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Serino. Nel Consiglio Comunale risuona ancora l'affermazione "La mafia è tra noi"

Il Prof. Abele De Luca a salvaguardia del buon nome degli ex Consiglieri comunali Roberto Melillo e Franca Marra

Lunedì scorso si è riunito il Consiglio comunale di Serino riportante i seguenti punti all’ordine del giorno: 1) approvazione dei verbali della seduta precedente; 2) rendiconto di gestione 2018; 3) scioglimento di un atto di permuta e atto transattivo; 4) vendita all’asta di un relitto di strada comunale; 5) vendita all’asta di una unità immobiliare di proprietà comunale alla frazione Ribottoli.

-  Prima della discussione dei precedenti argomenti, il Comitato Pro Serino ha sollecitato l’Amministrazione comunale per l’ennesima volta, attraverso un’interrogazione della consigliera Maria De Feo, alla bonifica dell’area su cui insiste il Palazzo Masucci a S. Sossio, nei pressi della scuola primaria, e ad una pulizia più celere di molte strade pubbliche anche con strumenti e iniziative, che dovrebbero essere proprie di una semplice gestione comunale. Si è fatto notare anche la mancata e immediata bonifica di amianto e di rifiuti pericolosi sparsi sul territorio comunale che rilasciano particelle cancerogene nell’aria: speriamo che non si indugi ulteriormente. Ma ci dobbiamo chiedere: perché non vi è un assessore competente che abbia la delega all’ambiente?

-  Successivamente, il capogruppo del Comitato Pro Serino, prof. Abele De Luca, è intervenuto a salvaguardia del buon nome degli ex Consiglieri comunali Roberto Melillo e Franca Marra, i quali furono denunciati “a salvaguardia del buon nome del Comune di Serino”. I fatti risalgono all’anno 2015, allorquando, in Consiglio comunale, i due dichiararono una serie di verità, tra cui il fatto che la “mafia è tra noi”. In tale occasione il consigliere Antonio Pellecchia imbastì aspre accuse e costruì castelli di sabbia contro i su citati Consiglieri e contro il Comitato Pro Serino. Successivamente, la Giunta incaricò il solito avv. Villani per una querela di parte, a fronte di un compenso con soldi pubblici di 2537,60 €. Oggi, con orgoglio, possiamo affermare che Serino non aveva alcun bisogno di essere difeso né da Pellecchia, né da De Feo, né dalla Giunta Municipale e né da Villani, in quanto il Comitato Pro Serino ama questo territorio e lo rispetta (a differenza di molti altri che pensano solo per sé e per i propri familiari). Il Tribunale di Avellino, infatti, ha assolto pienamente Melillo e Marra, riabilitando e salvaguardando anche il buon nome del Comitato Pro Serino. In particolare il giudice ha evidenziato il fatto che “non hanno adoperato espressioni scorrette o incontinentiper altro nell’esercizio del diritto di cronaca e di critica politica possono estrinsecarsi nell’utilizzo di espressioni forti, vivaci e colorite proprio in virtù dell’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti”.  Utilizzare strumenti e risorse comunali per attaccare ed indebolire la minoranza e cercare, contestualmente, di imbavagliare le sue parole, i suoi pensieri e le sue espressioni a sostegno della trasparenza, legalità e democrazia, non fa certamente onore a chi usa mezzucci del genere. Ma con forza siamo ancora qui, a difendere la voce di chi non ha voce e ci saremo anche per il futuro.

