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“Solofra è mia ed io la difendo”… a chiacchiere

… i fatti dicono tutt’altro: chiese, palazzi gentilizi, castello “Orsini” e rioni storici abbandonati.

Si ascoltano voci di ogni genere in piazza e sui social, ma senza fondamenta ovvero senza impegno in prima persona. Tutti si prodigano per la nostra Comunità, ma nessuno mette mano alla tasca.

Pur riempiendosi  la bocca di lodi e di progetti per il Comune conciario, si accorciano le mani e scaricano il tutto sugli altri.

Ultimamente, abbiamo ascoltato dai palchi pubblici i candidati alla carica di sindaco e consigliere dichiarare di volersi  prodigare, fattivamente,  per Solofra. Ma, ahimè,  le promesse al vento si  sprecano. Per farsene un’idea , basta vedere  come sono ridotti  i rioni storici e il patrimonio artistico. Ebbene, a distanza di due anni dalle scorse elezioni amministrative, non  si nota  nessun cambiamento in meglio; anzi, si  va, sempre,  peggio.

Speravamo  di  vedere  realizzata  almeno la promessa, fatta da un noto imprenditore, di  compiere   qualcosa per i  Solofrani o  per il Comune conciario, come il ripristino di un monumento o un luogo pubblico d’ incontro per i giovani. Però, anche in questo caso non si è mossa una foglia.

 Eppure, sui social si legge che si vuole fare tanto per la “Solofra mia” o difenderla. Mi fa piacere leggere sui social o sulle foto: “Solofra è mia ed io la difendo”. Invece, guardando il territorio, sembra che quasi tutti se ne siano approffitati, per attuare i loro mesti interessi.

Quindi, se vogliamo il bene della Solofra conciaria, dobbiamo spogliarci della mentalità individualista ed opportunista, operando  in primis con il tempo e con le risorse personali.

 Speriamo, ancora,  che il suddetto imprenditore   mantenga   la promessa di fare qualcosa per Solofra, come l’hanno fatto, nei secoli, i signori Landolfi, i Guarino, i Santoro e tanti altri illustri solofrani, che, sicuramente, ci rimproverebbero di non aver recuperato le loro opere lasciateci, in quanto, proseguendo di questo passo, non le trasmetteremo alle future generazioni.

E’  il caso dei  rioni storici, dei  mulini, dei palazzi gentilizi e delle chiese, come il Santuario della Madonna della Consolazione e la Chiesa dello Spirito Santo.

A proposito di quest’ultima, tante associazioni in rete  desiderebbero fare chissà che cosa, ma almeno potrebbero prodigarsi verso gli Enti di competenza, al fine di farla pulire dalle erbacce e dai quintali di terra, trasportati dal vallone a monte e, nello stesso tempo, deviare l’acqua che scorre in adiacenza al muro esterno della chiesa.

Come si rileva dalla foto siamo di fronte ad uno spettacolo indecoroso di abbandono totale, come se non esistessero gli  Enti preposti alla cura dello spirito e del corpo.

E’ il momento di rimboccarci le maniche ed iniziare ad operare.

Eh, sì! Mentre  stiamo in siesta, il tempo e l’incuria ci spogliano delle opere, in cui sono racchiusi i valori e la cultura millenaria dei nostri padri.

Per poteer conservare tali valori e garantire  un futuro  migliore, non  si  può prescindere  dalla  tutela e dalla valorizzazione  dell’ambiente, del  paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Comunità solofrana.

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