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Solofra. Uno splendido romanzo di emozioni: “Legàmi / Légami alle origini”

Palazzo Orsini lo scorso 7 maggio ha ospitato “Lo Scrigno della memoria”, manifestazione promossa dall’Associazione “AmpliaMenti”, nell’ambito della tradizionale rassegna “Il maggio dei libri” organizzata dalla Biblioteca comunale Renato Serra, che ha presentato sette interviste filmate redatte da giovani solofrani che, nel loro viaggio alla ricerca dei nostri legàmi, hanno attizzato la memoria di sette anziani, custodi delle nostre origini e del nostro comune sentire. Le interviste hanno solleticato le menti, rinvigorito radici ed estratto ricordi veri e lontani, in un crescendo di emozioni.

Per l’occasione è stata presentata l’opera narrativa “Legàmi / Légami alle origini” (edito da “Il Calamaio”) delle coautrici Tiziana De Maio, Gabriella Squitieri, Cinzia De Maio che hanno utilizzato i contenuti delle interviste fatte dai ragazzi, per dar vita ad un vero e proprio romanzo. Ma se glielo chiedete, vi diranno umilmente che hanno solo «rielaborato, in forma romanzata», i contenuti delle interviste dei ragazzi.

Trattasi però di un vero e proprio romanzo, che, in questi giorni, ho avuto la fortuna di leggere.

In genere un grande film è tratto da un grande romanzo, …e non sempre il film è all’altezza del romanzo!

Nel nostro caso invece, si ribalta tutto! …Grandi ed emozionanti sono le interviste filmate, ed ancora più grande ed appassionante è il romanzo «LEGÀMI – LÈGAMI ALLE ORIGINI» (reperibile contattando l’Associazione AmpliaMenti presso la sede in via Lavinaio n. 6, o tramite la pagina facebook @AmpliaMenti). Si parte con una profonda citazione del Dalai Lama: «Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere» (le tre cose più importanti di ogni relazione umana). 

La location, è un treno ad alta velocità. Sette amici ormai adulti, da anni fuori Solofra, si ritrovano per caso (?) in un vagone accanto ad una anziana signora (?) loro conterranea, … e tutti si ritrovano di fronte ai ricordi. Sono gli stessi amici che anni prima, giovanissimi e pieni di speranza, avevano realizzato le interviste agli anziani della loro città.

Nella vita ineluttabilmente c’è un giorno in cui ci ritroviamo di fronte ai ricordi, quelli che il tempo non cancella e segnano il dna della nostra anima. A volte capita anche il miracolo che il giorno in cui ci troviamo di fronte ai ricordi è lo stesso, per tanti (amici), e allora sì che “si viaggia sospesi a due metri da terra”, lontano ed oltre la vita e le apprensioni quotidiane che ci circondano, in una dimensione mistica che ci fa tornare alla purezza, alla semplicità, alla serenità di quando, bambini e/o adolescenti, assistevamo da spettatori inconsapevoli alle cose della vita: quelle belle e quelle brutte. Dalla novena dell’immacolata (quando in alcune chiese c’era addirittura chi si doveva portare da casa la sedia, se non voleva restare in piedi ad assistere alla finzione), alle luminarie della festa di San Michele, dagli orrori della guerra e del terremoto, alle crisi economiche che hanno visto la nostra città protagonista.

Il romanzo veicola l’importanza di rinsaldare le radici per conservare nel tempo la nostra identità socio-culturale da consegnare alle nuove generazioni, anche se il presente le ha portate lontano dalle origini…

Non svelerò particolari del romanzo per non sottrarre al lettore l’emozione della scoperta, ma come non restare ammaliati dalla serietà degli solofrani intervistati (sempre pronti ad aiutare gli altri), dalla loro dolcezza e persino da una bellissima poesia sul terremoto scritta da uno degli intervistati.

Nel romanzo, Solofra ha un sindaco donna, o se volete una sindaca (?), che ….

Non posso dirvi altro: il romanzo ve lo dovete leggere!

Sappiate solo (ma questo già lo sapete!), che i solofrani sono grandi. Lo sono sempre stati, e sempre lo saranno. Hanno saputo creare uno tra i più grandi sistemi produttivi del mezzogiorno. Hanno affrontato guerre, terremoti e crisi economiche e sono sempre risorti. Si sono dati da fare tutti insieme, affrontato avversità e tirato fuori il meglio di sé in ogni contesto, anche il più drammatico…

Il romanzo è assolutamente in linea con questo spirito. Alimenta l’orgoglio solofrano: non vi resta che leggerlo!

 

 

 

mariomartucci

 

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