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Tempo Ordinario: Tutti i Santi

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera e meditazione personale e l’omeliaSono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni

mons. Francesco Spaduzzi

francescospaduzzi@virgilio.it

 

I - Matteo 5,1-12a - 1. Gesù salì sul monte, seguito dalle folle, e lì Gli si accostarono i discepoli per stare con lui e per ascoltarlo (1 Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli). Gesù insegnava loro (2 Si mise a parlare e insegnava loro dicendo) la legge di Dio. Anche Mosè era salito sul monte Sinai, ma da solo perché al popolo Dio aveva proibito di avvicinarsi al Monte; qui Dio diede a Mosè la Legge dell'AT, che egli doveva trasmettere al popolo. Su un monte della Galilea Dio Padre parla al popolo per mezzo di Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, per indicare la legge da osservare per percorrere la via della salvezza, dopo che si è entrati nel Regno di Dio; Gesù indica le caratteristiche di coloro che ne diventano “proprietari” (3 perché di essi è il regno dei cieli; 10 perché di essi è il regno dei cieli), giacché vi entrano e si fanno sudditi di Dio, anzi e soprattutto figli. Il discepolo deve rispettare i suoi doveri (a) verso Dio: essere desideroso di fare sempre azioni giuste, che corrispondano alla volontà di Dio (6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia), essere distaccato dai beni relativi di questo mondo per dare il primo posto a Dio (3 Beati i poveri in spirito), avere pazienza nella sofferenza (4 Beati quelli che sono nel pianto), avere mente e cuore correttamente rivolti verso Dio (8 Beati i puri di cuore), (b) verso il prossimo: avere sentimenti e opere di misericordia (7 Beati i misericordiosi), mettere pace fra i fratelli (9 Beati gli operatori di pace), essere affabili e accoglienti (5 Beati i miti) e infine accettare la persecuzione, nonostante il nostro impegno a vivere nell'obbedienza a Dio (10 Beati i perseguitati per la giustizia) e a causa della nostra fedeltà e amore a Gesù (11 per causa mia). Occorre sopportare insulti, persecuzioni, e calunnie (11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi). Chi vive così, cioè come Gesù, Maria e Giuseppe, i Santi, fa parte già sulla terra del Regno di Dio. Chi ci darà la forza per vivere a queste altezze? Sarà lo stesso Gesù che ci parla e ci tiene uniti a Lui, per mezzo dello Spirito Santo, che mette in noi la fede, speranza e carità; sono necessari la preghiera e i sacramenti. Chiediamo la grazia di valorizzare questi mezzi.

2. Quelli che fanno la volontà di Dio, fedeli fino a sopportare le persecuzioni, appartengono già, al presente, al Regno di Dio, anzi ne sono “proprietari” (3.10), mentre in futuro godranno la misericordia di Dio (7 perché troveranno misericordia) e saranno chiamati figli di Dio (9 perché saranno chiamati figli di Dio) - anzi lo sono già da ora (1Gv 3,1-3) -, vedranno Dio faccia a faccia (8 perché vedranno Dio), giacché saranno ammessi al Paradiso (5 perché avranno in eredità la terra), come gli Ebrei alla Terra promessa; essi sperimenteranno non solo la consolazione (4 perché saranno consolati), ma la felicità piena (6 perché saranno saziati). In sostanza i discepoli di Gesù, perché figli di Dio e misericordiosi, distaccati dai beni di questo mondo, avranno intimità con Dio quaggiù come anticipo, caparra, preludio del possesso pieno di Dio, del godimento perfetto di lui: essi hanno detto di sì a Dio sulla terra per mezzo della fede, speranza e carità, e Dio ha comunicato loro la vita divina, la quale fiorisce nella visione facciale e conoscenza senza veli, nell’amore senza limiti e nel godimento perfetto dell'eternità: questa è la grande ricompensa in paradiso: Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (12); staremo tutti insieme con Dio, sommo bene e fonte di ogni bene e felicità. Dio, Padre e  Figlio e Spirito, si offre completamente a noi e ci accompagna nel cammino verso di Lui: Lui c’è all'inizio e nella prosecuzione del cammino e Lui troviamo alla fine. I Santi l’hanno creduto e gustato sulla terra e adesso lo godono in Paradiso. Seguiamone le orme, praticando le beatitudini.

