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Interrogazioni presentate dal consigliere Marcello Rocco nel Consiglio comunale di Serino

in data 17 giugno di quest’anno, il sottoscritto, avanzava richiesta di informazioni per iscritto al Responsabile dell’Area tecnica, ing. Gaspare Grimaldi ed al Comandante f. f. della Polizia locale, sig Alessandro Pelosi, nonché, per conoscenza, al Segretario comunale, circa il mancato funzionamento del sistema di video-sorveglianza.

Tale richiesta si rendeva necessaria dopo che il sottoscritto aveva tentato di acquisire per le vie brevi le informazioni di cui sopra, necessarie per l’espletamento del proprio mandato, presso gli uffici menzionati senza ottenere risposte chiare per la comprensione della reale situazione.

Dopo aver atteso un lasso di tempo ben superiore ai 30 gg. (ammesso che tale termine  previsto dalla legge 241/’90 e successive modifiche ed integrazioni, per il rilascio di atti ai cittadini valga pure per i consiglieri comunali nell’espletamento del proprio mandato), in data 7 settembre, in pratica dopo circa tre mesi, il sottoscritto presentava  esposto- denuncia all’Autorità Giudiziaria per l’accertamento di eventuali reati ed al sig. Prefetto di Avellino per quanto di sua competenza, quale Autorità di Governo.

In data 2 ottobre Sua Eccellenza il Prefetto scriveva al Sindaco di Serino e, per conoscenza al sottoscritto, chiedendo notizie sul contenuto dell’esposto, rammentando allo stesso il secondo comma dell’art. 43 del Testo Unico n. 267/2000, che riconosce ai consiglieri comunali il diritto di ottenere dagli uffici tutte le informazioni in loro possesso , utili per l’espletamento del mandato politico-amministrativo ricoperto. Tanto più, scriveva sempre il Prefetto, “...attesa l’importanza strategica di mantenere in efficienza l’esercizio di detti dispositivi di video-sorveglianza…”.

Sono passati altri due mesi circa dal 2 ottobre scorso, data dell’invio della missiva del Prefetto e nulla è accaduto.

Alla luce di quanto sin qui esposto, si interroga il signor Sindaco, con richiesta di risposta scritta:

1) se è stata data risposta alla lettera del Prefetto del 2 ottobre 2019, n. di protocollo in uscita 0064648 e, in caso affermativo, per quale ragione al sottoscritto non è stato comunicato nulla;

2) se nei confronti dei responsabili degli uffici destinatari della mia richiesta del 17 giugno sono stati adottati provvedimenti, anche di natura disciplinare, essendo evidente, nel caso di specie, la palese violazione di norme regolamentari e leggi dello Stato in materia di diritti dei consiglieri eletti;

3) come intende il Sindaco, in capo al quale la legge prevede il potere-dovere di vigilanza e controllo sull’esatto adempimento delle incombenze delegate ai funzionati incaricati art. 50, comma 2 e art. 107 del Testo unico 267/2000, affrontare quello che è si un problema di rispetto dei diritti e delle prerogative dei consiglieri, ma è , parimenti, un fatto di trasparenza e buon andamento della gestione della Cosa pubblica.

E su questo terzo punto c’è una giurisprudenza costante e univoca, tesa ad affermare che il primo cittadino deve vigilare su come lavora il funzionario.

Serino, 29 novembre 2019

 

Interrogazione n°2 presentata ai sensi dell’art. 35 del Regolamento per il Consiglio comunale, approvato con deliberazione n° 99 del 8 settembre 1994.

 

Con la presente interrogazione si chiede di conoscere qual è il rapporto tra il Comune di Serino ed il Comandante della Polizia municipale Fulvio Testaverde, vincitore di concorso pubblico per l’incarico prima menzionato, ovvero se lo stesso è ancora dipendente di questo Ente, se presta servizio in posizione di comando o distacco presso altro Ente o settore della pubblica amministrazione e, in questo caso, se sul Comune di Serino gravano oneri finanziari, sia di carattere previdenziali che salariali.

Nel caso che il dott. Testaverde sia ancora un dipendente del Comune di Serino, non ritiene il Sindaco che vada presa in seria considerazione l’idea di farlo rientrare in servizio presso il nostro Ente vista la carenza di organico del settore della vigilanza?

Si richiede risposta scritta.

Serino, 29 novembre 2019

 

Interrogazione n°3 presentata ai sensi dell’art. 35 del Regolamento per il Consiglio comunale, approvato con deliberazione n° 99 del 8 settembre 1994.

 

Recentemente la stampa locale e nazionale, con grande risalto, ha informato i cittadini di una grande operazione di contrasto della malavita organizzata di stampo mafioso operante nella nostra provincia, in particolare nell’hinterland  avellinese, denominata “clan partenio”. Tale operazione, frutto di circa due anni di indagini, è stata condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, Procura della Repubblica di Avellino e Forze dell’ordine: Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

Purtroppo i provvedimenti sin qui emanati hanno riguardato anche nostri concittadini che come riportato dal quotidiano Il Mattino, nell’edizione del 15 ottobre 2019 a pag. 23,nell’articolo di Elisabetta Montalbetti, dal titolo: “Le mani del nuovo clan partenio sul business delle aste giudiziarie”, sottotitolo: “I magistrati ricostruiscono il patto tra Galdieri, Genovese e i Forte. Il ruolo nelle compravendite degli Aprile e dell’avvocato B.”, si legge: “…Nell’attività criminosa afferente alle aste immobiliari assumerebbero un ruolo di primo piano e soprattutto “chiave” l’avvocato A. B. e G. F. (indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso oltre che per estorsione e turbativa di incanto)…”.

Sia chiaro siamo in una fase iniziale della vicenda e, fermo restando la gravità delle accuse, frutto di un lungo e capillare lavoro investigativo, vale per tutti gli indagati il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitivi in caso di rinvio a giudizio o proscioglimento dalle accuse.

Detto ciò non possiamo però non dirci preoccupati per quanto portato alla luce dalle indagini degli Inquirenti, cioè di un territorio che non è affatto un’isola felice, tutt’altro.

Sono anni che le varie relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia e della DIA evidenziano una sempre crescente attività di organizzazioni criminali che hanno messo radici dalle nostre parti.

Non dimentichiamo che Serino ha conosciuto negli anni passati esecuzioni camorristiche per regolamenti di conti criminali.

E’ inquietante apprendere, sempre dalla stampa, che imprenditori vittime di azioni criminali si rivolgevano ai camorristi per tornare in possesso di beni loro sottratti. Con l’aggravante che l’imprenditore in questione era, all’epoca dei fatti, un amministratore pubblico, quindi un uomo delle Istituzioni.

Chiedo pertanto al sig. Sindaco: non ritiene che bisogna fare di più per diffondere la cultura della legalità?

Vanno bene i convegni le iniziative nelle scuole, lo dico con convinzione, ma non ritenete che quando un cittadino, un amministratore si espone denunciando situazioni di illegalità non deve essere isolato, contribuendo così a irrobustire un certo clima di indifferenza se non addirittura di omertà?

Al contrario, certe azioni di denuncia vanno sostenute, incoraggiate, altrimenti facendo gli struzzi si condanneranno questi territori a una lenta quanto inesorabile morte civile.


Marcello Rocco

Consigliere comunale Comune di Serino

 

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