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Presunti maltrattamenti ai danni di persone anziane ed indifese

De Lieto (li.si.po.), telecamere e controlli in tutte le ore del giorno e della notte

Ancora presunti maltrattamenti in una casa di riposo, il personale della Polizia di Stato di Rovigo ha eseguito diverse misure cautelari nei confronti di operatori appartenenti ad una struttura assistenziale, ritenuti responsabili di presunti maltrattamenti nei confronti degli anziani ospiti. Quasi sempre  queste vicende  riguardano ospiti anziani, malati, maltrattati e, soprattutto indifesi, bloccati a letto o su  sedie,  alla mercé di chi avrebbe dovuto accudirli, dare loro quell’attenzione e quel calore umano  che un briciolo di umanità suggerirebbe  – così ha dichiarato il Segretario Generale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.), Antonio de Lieto -  I casi di maltrattamento nei confronti di persone anziane, ricoverate  in case di riposo, sono purtroppo frequenti. Tante volte gli anziani ospiti di strutture pubbliche o  private non ricevono visita, né da parte dei parenti, né da altri: sono soli, molte volte malati, ed avrebbero bisogno di cure, di essere assistiti, di ricevere affetto. Ma non sempre è  così. Casi di presunti maltrattamenti emergono frequentemente. Il LI.SI.PO.  da sempre chiede l’installazione di telecamere e di controlli, in qualsiasi ora del giorno e della notte, in tutte le case di riposo. Le pene per chi  pone in essere qualsiasi tipo di maltrattamento, nei  confronti di ospiti di case di  cura e di riposo  e di persone fragili ed indifese, a giudizio del LI.SI.PO., devono essere raddoppiate, come pure i controlli verso  strutture  per anziani , autosufficienti  e non, devono essere frequenti ed improvvisi .Il LI.SI.PO.  sottolinea che, per fortuna, accanto a situazioni di  nessuna professionalità ed amore per il lavoro svolto, da parte di una fetta molto minoritaria di addetti a questo delicato settore, vi sono tanti operatori professionali, seri  ed attenti ai bisogni degli ospiti,  che  svolgono in silenzio, un lavoro impegnativo e pesante, con  l’amore ed il senso di responsabilità  che questa particolare attività richiede.  E’ proprio per il rispetto verso chi lavora, a tutti i livelli,  con abnegazione  e serietà  - ha concluso il leader del LI.SI.PO. -  per garantire la migliore assistenza  a chi  ha bisogno di tutto, in strutture pubbliche o private, che i responsabili di azioni  riprovevoli, devono essere, oltre che pesantemente  condannati penalmente, anche interdetti da qualsiasi attività, relativa alla cura ed all’assistenza di  persone anziane, malate o, comunque, non autosufficienti.

 

Antonio Curci

 

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