Logo

Tempo di Avvento: Domenica 4 Anno C

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per l’omelia. Sono graditi consigli e suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@virgilio.it)

I – Luca 1,39-45 Dopo aver concepito Gesù per opera dello Spirito santo, Maria si mette in viaggio, per raggiungere in fretta un villaggio della zona montagnosa della Giudea (39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda), - pare senza Giuseppe, ma certo non da sola perché fu associata a qualche carovana, che andava verso la Giudea, a Gerusalemme. Il viaggio, lo visse tutto in unione e colloquio con Gesù, che portava nel suo grembo; e così ormai passerà i 9 mesi di gestazione. Dopo tre giorni di viaggio, forse a piedi ma più probabilmente a dorso di un asino, arrivò a destinazione - si pensa ad Ain Karim -, entrò nella casa di Zaccaria e salutò per prima Elisabetta (40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta). Elisabetta udì il saluto, ma il bambino dentro di lei ebbe un fremito, un sussulto (41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo), e furono colmati di Spirito Santo sia la madre (41 Elisabetta fu colmata di Spirito Santo) sia il suo bambino. In realtà il sussulto di gioia (44 Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo) fu il segno della venuta dello Spirito Santo in Giovanni, secondo quanto l’arcangelo Gabriele aveva preannunziato a Zaccaria per lui (Lc 1,15) per farlo profeta (Lc 1,16-17); Giovanni non poteva ancora essere profeta per mezzo della parola e lo è col suo sussulto, col quale annuncia la presenza del Messia in Maria. Elisabetta invece profetizza con la parola e a gran voce proclama che Dio ha benedetto Maria più di tutte le donne (42 ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne), perché l'ha fatta madre del Dio-uomo e Messia Salvatore (43 che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?), e che Dio ha benedetto il frutto del suo grembo, concepito per opera dello Spirito Santo (42 benedetto il frutto del tuo grembo!), e l’ha reso fonte di benedizioni per tutti; essa sente intensamente tutta la grandezza dell'avvenimento, che la madre del suo Signore sia venuta da lei, a casa sua, per stare con lei ad aiutarla (43), e rivela a Maria che, appena ha sentito il suo saluto, il bambino si è mosso in lei per la gioia (44), di quella gioia che è frutto della presenza e dell’opera dello Spirito Santo nel cuore dei credenti (Gal 5,22); infine proclama felice Maria perché ha creduto alla Parola di Dio, che l’Angelo le aveva comunicata (45 E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto), a differenza di Zaccaria, che non aveva creduto ed era stato punito con 10 mesi di mutismo (Lc 1,20.22). Contempliamo, facciamo atti di fede anche noi come Maria ed Elisabetta, gustiamo, adoriamo, amiamo, supplichiamo di prepararci alla nascita di Gesù coi sentimenti di fede, speranza e carità di Maria ed Elisabetta; ammiriamo l’attività di Gesù dal grembo di Maria e dello Spirito Santo in Elisabetta, Giovanni, Zaccaria.

2. In effetti a casa di Elisabetta avvengono i miracoli spirituali e anche quelli “fisici”, che si realizzano per la presenza di Gesù e Maria; Giovanni per primo riceve da Gesù il dono dello Spirito, poi Elisabetta, poi Zaccaria (Lc 1,67). Questi miracoli interiori hanno anche l'espressione esteriore del sussulto di gioia di Giovanni (44) e della profezia di Elisabetta (42-45) e poi anche della restituzione della parola a Zaccaria e la sua profezia (Lc 1,67ss). La presenza dello Spirito nei tre comporta anche la grazia santificante e l'infusione delle virtù  teologali, cardinali e morali e attira tutte le grazie necessarie alla salvezza. Accogliamo anche noi Gesù e Maria a casa nostra, come fecero Giuseppe (Mt 1,24) e la famiglia di Zaccaria (Lc 1,39ss); anzi prendiamoli e portiamoli con noi sull’esempio di Giuseppe (Mt 2,13-21). A tale scopo valorizziamo continuamente qualcuna delle tante presenze di Gesù; per esempio, se dobbiamo incontrare un fratello, nel quale è presente Gesù, diciamo a Gesù: credo che sei presente in questo fratello; donami lo Spirito perché io ti veda presente in lui e mi comporti come mi comporterei con te. Gesù, per intercessione di Maria, ci darà l'abbondanza dello Spirito Santo e la grazia per vivere in modo spiritualmente fruttuoso quell’incontro con Lui in quel suo modo di presenza. Nelle sue tante presenze viene Gesù a noi e per noi, e certamente con Gesù verrà anche Maria da noi e con noi, come hanno fatto esperienza i Santi tante volte nella loro vita.

II - Michea 5,1-4 E’ Dio che parla a Betlemme, la patria di Davide, capostipite della casa regnante nel regno meridionale di Israele, che sopravvivrà al regno del Nord per circa 140 anni, e a essa dice che, anche se è una delle più piccole città – villaggio per la verità - della regione, comunque darà i natali a colui che deve guidare il popolo d'Israele a nome di Dio (1 E tu, Betlemme di Efrata,/ così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,/ da te uscirà per me/ colui che deve essere il dominatore in Israele); questo capo ha origini antichissime (1 le sue origini sono dall’antichità,/ dai giorni più remoti): vuol solo dire che discende “da Davide” o anche che affonda le sue radici addirittura nell’eternità di Dio? Egli nascerà da una donna, avrà una mamma come tutti gli uomini (2 fino a quando partorirà colei che deve partorire). Questo capo guiderà con fermezza il popolo, grazie alla potenza e alla gloriosa presenza del Signore suo Dio (3 Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,/ con la maestà del nome del Signore, suo Dio); inoltre egli manifesterà la sua grandezza fino all'estremità della terra (3 perché egli allora sarà grande/ fino agli estremi confini della terra) e sarà la pace e la porterà (4 Egli stesso sarà la pace!). E’ una profezia che annuncia la venuta di Gesù, che è il Messia e salvatore, che viene a liberare gli ebrei e gli uomini dalla schiavitù del peccato e, stabilendo la giustizia tra gli uomini, porterà la pace. Credo, adoro, ringrazio. (b) Prima della venuta del Messia, Dio abbandonerà per un periodo di tempo il suo popolo in potere di altri popoli (2 Perciò Dio li metterà in potere altrui), a causa dei suoi peccati, ma poi tutti i dispersi torneranno in patria (2 e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele) e il popolo eletto vivrà sicuro (3 Abiteranno sicuri). La liberazione degli israeliti dalla schiavitù di Babilonia e il loro ritorno in patria è il simbolo della liberazione degli ebrei e di tutti gli uomini  - quindi di ciascuno di noi - dalla schiavitù di Satana, che Gesù realizza. Credo, grazie, voglio camminare per la via di Dio ed essere salvato da Dio.

III - Ebrei 10,5-10 Dio aveva ordinato agli ebrei di ascoltare la sua parola e di metterla in pratica (Es 19,4): questo doveva essere il suo sacrificio, che Dio voleva e gradiva dal suo popolo; però Dio aveva mostrato di gradire, come segno di questo sacrificio, che gli fosse offerto del cibo, che doveva indicare la disponibilità a rinunciare a tutto e a offrire se stesso a Dio per suo amore. Purtroppo gli ebrei offrivano il cibo a Dio, ma non facevano la sua volontà. Perciò un salmista esprime il rifiuto che Dio ha per questi “sacrifici” esteriori (5 Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,/ un corpo invece mi hai preparato./ 6 Non hai gradito/ né olocausti né sacrifici per il peccato) e afferma di voler fare la volontà di Dio come vero sacrificio, accettato da Dio (7 Allora ho detto: «Ecco, io vengo/ – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro –/ per fare, o Dio, la tua volontà»). La Lettera agli Ebrei mette in bocca a Gesù questa affermazione del salmista (5 Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice; 7). Così Gesù riafferma da parte di Dio il rifiuto dei sacrifici esteriori degli ebrei, nonostante erano comandati dalla legge ebraica (8 Dopo aver detto: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose che vengono offerte secondo la Legge), e conferma la sua volontà di fare la volontà del Padre (9 soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà). In questo modo Gesù abolisce sacrifici esteriori degli ebrei e la legge che li comandava e stabilisce il nuovo sacrificio (9 Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo), che è precisamente quello indicato al popolo nel deserto. Così Gesù ha offerto se stesso in sacrificio una volta per sempre e lo ha compiuto facendo la volontà di Dio (10 per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre) e per questo suo sacrificio Dio ci ha liberati dalle colpe e ci ha resi santi (10 Mediante quella volontà siamo stati santificati). Siamo al centro della nostra religione: Gesù ha offerto se stesso a Dio per fare la Sua volontà e l’ha compiuta effettivamente; in questo è consistito il sacrificio di Gesù, graditissimo al Padre. Gesù rende presente questo suo sacrificio nella Messa: quando noi vi partecipiamo, ascoltiamo la Parola di Dio e ci offriamo a Dio insieme con Gesù per fare la volontà di Dio e, unendoci a Gesù nella comunione, diventiamo capaci di fare anche noi la volontà del Padre. Chiediamo la grazia di essere fedeli alla volontà di Dio; ringraziamo, lodiamo Dio, imitiamo Gesù e i santi.

EUCARESTIA. Gesù rende presente se stesso e il suo sacrificio nella Messa: quando noi vi partecipiamo, ascoltiamo la Parola di Dio, che per essa ci rivela la sua volontà, e ci offriamo a Dio insieme con Gesù per fare la volontà di Dio e, unendoci a Gesù nella comunione eucaristica, diventiamo capaci di fare anche noi la volontà del Padre. Chiediamo per intercessione di Maria e Giuseppe, degli Angeli Custodi e dei Santi Patroni, la grazia di ascoltare con docilità la Parola di Dio e di essere fedeli nel compiere la volontà di Dio. (mons. Francesco Spaduzzi)


Condividi quest'articolo

Altri articoli di Cultura


Matera, capitale della cultura

Il riconoscimento alla città dei Sassi, divenuta capitale della cultura per il 2019, va non solo al capoluogo lucano, ma all’intero Mezzogiorno d’Italia. Infatti, è ben noto che tutto il Sud – dalla Campani[...]

Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici