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Giuseppe Conte e Vincenzo De Luca; due modi diversi di governare

Caro direttore, oramai unanimemente riconosciuto che due sono i politici italiani che stanno uscendo meglio dalla crisi del coronavirus: Giuseppe Conte e Vincenzo De Luca; i sondaggi sono univoci nel considerare questi due personaggi come coloro che godono del maggiore favore degli italiani. Ma i metodi di governo dei due non sono simili: Conte dà l’immagine di una persona pacata, disponibile al confronto, capace di tenere conto delle opinioni delle diverse anime del suo governo; De Luca, invece, dà l’immagine di una persona decisionista e autoritaria, poco disponibile al confronto e a tenere conto dell’opinione delle persone che collaborano con lui. Sono due modi di governare che, pur avendo ottenuto successo, non possono essere messe sullo stesso piano; i democratici sono chiamati a scegliere perché per loro queste due filosofie non possono essere accettabili allo stesso modo. Ha sbagliato il Partito democratico campano ad appoggiare la candidatura di De Luca alle prossime elezioni regionali sulla base dei sondaggi favorevoli al governatore in carica; nella scelta avrebbero dovuto pesare anche altri elementi, come la non democraticità dell’azione politica di De Luca. Nella storia della sinistra ci sono molti esempi di governanti e amministratori locali che hanno ottenuto grandi successi con metodi di governo del tutto alternativi a quelli di De Luca (si pensi a grandi sindaci come Maurizio Valenzi a Napoli e ad Italo Falcomatà a Reggio Calabria ma anche a Renato Zangheri a Bologna e Luigi Petroselli e Ugo Vetere a Roma). Bisognerebbe che i democratici italiani si convincano di questa realtà e che non temano solo l’autoritarismo di Matteo Salvini ma anche l’autoritarismo presente all’interno della sinistra. E’ opportuno che essi non considerino la difesa della democrazia come un fattore secondario dell’azione politica ma come un elemento primario. Il rischio, altrimenti, è quello di seguire i Paesi dell’Est europeo nella discesa verso l’autoritarismo.

Cordiali saluti

Franco Pelella - Pagani

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