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Solofra: Mitra d’agosto e altre divagazioni sotto il cocente sole d’estate…

Agosto è tempo di sensazioni ancestrali e di viaggi: non solo nei tradizionali luoghi di festa, ma anche in eremi e santuari, per soddisfare, curiosità, desideri e sogni. Sarà per la calura estiva e per l’aria un po' rarefatta, ma siamo tutti più predisposti alla ricerca e alle divagazioni. Così, casualmente, senza alcuna velleità storico-culturale, mi sono interessato al culto del Dio Mita (1200 a.C.), qualcosa di molto simile al Dio Cristiano, ma avvolto da tante leggende.

Secondo alcune, Mitra, dio dell'onestà e dell'amicizia, sarebbe nato già adulto da una roccia, quando gli uomini ancora non erano stati creati (!), lasciando dietro di sé una grotta. Il culto era riservato ai soli uomini, ammessi con un’iniziazione segreta preceduta dal giuramento di non rivelare nulla del rito.

Mitra proteggeva le anime dei giusti dalle forze demoniache e le accompagnava in paradiso, ma, a differenza di Gesù, non sacrificò mai se stesso. Compì solo il gesto eroico di uccidere il "grande toro del Sole". Il battesimo romano di Mitra, però, non aveva nulla a che vedere con quello cristiano, e si esprimeva nel rituale della tauroctonia: i fedeli venivano disposti in una cavità sotterranea, chiusa in alto da una grata, sulla quale veniva sgozzato un toro, il cui sangue caldo inondava gli adepti. Il sacrificio del toro (tauroctonia), favoriva la vita e la fecondità dell’universo. Centro del culto era il mitreo, luogo tenebroso privo di luce posto all’interno o al di sotto di edifici esistenti. Di dimensioni modeste, ospitava piccole comunità. Sul soffitto era in genere dipinto un cielo stellato, con la riproduzione dello zodiaco e dei pianeti.

Numerosi sono gli aspetti comuni tra mitraismo e cristianesimo.

Per esempio, in entrambi c’è un giudizio finale e una successiva ricompensa o punizione (il paradiso o inferno ), e c’è la morte e la resurrezione escatologica dei buoni. Per entrambi la domenica è il giorno santo della settimana fatta di 7 giorni (in onore dei corpi celesti allora conosciuti, che ruotavano tutti intorno alla Terra!), ed il Solis dies è il giorno del Signore o Dies dominica: giorno di festa e di riposo dal lavoro.

Nella nostra penisola, tracce di mitraismo si trovano un po' dappertutto. Nei Musei Vaticani numerose sculture marmoree raffigurano Mitra al centro e il Sol Invictus in alto a sinistra. Persino sotto la basilica di San Pietro: sul pavimento della tomba di papa Giulio I°, un mosaico del III° secolo, raffigura Cristo nelle vesti del dio-sole Helios/Sol Invictus alla guida del carro.  Alcuni studiosisostengono addirittura che il Cristianesimo sia nato dal Mitraismo, ma non c’è prova di ciò. É certo però che molte chiese cristiane sono state costruite sopra mitrei distrutti e viceversa!

I confronti dottrinali sono sempre difficili (anche per la scarsità e l’eterogeneità delle fonti del mitraismo: per lo più orali!), ed interessano solo gli studiosi.  Le somiglianze di elementi esteriori, liturgie o motivi iconografici, destano solo qualche curiosità, ma non spostano di una virgola la storia Cristianesimo:a prescindere dalla primogenitura e dalle similitudini, ognuno, come sempre, è libero di pensarla come meglio crede. Devo alla curiosità di un mio amico escursionista appassionato di santuari, la conoscenza dell’esistenza del Dio Mitra e dei mitrei, presenti anche nelle nostre zone: come il mitreo di  Santa Maria Capua Vetere, il mitreo di Napoli, sotto la vecchia chiesa di Santa Maria del Carmine ai mannesi, e altri ancora, tra cui il mitreo individuato nella gigantesca cavità scavata nel tufo del monte Echia, in via S. Maria a Cappella vecchia, non lontano da piazza dei Martiri, oggi sede di uno dei 10 parcheggi più belli del mondo: il famoso Parcheggio Quick Morelli.

Qualcuno dice che anche sotto il Santuario di San Michele di mezzo in Carpineto di Fisciano (SA), per le caratteristiche del luogo, esisterebbe un vero e proprio mitreo, ma trattasi comunque solo di congetture. Il Santuario, risale al XVII secolo (http://www.santuariosanmichelecarpineto.it/it/home: gli escursionisti vi accedono dal sentiero CAI n°126, partendo dal Santuario dell’Incoronata di Montoro, ma i non escursionisti ci vanno comodamente in macchina da Fisciano seguendo le indicazioni stradali.

Dopo anni di quasi completo abbandono, nel 2011, il Santuario è stato restaurato e riaperto al pubblico.  

A San Michele di basso in Carpineto di Fisciano (SA), ogni domenica alle ore 18.30 (orario estivo), dopo aver curato altre otto parrocchie (si avete letto bene!), padre Antonio Romano dice messa per i fedeli che ivi accorrono, e tra questi anch’io, insieme ad un gruppo di amici, tra cui “bizoche” e altre persone poco interessate alle religioni in genere, ma curiose di vedere il presunto mitreo.

Così, anche se poco avvezzo alla fede, ho ascoltato con molta attenzione le parole di padre Antonio, sul rapporto tra Dio e gli uomini. Parole che mai avevo sentito pronunciare da un altare, …ma questa è sicuramente una mia colpa, visto che vado a messa di rado (!), e quasi sempre per il funerale di persone amiche o che stimo.  Sarà stato anche il fascino del luogo, ma le parole semplici ed elementari di Padre Antonio Romano, pur se connotate dall’aurea mistica della fede, mi hanno affascinato, …in particolare queste: «se ci rivolgiamo al Signore per noi stessi, per ottenere qualcosa di personale, è difficile che il Signore ci ascolti, ma se invochiamo il suo intervento per gli altri, affinchè possa donare agli altri pace e serenità, allora quasi certamente ci ascolterà».  In fondo, nessuno può negare che le parti più significative ed emozionanti della messa sono la liturgia eucaristica della condivisione (prendete e mangiatene tutti…) ed il rituale del dono della pace (la pace del Signore sia sempre con voi, scambiatevi un segno di pace).

Augurare la pace ai nostri simili, non è una formalità rituale, ma è il dono più grande che un uomo possa fare e/o ricevere, ed è questo che, anche a prescindere dalla fede, ha reso e rende grande il Cristianesimo…

mariomartucci

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