Logo

Solofra. Turci attività estrattiva: «la cava se l’è cavata», …ma il comune si oppone.

Chiunque abbia a cuore le sorti del Monte Elefante e la salute dei cittadini confida nell’interruzione dello scempio!

A memoria dei solofrani, la cava di Turci è sempre esistita, scandendo la vita della Città di Solofra: lontana dal centro abitato, deturpava sì il “Monte Elefante”, ma la coltivazione (si chiama così lo sfruttamento della cava), a carattere artigianale, era molto limitata, …quasi “tollerata” dai cittadini.

Con l’avvento della CAVEMAR, la coltivazione della Cava di Turci ha assunto carattere industriale, i volumi sono enormemente cresciuti e con essi è aumentato “l’accanimento terapeutico” sulle pareti del Monte Elefante, poco tollerato dai cittadini.

Tutto nella piena legittimità, sia chiaro.

La Regione Campania, nel 2012, ha autorizzato, la prosecuzione della coltivazione della cava di Turci con ampliamento del 30% della superficie estraibile (D.D. n. 50/2012 Burc n. 36/2012), pari a circa 373.621 mc: su una superfice di 58.032 mq (più o meno un cubo delle dimensioni di un campo di calcio lungo 110 metri, largo 70 alto 50!).  Di pari passo, però doveva essere eseguito il piano di recupero ambientale finalizzato al riuso della stessa area, …ma ciò - sia altrettanto chiaro! - non è affatto avvenuto, come si può palesemente constatare osservando le pareti del Monte Elefante!

A garanzia della ricomposizione ambientale, è stata prestata anche una fideiussione di euro 550.000,00 a favore della Regione Campania, ma l’Ente non ha avuto la bontà di attivarla a tutela dell’ambiente!

Il Comune di Solofra già nel 2012, si è opposto alla ripresa dell’attività estrattiva nella cava, ma non ha ottenuto il risultato sperato e l’attività estrattiva restava autorizzata per anni 5 (cinque) dal 01/07/2012.

Con atto prot. 2018.00119049 la Giunta Regionale della Campania (U.O.D. Genio Civile di Avellino e Ariano Irpino Presidio di Protezione Civile), ha poi prorogato per effetto delle vicissitudini giudiziarie  il termine di cui al il D.D. n.50/2012 al 08/07/2018 (proroga di giorni 373,).

Con pec del 21/03/2018 la CAVE.MAR srl, nell’imminenza della scadenza del termine previsto dal D.D. n.50/2012, ha chiesto – come per legge – una ulteriore proroga di 8 anni dei termini fissati nel detto decreto.

La Giunta Regionale della Campania con Decreto Dirigenziale n.51 del 23.09.2020, in accoglimento dell’istanza di proroga del 21/03/2018 della ditta CAVE.MAR, ha autorizzato una ulteriore proroga di anni 4, dell’autorizzazione della coltivazione della cava di Turci con ampliamento del 30% di quanto già assentito.

Il Comune di Solofra si oppone a tale proroga: la Giunta municipale ha deliberato (G.M. n° 135 del 07.10.2020) di proporre ricorso avverso l’ulteriore proroga della coltivazione della Cava di Turci.

Chiunque abbia a cuore le sorti del Monte Elefante e la salute dei cittadini confida nell’interruzione dello scempio!

Le cave non durano mai in eterno, ma quella di Turci sembra non voler lasciare in pace il nostro territorio.

 

 

Condividi quest'articolo

Altri articoli di Cronaca


Tempo Ordinario: Tutti i Santi

Nota introduttiva: Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la  preghiera e meditazione personale e l’omelia. Sono grad[...]

Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici