dell'emergenza urgenza come è possibile riscontrare anche dalla sintesi del citato accordo stato regione 

 

Angela Marcarelli

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