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Covid-19, un questionario dell’Ameir per valutare l’impatto sugli stili di vita

 

Uno studio per rilevare gli stati d’animo, le opinioni, i timori e i mutamenti nella vita quotidiana in ambito familiare, professionale, relazionale e comunicativo, con lo scopo di individuare soluzioni e percorsi per affrontare al meglio le varie fasi legate alla pandemia da Covid-19.  E’ ciò che ha realizzato l’Ameir, l’Associazione malati endocrini irpina, che da oltre un decennio organizza e promuove campagne di prevenzione, eventi formativi, incontri scientifici e iniziative di comunicazione sociale e sanitaria.

 

L’associazione presieduta dal dottor Felice Leone, che si avvale della consulenza scientifica dell’endocrinologo Fiore Carpenito, ha avviato un’indagine conoscitiva proponendo una sorta di colloquio a distanza con i cittadini per conoscere e valutare il cambio totale del loro modo di vivere e le conseguenze sotto il profilo psicologico dopo il periodo di restrizione resosi necessario per frenare la diffusione del virus.

 

L’Ameir, grazie al costante impegno dei volontari dell’associazione e dei giovani del servizio civile, mediante lettere, mail e messaggi telefonici ha somministrato centinaia di questionari con domande a risposta multipla su come le persone hanno vissuto il periodo di quarantena e la prospettiva della nuova fase di ritorno graduale alla normalità.

 

Dall’attenta analisi delle risposte ottenute si evince che circa il 70 per cento degli intervistati si è adattato al periodo di emergenza sanitaria, dedicando maggiori attenzioni alla famiglia, circa il 47 per cento, mentre un altro 35 per cento ha impegnato il proprio tempo prevalentemente alle attività di smart working, a video lezioni o a sbrigare faccende domestiche di vario tipo. Per il 45 per cento questo periodo di pandemia ci ha insegnato a riservare più attenzione per la vita e per l’ambiente, mentre per un altro 42,5 per cento ci sarà un peggioramento delle condizioni sociali. Altri dati significativi riguardano la richiesta di una sanità più efficiente e la condizione di aver trascurato le altre patologie: entrambi i coefficienti si aggirano intorno al 60 per cento delle risposte.

 

I dati dell’intera indagine saranno presto pubblicati sul sito dell’associazione all’indirizzo www.ameironlus.it. Inoltre lo studio effettuato dall’associazione irpina sarà illustrato e analizzato, nella sua interezza, nel corso di una prossima iniziativa di carattere formativo e scientifico.

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