III - 1Giovanni 3,1-3 - San Giovanni si rivolge ai suoi lettori e a noi e ci invita a considerare, a contemplare e a gustare l'amore, che Dio Padre ha per noi e ciascuno di noi, per il fatto che Egli ci ha proclamati suoi figli e ci ha fatti realmente tali (1 Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!). Altroché essere figli di ricchi o di potenti di nobili o di re o roba di questo genere: noi siamo veramente figli di Dio! Sappiamo che lo siamo già da ora (2 Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio), ma c'è qualche cosa che non sappiamo e cioè quel che saremo in futuro nell'aldilà, perché ancora non c'è stato fatto conoscere (2 ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato) da Dio. Se essere figli di Dio ora è già bellissimo - è opera dell'amore onnipotente di Dio -, certamente dobbiamo aspettarci che l'amore di Dio farà cose ancora più grandi per noi nell'Aldilà, ben al di là di ogni nostra immaginazione. Comunque, qualche cosa sappiamo (2 Sappiamo però che): (a) o Dio o Gesù si manifesterà (2 quando egli si sarà manifestato), (b) Lo contempleremo faccia a faccia (2 perché lo vedremo così come egli è), (c) e perciò saremo simili a Lui (2 noi saremo simili a lui). Gli assomiglieremo, la Sua immagine sarà riprodotta in noi, il nostro volto sarà simile al Suo; vedremo Dio senza veli, lo ameremo senza limiti, godremo la felicità perfetta. Nel frattempo, ora qui sulla terra, dobbiamo fare due cose: (a) alimentare la nostra fede in queste verità, considerare che Egli è puro e santo e purificarci dai peccati con la penitenza, giacché tutti siamo peccatori (3 Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro) e (b) non aspettarci niente dal mondo e dalla sua mentalità, poiché esso non conosce Dio (o Gesù) e quindi non ha idea che cosa significhi essere figli di Dio (2 Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui) e che cosa siano le realtà spirituali (cfr. 1Cor 2,14); intanto dobbiamo già contemplare Dio in Cristo da ora per mezzo della meditazione, perché essa  accelera molto il nostro processo di rassomiglianza con Dio e con Cristo.

II - Apocalisse 7,2-4.9-14 (a) Giovanni ha una visione di qualcosa che avviene sulla terra. Vede venire dall'Oriente un Angelo, che porta con sé il sigillo del Dio vivente (2 E vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente); egli grida ai quattro Angeli, che presiedono alla devastazione della terra e del mare (2 E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare), di aspettare che i Servi di Dio siano prima segnati con sigillo di Dio (3 «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio») per preservarli dal male; sono 144.000 e appartengono al popolo ebraico (4 E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele). Dio amava gli ebrei e li ama ancora oggi e per sempre e ne vuole salvare tanti: 12 è il numero delle tribù di Israele; esso viene moltiplicato per sé stesso e per 1000 per indicare il gran numero e la totalità. Qui assistiamo alla loro preservazione dal castigo, grazie al Tau, impresso sulla fronte, che già nell’AT è simbolo dell’appartenenza a Dio e della salvezza e nel NT è riproduzione della croce. (b) Oltre gli Ebrei, Giovanni vede che vengono salvati ancora un numero immenso di uomini e donne, provenienti da tutti i popoli della terra (9 Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua): essi stanno in piedi, segno della loro vitalità; sono vestiti di bianco, il colore di Dio e dell'eternità; hanno rami di palme nelle mani, segno di vittoria sui nemici; sono davanti al trono di Dio Padre e di Gesù, e quindi in paradiso (9 Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani). Essi gridano la loro lode a Dio Padre e a Gesù, origine della salvezza (10 E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello»). A loro si associano Angeli innumerevoli e i ventiquattro Anziani, cioè i Patriarchi delle 12 Tribù e i 12 Apostoli, e i quattro Esseri viventi, che si prostrano in adorazione davanti a Dio, che siede sul trono, (11 E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo); essi proclamano che da Dio viene tutto e a lui tutto deve tornare: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen» (12). Uno degli Anziani spiega a Giovanni chi sono i vestiti di bianco (13-14 Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». 14 Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai»): sono quelli che hanno lasciato questo mondo e sono entrati nell'eternità felice grazie al battesimo (14 e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello), specie i Martiri della fede (14 E lui: Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione); perciò sono diventati splendidi, in quanto partecipi dello splendore stesso di D io, grazie all'opera redentrice di Cristo. Tutti siamo chiamati a far parte di questo secondo gruppo, la folla innumerevole. Dobbiamo ascoltare la predicazione, credere al Vangelo, a Cristo, che ci parla ancora oggi, ricevere il battesimo e gli altri sacramenti, purificarci sempre più dai nostri peccati, fare il bene e avere pazienza nelle sofferenze, specie per la fede.

EUCARISTIA. La Parola di Dio, che ascoltiamo, è sorgente di luce ma anche di forza, e tanto più lo è l’unione con Gesù nell’offrici con Lui al Padre in sacrificio e nella Comunione. Chiediamo alla Vergine Maria e S. Giuseppe, agli Angeli Custodi e ai Santi Patroni, ai tanti santi non canonizzati, specie se nostri parenti, di seguire le loro orme nel cammino verso la salvezza. 

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