-  Ma da allora poco è cambiato: la maggioranza Pelosi attacca continuamente il Comitato Pro Serino, definendo “l’opposizione filo-leghista (precedentemente berlusconiana, poi grillina e così via in base alla “moda elettorale” del momento) …”. Vogliamo ricordare a Vito Pelosi, anche se non abbiamo alcun obbligo di giustificazione nei suoi confronti o nei confronti dei suoi assessori, che il nostro gruppo non è un partito politico e non lo è mai stato, ma un movimento che si basa su persone oneste, serie, volenterose e disinteressate ed ha, come quadro di riferimento, idee e fatti per lo sviluppo del nostro territorio. Dunque ogni persona che vuole dare un apporto propositivo è ben accetta, di qualunque estrazione politica o religiosa e senza distinzione di sesso, razza, lingua, etnia o ceto sociale. Si precisa altresì, che nel nostro gruppo non vi sono mai stati e, attualmente, non vi sono referenti o iscritti alla Lega di Salvini. Abbiamo anche declinato l’invito, da parte di alti vertici politici, di essere rappresentanti locali della Lega, in quanto riteniamo di avere solide radici legate al nostro amato Sud e/o a partiti politici di lunga tradizione nazionalista e non secessionista o fortemente autonomista. Chi pensa che vi fossero interessi nel gestire la Lega a livello serinese è solo un non pensante o un burattino nelle mani di burattinai frustati. Vero, invece, resta il fatto che chi si spaccia per comunista nella maggioranza Pelosi, imbastisce alleanze in consiglio comunale e crea addirittura un gruppo consiliare con chi è stato rappresentante di Forza Italia ieri e leghista oggi. Mostriamo sincero dispiacere per coloro che credono in determinate ideologie e che condannano quotidianamente il “razzista, xenofobo e fascista Salvini” nonché il “mariuolo e mafioso Berlusconi”, nel mentre le loro idee comuniste in Consiglio comunale vengono calpestate e sono in vendita al miglior offerente. Un’altra occasione persa di coerenza storico-sociale e di congruenza ideologica.

-  Dal punto di vista amministrativo invece, le cose non vanno certo meglio. Il capogruppo del CPS prof. Abele De Luca, ha fatto rilevare pubblicamente dei fatti gravissimi in merito al bilancio comunale di previsione recentemente approvato. In esso sono state previste somme in più, relative all’aumento dell’IMU dal 9,6 al 10,4 ‰ (+0,8) voluto dalla maggioranza Pelosi nel consiglio comunale dell’11 aprile scorso. Tali somme, però, NON SONO DOVUTE dai serinesi per l’anno 2019. Infatti, ai sensi dell’art. 1, comma 169, della legge n. 296/2006 il bilancio di previsione doveva essere approvato entro il 31 marzo 2019 e non ad aprile! Dunque l’Imu per l’anno 2019 va calcolato ancora al 9,6 (e non al 10,4‰) e la Tari non deve subire variazioni. In consiglio comunale è stato chiesto che l’Amministrazione Pelosi si facesse carico di rimborsare immediatamente i cittadini che hanno pagato le somme non dovute e provvedesse d’ufficio ad un conguaglio se pagato a rate. Inoltre è stato chiesto di emanare un avviso sul sito istituzionale del Comune di Serino e di affiggere numerosi manifesti nel paese affinché sia i cittadini che gli addetti ai lavori (commercialisti, consulenti del lavoro, consulenti fiscali, ecc.) potessero prendere coscienza della questione edotta dal Comitato Pro Serino. Non vorremmo, poi, che tra qualche anno gli uffici comunali, basandosi sulle delibere del 2019, diffidassero i cittadini che hanno versato il 9,6 e non il 10,4‰ al pagamento di tale differenza con aggiunte di interessi legali, more, spese di spedizione, ecc.

Al termine di questo ragionamento siamo obbligati a sottolineare che tali somme sarebbero state inserite illegittimamente nel bilancio 2019! Unico modo per sanare queste anomalie, è rivedere e riportare il bilancio di previsione di nuovo all’attenzione del Consiglio comunale immediatamente. Ma ci dobbiamo chiedere: perché non vi è un assessore competente che abbia la delega al bilancio e alla finanza pubblica?  

-  In merito ai punti all’o.d.g. abbiamo votato contrario sull’approvazione del bilancio consuntivo per ovvie ragioni.

-  Per quanto riguarda lo scioglimento di un atto di permuta e transattivo, si evidenzia il fatto che una cittadina di Serino è stata costretta, a causa di errori di natura tecnica, a non poter disporre in pieno del suo diritto di proprietà di un immobile in quanto l’atto sottoscritto con il Comune era viziato dalla mancanza di autorizzazione da parte della Soprintendenza dei beni ambientali e culturali di Salerno/Avellino. Il capogruppo del CPS prof. Abele De Luca, ha rilevato in Consiglio comunale che nulla doveva la nostra concittadina per errori commessi dall’Ente al fine di regolarizzare tutto il procedimento amministrativo. Ma ci dobbiamo chiedere: perché non vi è un assessore competente che abbia la delega all’urbanistica e ai lavori pubblici?

-  Degli ultimi due punti approvati è rilevante la vendita all’asta per 6.600 € del fabbricato ubicato presso la piazza Chiesa nella fraz. Ribottoli di Serino, che tutti ricordano come la “tabaccheria di Filomena”.

 

 

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