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“CANTO è [R]ESISTENZA” L’antivirale contro le nuove pandemie

A fine giugno, in tutte le librerie, il nuovo libro del professor Gerardo Magliacano: un’opera rivoluzionaria, sia per l’originalità letteraria sia per l’impegno socio-ambientale. Un libro da indossare a guisa di guanti e mascherine, e se è necessario anche a mani nude, per bonificare le nostre terre (e coscienze) avvelenate dai famelici appetiti delle ecomafie e dall’indifferenza delle comunità, sgretolatesi in psicotici individualismi. Un’opera da impugnare come il digiuno dell’Ahimsa. “Canto è [R]Esistenza”, pubblicato da Robin Edizioni, ha tutte le caratteristiche per essere definito la bibbia, il manifesto degli attivisti, degli ambientalisti, dei martiri,  dei partigiani di un’attuale Resistenza, «che si è ‘rifatta carne’, - si legge nella quarta di copertina – carne del mondo, cui i neopartigiani, con le loro gesta, hanno dato gambe e fiato; hanno dato un volto e un’anima». L’Opera si divide in tre parti: i “Vivi”  – attivisti che ancora lottano per difendere terre e principi  –;  i “Morti” – eroi e martiri della contemporaneità, soprattutto i dimenticati  –; e la terza parte, “X”, le grandi incognite della vita, per cui lottare, per cui morire. La raccolta si apre con l’eroica provocazione di “Ammazzateci tutti” e di “Quarantena da partigiano”, un’umanità in lotta contro i virus del nostro tempo. Dal suo testo, inoltre, Magliacano scaglia le sue filippiche contro mafiosi e imprenditori collusi che hanno ridotto il Bel Paese in ‘poderi’, in appezzamenti di terre dei fuochi. Il libro si avvale della Prefazione di Ciro Corona, simbolo della lotta alla camorra di Scampia, il quale consiglia: “Lasciatevi accompagnare dallo scrittore Magliacano […] in un percorso catartico, forse unico e senza precedenti, fino a scoprire che questi ‘canti di Resistenza’ sono, nella loro dirompente portata rivoluzionaria […] «un libro per spiriti liberi».” Il poeta raduna i lettori in un’oceanica  chiamata all’impegno civile, per sostenere e portare avanti la lotta di attivisti, rivoluzionari, eroi, martiri: dai Borsellino agli Impastato; dai giornalisti ammazzati a quelli sotto scorta; dai braccianti di Dolci ai tupamaro di Mujica; dalla Terra degli uomini integri al Villaggio Globale, da Yako a Riace; dalle praterie di Toro Seduto al deserto di Sawadogo; dall’empate dei seringueiri alle tuerredda dei pastori sardi; dalle Roverelle  valsusine agli Ulivi salentini; dai beni confiscati ai comitati cittadini; dalle terre dei fuochi all’Amazzonia; dai campi profughi alle Shoah; dai Briganti ai Partigiani; dalle pandemie all’antivirale. In una trama di esistenze, l’io del poeta si con-fonde con il noi-comunità, per portare avanti la comune guerra per la verità, per la giustizia e per la libertà d’individui e di popoli: «Canto un’umanità che canta e danza: – scrive il poeta Magliacano – Lacrime e sudore, / Disciplina e coscienza, / Per una novella Costituzione. /  Canto in emergenza. / Da una quarantena, / Canto di chi parteggia! /“Il peso morto della storia: l’indifferenza”.  / Ebbene canto!... / Perché nel canto, / Imperitura (R)Esistenza.»

 

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