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Il Colosseo apre la sua storia all’arte dei TTozoi

Domani si scopriranno le opere originali dei due artisti: tele realizzate all’interno dell’Anfiteatro Flavio

 Erano a dimora nel monumento più famoso al mondo i quadri, realizzati con le muffe, dalla fine di aprile e fino a domani nell’Anfiteatro Flavio.

Oltre quaranta giorni, è questo il tempo intercorso affinchè quelle tele di iuta, sporcate con farine e acqua e messe a dimora tra la storia e il tempo del Colosseo, diventassero vere e proprie opere d’arte.

Quella del duo artistico TTozoi, gli artisti campani originari di Avellino Stefano Forgione e Giuseppe Rossi, che con la storia e la polvere dei siti più belli al mondo, creano opere d’arte, informale.

Culmina infatti proprio domani nell’Anfiteatro Flavio il loro progetto di pittura Genius Loci, tra i più complessi e originali del panorama internazionale. Presentato a Roma, nel 2017, a Palazzo Massimo, farà tappa finale a settembre proprio nella Capitale, dove una mostra- evento celebrerà le loro opere, “dipinte” nei meandri dei luoghi d’arte, e la loro carriera. Che è già passata per altri due siti Unesco come Pompei e la Reggia di Caserta, dove i TTozoi hanno sapientemente realizzato i loro quadri.

“Opere, che non potrebbero nascere - spiegano gli artisti di Avellino - senza la muffa di questi luoghi magici, che si attacca e dipinge per noi e nostre tele”.

Quadri, dove bellezza e arte si mischiano insieme, trasformandosi in disegni astratti color di terra. Tele, piccole, medie e grandi che raccontano la storia e guardano al futuro.

“Siamo stati onorati di poter creare arte in uno dei monumenti storici più belli e conosciuti al mondo come il Colosseo - ci tengono a sottolineare. La polvere e le muffe, che si sono accumulate nei secoli in questo luogo magico, simbolo della storia del mondo che è passata da lì, hanno dipinto le nostre tele. Ed è la prima volta in assoluto, nella storia dell’arte, che ciò accade”.

Genius Loci è, infatti, il nome del loro progetto di pittura, tra i più complessi e originali del panorama internazionale. Le loro tele nascono grazie al Genius dei luoghi dove transitano e sostano. E proprio quanto accaduto in questi 40 giorni a Roma e che domani vedrà il ciclo, finalmente, compiuto.

“ Il nostro progetto artistico - spiegano i TTozoi - nasce dall’idea di lavorare con la natura e in particolar modo con le muffe dei siti storici. In un fornice del primo anello del Colosseo abbiamo posizionato le nostre teche: si tratta di due installazioni dove abbiamo sovrapposto le tele. In questo tempo, in cui le opere sono state a dimora qui, la parte organica si è trasformata diventando una vera e propria campitura sulle tele, che saranno poi ultimeremo in studio fino a trasformarsi in vere e proprie opere d’arte”.

Il risultato? Quadri di varie dimensioni che toccano le corde visuali dell’empatia sensoriale. Qualche anno fa l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco ha voluto che lasciassero il segno anche a Fort Point, un ex fortino americano della guerra di secessione. A conferma di un tratto distintivo e universale che si adatta al ciclo biologico dei luoghi, assumendo, di volta in volta, forme e colori diversi, che sono il frutto di una condizione preesistente e della storia che fu. Come quella di Roma.

“Questa tappa romana, per noi così importante, permetterà al nostro progetto di crescere sempre di più e ci auguriamo, da Roma in poi, città che è stata il centro del mondo antico, di recuperare il Genius Loci di tante altre città italiane. Ci piacerebbe continuare a girare l’Italia, senza dimenticare però da dove siamo partiti”.

In attesa della grande mostra prevista a settembre.

“Il progetto Genius Loci, che è patrocinato dal Ministero per i Beni Culturali - spiega il curatore Gianluca Marziani - ha dimostrato, là dove l’arte si è già realizzata, quanto il luogo sia l’artefice del cosiddetto vuoto d’intervento, una vera e propria attesa, successiva all’azione simultanea a quattro mani sulla tela, che diventa arte informale e al tempo stesso concettuale”.

Arte che, qualche tempo fa, ha colpito il moderno mecenate Marco Bracaglia fondatore e amministratore di WEM Empowering Art Platform. L’imprenditore 39enne, con un passato nell’industria dell’acciaio, supporta diversi artisti italiani e ha puntato sul lavoro dei TTozoi, rimanendo: “Letteralmente folgorato dal loro modo unico di creare arte”.

 

 

 

Addetto Stampa Tiziana Morgese 

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