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Solofra. La scommessa

Da una goliardica pizza a strampalate ipotesi di sfiducia e candidature plurime…

Come tutti sanno le elezioni comunali solofrane si sono tenute a giugno 2017 e Michele Vignola è stato eletto sindaco per la seconda volta, prendendo più voti che nel primo mandato: 3.721 voti contro i 2.823 del 2012. Bissare un successo è sempre difficile, prendere addirittura più voti (898), è stata una vera impresa.

Le prossime elezioni si terranno tra più di due anni e mezzo -  in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno del 2022 - e Michele Vignola non potrà più concorrere alla carica di sindaco, perché dopo due mandati consecutivi, non è immediatamente rieleggibile alla carica di sindaco allo scadere del suo secondo mandato (art. 51 comma 2 Tuel).  Si voterà, quindi, nella primavera del 2022: non si comprendono, perciò, le tantissime voci sui tanti possibili candidati sindaci, …già pronti ad entrare in azione!

Tante voci si rincorrono anche sul futuro politico di Michele Vignola, dopo la doppia esperienza di Sindaco. Alcune alimentate, proprio, dallo stesso Vignola, che ha più volte lasciato intendere che non avrebbe espletato per intero il suo secondo mandato, per possibili “lanci” verso altri lidi più impegnativi…

Così avanzano le ipotesi su una sua possibile candidatura a consigliere Regionale nel 2020.

Per tale elezione, molti hanno sostenuto che Vignola potesse candidarsi al consiglio regionale senza prima dimettersi da sindaco, e, in caso di elezione, avrebbe potuto scegliere tra la carica di Sindaco e quella di Consigliere Regionale, sfruttando il c.d. paracadute, non essendo egli ineleggibile, ma incompatibile.

In realtà, almeno in Campania, non è così.

Sul punto, dopo una goliardica discussione nei pressi della sede di Solofraoggi, ho personalmente vinto una scommessa con alcuni amici (una pizza al Madison di Avelino per tutti i presenti ed altri amici a piacere), risolvendo a mio favore la dissonanza cognitiva sulla ineleggibilità del sindaco. Gli astanti sono stati resi edotti dell’esistenza dell’art. 1 comma 212, lett. i) della Legge Regionale n° 16 del 7 agosto 2014 (BURC n. 57 del 7 agosto 2014), che stabilisce espressamente che: «Non sono eleggibili alla carica di presidente della Giunta e di consigliere regionale della Campania i sindaci dei comuni superiori a 5.000 abitanti…». Il comma 213 dello stesso art.1, precisa che: “la causa di ineleggibilità non ha effetto se il sindaco cessa dalle funzioni per dimissioni o collocamento in aspettativa non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature”.

Ci è voluto del tempo, ma alla fine, venerdì 8 febbraio, gli amici scommettitori hanno finalmente preso atto della bontà della norma, ammesso (a malincuore!)  la sconfitta e onorato l’invito al Madison per la pizza.

È stata una bella serata. La pizza era ottima.  E, sembrerà strano, ma non abbiamo affatto parlato di politica. Anzi, dopo goliardici cazzeggiamenti è stata fatta circolare (tra amici poco inclini alla riservatezza!) la foto della “riunione”, affinchè potesse essere spacciata come una sorta di «complotto politico culinario».

E complotto è stato! …La foto è circolata velocemente, via WhatsApp, su tantissimi cellulari e alla fine è ritornata anche sul mio smartphone, … quale testimonianza di uno “svelato”, ed inesistente, tentativo di golpe!

Nonostante la norma sia più che chiara, le voci tecnico-giuridiche sulla ineleggibilità e sulla incompatibilità alle comunali e alle regionali non si sono, però, placate. Anzi, per Vignola, sono emerse soluzioni, addirittura, politicamente fantasiose, pur se tecnicamente possibili!

Tutto nasce dall’art. 51 comm 3 del Tuel, che consente un terzo mandato consecutivo del sindaco, se uno dei due mandati precedenti abbia avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per cause diverse dalle dimissioni volontarie: per cui, affinchè Vignola conservi il diritto a concorrere per un terzo mandato, è necessario che Egli venga sfiduciato prima che decorrano i famosi 2 anni 6 mesi ed 1 giorno.

Così, Vignola (e questo viene tacitamente spacciato dai suoi “amici” come un grande colpo di genio!), verrebbe sfiduciato a novembre/dicembre del 2019, decadrebbe dalla carica di sindaco (e non per dimissioni volontarie!), verrebbe il Commissario Prefettizio fino a giugno 2020, e sarebbe legittimamente candidabile, sia come sindaco - alle prossime elezioni comunali che si terrebbero a giugno 2020, in concomitanza con le regionali - sia come consigliere regionale (non essendo più sindaco in carica), per poi scegliere quale carica assumere, stante l’incompatibilità a rivestire entrambe le funzioni.

Si badi: tutto è tecnicamente possibile, anche se “politicamente” impraticabile!

L’opposizione, però, non ha né la voglia, né la forza, né i numeri per sfiduciare Vignola: c’è bisogno di una “amichevole sfiducia tecnica di maggioranza”, ma come giustificherebbe il Pd, “quest’amichevole sfiducia” operata ai danni del Sindaco Vignola?

E poi perché Vignola dovrebbe lasciare “il certo per l’incerto”, e accettare il rischio di due candidature, oggi difficilissime, …senza alcuna garanzia?

Più che un rischioso salto senza paracadute, sarebbe un salto nel vuoto con esito disastroso …garantito!

Si tratta, però, solo di voci: non delle famose “Settevoci” di Pippo Baudo, ma comunque di tante voci...

mariomartucci

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