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Montoro, Solofra, Avellino ed i centri vaccinali “attivi”

Tentando la vaccinazione in una giornata di ordinaria follia amministrativa

 

In questi giorni assistiamo purtroppo ad un’ascesa dei contagi. Si parla di quarta ondata, di ricoveri in aumento e tra pareri diversi dei favorevoli e contrari, una cosa è certa:  in Italia si è fatta una buona campagna vaccinale tanto da essere degni di considerazione da parte dei paesi cugini, generalmente poco atti a spendere qualche buona parola per la nostra bella Italia.  A livello nazionale, anche in queste ore la campagna vaccinale continua e raccomanda fortemente la somministrazione per chi non l’ha già fatta e il “rinfresco o richiamo”  ovvero  la terza dose per chi ha avuto le due previste. Intanto il nostro è un sistema sanitario regionale, pertanto ciò che accade in Campania può essere divergente rispetto al modus operandi  di altra Regione.  Non per un mero vizio giornalistico, nella giornata odierna ho avuto modo di provare e tastare con mano come procede la nostra campagna vaccinale territoriale.   Intendo del comprensorio e del capoluogo di provincia. Il presidente regionale ha eliminato il sistema su appuntamento, quindi chiunque voglia vaccinarsi,  può recarsi presso i centri vaccinali attivi. Questo è riportato sulle pagine web della Regione. E proprio sull’ultimo aggettivo che si pone la questione, quali sono i centri vaccinali attivi? Comunque ritenendo doveroso vaccinare i miei fragili,  residenti a Montoro, mi reco al centro della frazione Misciano, dove sono state somministrate con appuntamento le altre due dosi.  Nulla di fatto, il centro è chiuso. Trovo lì un operatore socio sanitario che mi invita a recarmi ad Avellino, oppure dopo le 14.00 al centro vaccinale di Solofra. Con i miei pazienti in auto, vado ad Avellino, dinanzi al palazzetto Del Mauro, un cartello con avviso che il centro vaccinale apre alle 14.00. Rientro a casa pensando di recarmi alle 14.00 nella vicina Solofra e  lì un evidente cartello con la scritta “ il centro vaccinale è chiuso”.  Tento nuovamente ad Avellino e all’evidenza di una fiumana di gente, scatto qualche foto e  invitando i miei a compiere l’ulteriore e vano sforzo di rientrare in macchina, con tanta rabbia e amarezza rientro a casa. Apro internet e come ogni cosa dei nostri amabili tempi, mi balza agli occhi  il sito web dell’asl di Avellino, bello, graficamente accattivante che mostra e pubblicizza tutti i servizi territoriali con un evidente numero telefonico per contatti. Provo a chiamare e NULLA….Ed è proprio ciò che ho sempre pensato, tanta incoerenza,  parole e non fatti, propaganda e nulla più. Ancora una volta: ritenta sarai più fortunato! Ma oggi ricordiamo il terremoto del 23 novembre 1980, son passati tanti anni e da quella grande tragedia cosa abbiamo appreso?  E da questa grande pandemia come ne usciremo?

M. Della Ragione

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