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Tempo Pasquale: Domenica di Resurrezione dell'anno B (veglia Pasquale)

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera personale e l’omeliaSono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni

mons. Francesco Spaduzzi,

 francescospaduzzi@virgilio.it 

Tempo Pasquale: Domenica di Resurrezione dell'anno B (veglia Pasquale)

I - Marco 16,1-7 – (a) Quando Gesù muore, non lontano da lui ci sono varie donne, tra cui Maria Maddalena, Maria di Joses e Giacomo, e Salome (Mc 15,40; cfr 15,47), che osservano tutto con amore e compassione e attenzione. Sono le stesse che, due giorni dopo la morte di Gesù, di mattina presto, si incamminano per andare alla sua tomba e per fare le unzioni di rito al Defunto; esse arrivano quando il sole già si leva (1-2 Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole). Lo stesso amore, che le aveva tenute legate a Gesù e fra di loro sul Calvario, adesso le ha spinte a organizzarsi per quest'opera di misericordia, che era considerata fra le migliori nei riguardi del prossimo. Amiamo Gesù, amiamolo per quello che era, come lo amarono queste donne, che fecero tanti sacrifici per seguirlo nella sua opera evangelizzatrice e si esposero fino a seguirlo al Calvario; amiamoLo nel prossimo vivo o defunto. (b) Un problema esse si pongono all'ultimo momento: chi poteva aiutarle a rotolare via la grossa pietra – di solito ci volevano 3 o 4 persone o anche più -, che ostruiva il sepolcro di Gesù (3 Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?»)? Ma trovano già l'ostacolo eliminato dalla Provvidenza: la pietra era già stata spostata (4 Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande): la fiducia in Dio premia sempre, specie quando si vuol fare del bene e ci si affida a Lui. Per lo meno si sta più sereni.

2. Certamente con preoccupazione entrano nel Sepolcro, non sapendo il perché di questa strana situazione. Qui vedono un giovane, seduto alla destra – il luogo d’onore -, vestito di bianco - che fa pensare a un essere soprannaturale -, e si spaventano (5 Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura). Egli le rassicura e dà loro la notizia grande, inattesa e gioiosa, circa quel Gesù crocifisso, che esse cercano: è risorto, non è più nella tomba (6 Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui), e mostra loro dove era stato collocato il corpo dello specialissimo Defunto (6 Ecco il luogo dove l’avevano posto); dice loro anche di avvertire Pietro e gli altri discepoli che Gesù li precede in Galilea e lo vedranno là; è la conferma dell’appuntamento, fissato da Gesù in precedenza (7 Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”»). E’ la notizia più bella che potevano sentirsi dire, assolutamente inaspettata, nonostante le profezie dell'AT e di Gesù stesso circa la sua resurrezione. Gioia e paura lottano nel loro cuore e in un primo momento pensano di non dire niente, ma poi vedono Gesù risorto (Mt 28,9-10) e ne parlano agli altri discepoli, ma non sono credute. Noi invece, grazie allo Spirito crediamo alla notizia della risurrezione di Gesù, trasmessaci dagli Apostoli e dalla Chiesa nei venti secoli passati, e vogliamo, con l’aiuto dello Spirito, annunciarla ai nostri contemporanei: ci saranno difficoltà da parte di alcuni a credere ma noi offriamo la notizia e la nostra fede; ognuno poi nella sua libertà deciderà di farne quello che ritiene opportuno. Con gioia diamo la nostra testimonianza e l’affidiamo all’opera dello Spirito nei cuori degli ascoltatori.

II - Romani 6,3-11 – L’evento fondante della nostra salvezza è Gesù, figlio di Dio e figlio di Maria, che è vissuto in mezzo agli uomini e ha dato se stesso per la gloria del Padre e per amor loro. Gesù è stato crocifisso (cfr. 6), è morto per espiare i nostri peccati (10 Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; cfr. 3.4.5.8.) in croce, è stato sepolto (cfr. 4) ed è risuscitato per mezzo della potenza del Padre (4 come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre; 9 Cristo, risorto dai morti  cfr. 5) e ormai non muore più (9 sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui); vive per sempre (10 ora invece vive, e vive per Dio; cfr. 8). Questo è l'evento centrale della storia della salvezza, cui occorre aggiungere per completezza l'ascensione e l'intronizzazione di Gesù con l'invio dello Spirito Santo. Quello che è avvenuto di Gesù deve riprodursi in noi, e ciò si realizza anzitutto col fare memoria del Signore, in particolare della sua Passione e Morte, cioè dobbiamo ascoltare, leggere, meditare, credere in Cristo e a quello che ha detto e fatto per noi (3 sapete; 6 Lo sappiamo; 8 crediamo; 9 sapendo; 11 consideratevi) e decidere di riprodurre i misteri della sua vita in noi con la grazia di Dio. Gesù disse che chi crederà e sarà battezzato sarà salvato (Mc 16,20; cfr. Mt 28, 16-20); occorre quindi anzitutto credere, ma anche ricevere i sacramenti, specie il battesimo e l’Eucarestia; in tutti i sacramenti noi facciamo memoriale del Signore, cioè lo Spirito Santo rende presente Gesù nei sacramenti, ci fa morire al peccato, ci unisce a Gesù, facendoci membra del suo Corpo mistico, e ci fa risuscitare a vita nuova o la rafforza in noi; questo appare chiaro nel rito del battesimo per immersione: O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? (3); in effetti scendiamo nell’acqua, siamo sepolti in essa e in qualche modo moriamo alla vita precedente, usciamo dall’acqua come uomini nuovi; in patica nel rito liturgico (5 Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte) lo Spirito Santo riproduce in noi ciò che è avvenuto nel Cristo, cioè ci crocifigge con lui (6 l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui), ci seppellisce con lui (4 Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte), moriamo al peccato con lui (8 Ma se siamo morti con Cristo; 11 Così anche voi consideratevi morti al peccato), risorgiamo in lui (5 lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione) e quindi la vita di Cristo si trasmette a noi (6 crediamo che anche vivremo con lui). Come già appare anche dagli ultimi testi riportati, quello che è già avvenuto in noi col battesimo, noi lo dobbiamo vivere nella vita quotidiana, dobbiamo diventare memoria vivente del Signore, dobbiamo vivere la sua vita nuova (4 così anche noi possiamo camminare in una vita nuova), perché il nostro corpo, in quanto tende al peccato, è morto e non può influire su di noi e trascinarci al male (6 affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato). Chi è morto nell’atto liturgico del battesimo, è liberato dal peccato (7 Infatti chi è morto, è liberato dal peccato). Così noi siamo diventati viventi per Dio (11 ma viventi per Dio, in Cristo Gesù); siamo abilitati a vivere la vita nuova in Cristo. Dobbiamo meditare queste realtà spirituali, cercare di assimilarle sia a livello intellettuale che vitale e lasciare vivere e crescere Cristo in noi, giacché i misteri di Cristo sono veramente i nostri misteri e noi ce ne dobbiamo appropriare per non rendere inutile la Passione di Cristo.

III - Genesi 1,1-2,2 - Dio crea l'uomo a sua immagine e somiglianza e gli mette a disposizione tutto il creato, in cui è impressa l'impronta della potenza, sapienza e bontà infinite, di Dio; egli ne deve usare tanto quanto gli serve, nel rispetto del suo fine ultimo. Purtroppo già i nostri progenitori usarono le creature per il proprio piacere contro la volontà di Dio e così rovinarono l'immagine di Dio nel creato e soprattutto in se stessi e nei discendenti. Dio punì gli uomini ma non li abbandonò perché promise il Redentore, che realizzerà in modo perfetto l'immagine di Dio in sé uomo, nella sua umanità, e la comunicherà anche a tutti gli altri uomini con la sua opera redentrice.

 IV - Genesi 22,1-18 - Per poter obbedire a Dio, che gli chiede il sacrificio di Isacco, il figlio della promessa e a cui sono legate tutte le promesse, Abramo deve rinunciare veramente a sè in modo totale con una fede senza vacillamenti e con un affidamento saldissimo a Dio. Egli è ormai arrivato a questa intensità di fede, speranza e amore, ed è sul punto di sacrificare il figlio, ma Dio interviene e glielo salva. Così gli ebrei incominciano presto a pensare che per il Messia bisogna prevedere un una sorte di sofferenza per liberare l'umanità. La figura del Messia si preciserà poi sempre meglio nel giusto perseguitato e nel servo di Yahweh, umiliato dagli uomini e glorificato da Dio. E se queste caratteristiche ha il Messia e Salvatore, tale sarà anche il salvato da Gesù: condividerà la stessa sorte di passione e morte e risurrezione.

V - Esodo 14,15-31; 15,1 - Tutto nella lettura ci fa vedere che è Dio che salva il popolo ebreo dalla schiavitù degli egiziani: egli parla a Mosè e gli indica sul da farsi (15); l'Angelo di Dio si sposta dal davanti all'accampamento a dietro di esso (19) e provoca lo spostamento anche della nube, che dà la luce agli ebrei e la toglie agli egiziani (20); la mano di Mosè (21) e il suo vincastro, che egli porta in mano (16), operano per la potenza di Dio; Dio frena i carri degli egiziani (24-25) e li fa coprire dalle acque (26-27); Dio salva Israele dagli egiziani (30). Così Israele fa esperienza della potenza e sapienza infinita di Dio contro gli egiziani e della sua bontà infinita verso di sé, popolo di Dio; essi cantano la lode e il ringraziamento a Dio e anche noi vogliamo fare altrettanto, e anche molto di più, considerando che la nostra redenzione è ben più grande vantaggiosa; anche noi siamo salvati esclusivamente da Dio per mezzo di Gesù; anche a noi Dio chiede solo la fede e l'obbedienza totale: dobbiamo lasciare fare a Dio e abbandonarci a Lui, che mette nel nostro cuore questa fede, speranza e carità, che noi facciamo bene a chiedere tutti i giorni nella preghiera.

EUCARESTIA. Unendoci a Cristo, morto e risorto e presente nell’Eucarestia, che riceviamo come nostro cibo, diventiamo capaci per la grazia dello Spirito Santo di morire al peccato e risorgere a vita nuova, la vita divina, che ci viene da Gesù. Per intercessione di Maria e Giuseppe, degli Angeli Custodi e dei Santi Patroni, chiediamo la grazia di incontrare il Signore con le stesse disposizioni e sentimenti di Maria e dei Santi, quando ricevevano Gesù nell’Eucarestia. 

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