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XXXV Fiaccola della Pace… Collegiata gremita in ogni ordine di posti.

L’8 maggio, la comunità di Solofra celebra una delle sue ricorrenze più importanti, quella di San Michele Arcangelo. Il culto a San Michele si praticava, già, nelle nostre contrade, in   quanto era stato diffuso dai Bizantini, i Romani d’ Oriente. Quando questi rappresentanti della romanità orientale tentarono di salvare l’Italia, la sede di Roma, dall’ invasione barbarica, vi introdussero due culti che divennero il substrato della nostra religiosità, il culto a Santa Maria del   15 agosto e   quello   a San Michele. Quest’ultimo, però, era nella forma “ingrottata”, praticato, cioè, nelle grotte, come quella di Monte S. Angelo e quella, più vicina a noi, di Montoro, e si celebrava il 29 settembre. A Solofra, già, i Bizantini da Salerno avevano creato un centro religioso nella pieve rurale, in cui c’era il culto a Santa Maria del 15 agosto. Nella pieve solofrana, si trova il processo di introduzione del nuovo culto su quello precedente, poiché tra le feste che si celebravano in essa c’era proprio la festa dell’Angelo, dell’8 maggio. Era questo il tributo centrale, il più importante, quello legato alla titolarità della chiesa e che indicava la radicalizzazione del culto micaelico rispetto a quello alla Vergine, che pure si continuava a celebrare nella chiesa, il 15 agosto, giorno in cui finiva l’anno liturgico. Il nostro San Michele è un santo che ha subito solo un breve tragitto, prima di insediarsi nella nostra comunità e nella nostra chiesa, ma anche un santo che il longobardo sentiva tanto vicino e simile al suo.

Solofra, questa sera, ha, inoltre, accolto la XXXV Fiaccola della Pace, con l'impegno di essere promotori e costruttori di pace, che è insieme un dono e un impegno, un dono di Dio da invocare.

 Grande è stata la partecipazione del popolo al corteo con le Autorità civili, religiose e militari. Sono state, inoltre, deposte 2 corone: una ai caduti in guerra e l'altro ai defunti del terremoto del 23 novembre 1980.

Poi, il corteo si è diretto a piazza San Michele, dove è stato acceso con la fiaccola il tripode.

 Il corteo si è concluso con la Santa Messa nella Collegiata di San Michele, gremita in ogni ordine di posti.

La solenne concelebrazione è stata presieduta da don Gaetano Corbo, delegato dell’arcivescovo di Acerenza, mons. Francesco Sirafo.L’omelia di don Gaetano è stata incentrata sulle varie dimensioni della pace come dono di Dio agli uomini, chiamati a   cooperare, per agire in concordia ed unità d’intenti.

                                                                                                                                  Marika De Stefano

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