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Tempo ordinario: SS. Trinità C

Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni

 

I - Giovanni 16,12-151. Di Gesù il Padre dice che è suo Figlio, l'amatissimo e unico (al Battesimo in Mt 3,17 e nella Trasfigurazione in Mt 17,5), e che bisogna ascoltarlo come Maestro (Mt 17,5); inoltre il Padre l’ha mandato come Redentore degli uomini (Gv 3 16). Gesù è un vero Maestro, che si fa ammirare ed ascoltare dalla gente e dice molte cose; nella sua onniscienza però si rende conto che i discepoli non possono andare oltre un certo punto di comprensione (12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso), e perciò insieme col Padre dice queste cose allo Spirito Santo (13 perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito; 15 che prenderà da quel che è mio) perché le riveli successivamente ai discepoli. Gesù ha ricevuto tutto dal Padre (15 Tutto quello che il Padre possiede è mio) ed è glorificato dallo Spirito Santo (14 Egli mi glorificherà). Crediamo in Gesù secondo quello che troviamo di lui nella Parola di Dio del Nuovo e nell'Antico Testamento; riconosciamolo come Dio e Uomo e Salvatore del mondo, Figlio del Padre e origine dello Spirito insieme col Padre: adoriamolo; ringraziamolo; amiamolo.

2. Del Padre Gesù qui dice che è l'origine del Figlio, perché lo ha generato e perciò gli ha dato tutto (15); è all'origine anche della Parola, perché Gesù comunica quello che ha udito dal Padre insieme con lo Spirito Santo (13 lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, e vi annuncerà le cose future). Il Padre è all'origine di tutte le creature perché tutto fa con la sua potenza e con la sapienza del Figlio e con la bontà dello Spirito Santo. Tutto sul piano soprannaturale e naturale ha origine dal Padre. Anche da Lui viene il piano della salvezza dell'umanità, nel quale fu prevista e realizzata la missione del Figlio prima e quella dello Spirito Santo poi (13-15 Quando verrà lui, lo Spirito della verità…; 14 Egli mi glorificherà… e ve lo annuncerà;  15 e ve lo annuncerà). Il Padre genera eternamente il Figlio e dal Padre e dal Figlio procede eternamente lo Spirito Santo. A un certo momento della storia delle creature il Figlio diventa uomo per la salvezza degli uomini e la restaurazione del mondo. Siamo nel mondo dell’incomprensibile o poco comprensibile dalla ragione, ma pienamente accettabile per la fede. Crediamo, adoriamo, speriamo, amiamo. Pentiamoci per la lentezza della nostra adesione.

3. Dello Spirito Santo Gesù dice che ha una missione dal Padre verso gli uomini (13 Quando verrà lui), prende tutto dal Padre e da Gesù (13 non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito; 14 perché prenderà da quel che è mio; 15 per questo ho detto che prenderà da quel che è mio), lo comunica ai discepoli al momento opportuno e li guiderà alla verità intera (13 vi guiderà a tutta la verità); annuncerà anche le cose future (13 annuncerà le cose future; 14 e ve lo annuncerà; 15 e ve lo annuncerà). Lo Spirito parla del Padre e del Figlio e li glorifica (16 Egli mi glorificherà) e ne è glorificato. Come guida gli uomini alla fede (13 lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità), così guida i fedeli all'amore (Rm 5,5), e in tutte le attività spirituali (Gal 5,22). Come lo Spirito guidò Gesù, Figlio di Dio fatto uomo, così vuole guidare anche noi. Preghiamo Dio di concederci che ci lasciamo guidare da Lui con la docilità di Gesù, Maria e Giuseppe nella pratica della fede, speranza e carità, e in tutta la nostra vita.

II - Proverbi 8,22-31 – La Sapienza parla di sé per farsi conoscere, desiderare, amare. Anzitutto afferma che è creatura di Dio, la prima in assoluto (22 Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all’origine), esistente addirittura dall'eternità, da sempre (23 Dall’eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra). Essa fu “generata”, creata, quando ancora non esistevano le creature (24-26 Quando non esistevano gli abissi, io fui generata, quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; 25 prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io fui generata, 26 quando ancora non aveva fatto la terra e i campi né le prime zolle del mondo). E perciò fu presente alla creazione del cielo quando Dio disegnava un cerchio sull'abisso (27 Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso), quando creò le nubi nel cielo e le sorgenti nella terra (28 quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso), quando dispose il limite, oltre il quale il mare non doveva andare, e realizzò le fondamenta della terra (29 quando stabiliva al mare i suoi limiti, così che le acque non ne oltrepassassero i confini, quando disponeva le fondamenta della terra). Era presente a fianco a Dio come collaboratrice e costituiva sempre la gioia di Dio (30 io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno): si sentiva amata da Dio e perfettamente a suo agio come un bambino, che giocava alla sua presenza (30 giocavo davanti a lui in ogni istante), ma giocava anche sulla terra e gioiva nello stare in mezzo agli uomini (31 giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo). La Sapienza è con Dio e presso Dio, collabora con Dio ed è la gioia di Dio; è amata da Dio e conduce all’amore di Dio; tutto questo lo possiamo dire sia del Figlio sia dello Spirito Santo, che vivono nell'intimità con Dio Padre: il Figlio procede dal Padre per generazione e lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio per spirazione; lo Spirito è l’amore del Padre verso il Figlio e del Figlio verso il Padre: non capiamo molto perché usiamo termini umani per operazioni divine, ma certo tutto avviene nell'infinita grandezza di Dio e noi l’accettiamo per fede.

III - Romani 5,1-5 - (a) Paolo vuole farci capire che grazie alla fede nella persona, opera redentrice  e insegnamento di Gesù, noi siamo riconciliati con Dio per mezzo di Gesù Cristo e perciò siamo giusti e in pace con il Padre (1 Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo); in questa amicizia, favore e benevolenza di Dio siamo entrati grazie alla fede e continuiamo a rimanerci: oggi ce ne vantiamo e per il futuro abbiamo la certezza che parteciperemo alla gloria di Dio nell'eternità (2 Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio), sempre per la misericordia di Dio. Nell'attesa della gloria di Dio, anche le tribolazioni, che sopportiamo con pazienza, dimostrano che la virtù è solida e alimentano la nostra speranza (3 E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, 4 la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza), cioè la nostra certezza che Dio non ci farà mancare gli aiuti necessari per arrivare a lui per i meriti di Cristo. In effetti la speranza è molto ben fondata, perché l'amore infinito di Dio - quello che ha per noi - è stato versato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito, che ci è stato donato (5 La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato): perciò ci sentiamo amati da Dio e diventiamo capaci di amare Dio e il prossimo. (b) Tutta la Trinità è coinvolta nella nostra opera di salvezza: il Padre ha mandato nel mondo il Figlio, che ci ha riscattato dalla schiavitù di Satana e ci ha già riconciliati e pacificati col Padre per mezzo della fede e speranza, che sfociano nella carità, frutto dello Spirito. Rafforziamo le tre virtù teologali, che ci perfezionano nella nostra comunione con la Trinità, e avremo una fortissima motivazione per vivere con impegno la nostra vita cristiana.

IV –  (a) La vita intima della Trinità è il mistero principale della fede: Unità e Trinità di Dio, e il più difficile da spiegare con parole umane. E’ come tentare – lo suggerisce S. Agostino - di far entrare il mare (l’infinito) in un secchio (la mente umana limitata). Potremmo balbettare come segue. Il Padre genera il Figlio da tutta l’eternità; il Figlio e il Padre si amano di amore infinito e questo amore reciproco è lo Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio per spirazione. Ma le Tre Persone non sono tre dei, bensì un solo Dio come chiaramente afferma la S. Scrittura; Battezzate nel nome (al singolare per indicare un solo Dio) del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (cfr Mt 28,19 cfr 2Cor 13,13). Una vaga immagine della Trinità la troviamo nel triangolo equilatero: lo spazio delimitato è unico e indica l’unica natura divina, un solo Dio; gli angoli sono tre e indicano i tre punti di osservazione o di possesso dell’unico spazio. (b) Quello che è importante è che contempliamo molto su quello che le singole Persone della Trinità fanno nei nostri confronti e per la nostra salvezza: il Padre ha mandato il Figlio nel mondo per salvare gli uomini; Gesù ha fatto la sua parte e poi è salito al cielo, Padre e Figlio hanno mandato lo Spirito Santo agli uomini perché continui la missione salvifica e santificante di Gesù per mezzo degli Apostoli. Padre e Figlio e Spirito Santo abitano nel cuore degli uomini. Poiché con la fede e il battesimo diventiamo membra del Corpo di Cristo e riceviamo lo Spirito Santo, è proprio lo Spirito che fa sorgere nel nostro cuore i sentimenti di figli nei riguardi di Dio Padre e ci fa vivere da figli a immagine del Figlio di Dio fatto uomo. Tutta la nostra vita cristiana la dovremmo vivere così, sforzandoci di consentire allo Spirito Santo di imprimere nella nostra mente i pensieri di Gesù con la fede e l’amore del Cuore di Cristo per la carità, come lo Spirito ha operato nel Cuore di Maria e di Giuseppe e dei Santi, in modo che anche le nostre parole, azioni e omissioni corrispondano a quelle di Cristo.

EUCARESTIA.  Nella preghiera insegnata dall’Angelo ai tre ragazzi di Fatima nella sua terza apparizione, il Corpo e Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo vengono offerti alla SS. Trinità in riparazione dei peccati commessi contro l’Eucarestia e per ottenere la conversione dei peccatori; completiamo le intenzioni offrendo Gesù anche per adorare e ringraziare la SS. Trinità. Offriamo quanto di più prezioso: Gesù, e per i fini più nobili che ci siano. Chiediamo la conversione nostra e di tutti i peccatori, nel senso di penetrare il senso della rivelazione della Trinità e di vivere nella nostra vita di ogni giorno le nostre relazioni con le tre Persone Divine. 

francescospaduzzi@virgilio.it

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