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Richiesta di intitolazione della panchina rossa ad Antonella Russo di Solofra

In data 29 marzo u.s. si è svolto il consiglio comunale di Serino convocato per la discussione e l’approvazione di alcuni regolamenti comunali a cui i Consiglieri del Comitato Pro Serino hanno dato un leale e fattivo contributo. Si tratta dei regolamenti sulla privacy, videosorveglianza, sanzioni amministrative per coloro che sono oggetto di ordinanza di demolizione di opere abusive e, infine, su modifiche al forum giovanile. Tali regolamenti sono stati di fatto approvati tutti, anche con il voto favorevole dei consiglieri di minoranza del Comitato stesso. In particolare sono stati inseriti due punti all’ordine del giorno voluti dai consiglieri del Comitato Pro Serino. Il primo riguardava il recepimento, da parte del Consiglio comunale, della Carta Europea della partecipazione dei giovani alla vita comunale regionale, del Libro Bianco della Commissione Europea inerente la gioventù europea e una risoluzione del Consiglio europeo. Tale delibera era fondamentale e indispensabile, per legge, se il Forum dei giovani di Serino, a cui va tutta la nostra solidarietà per le azioni che vorranno intraprendere, volesse chiedere fondi europei per le loro iniziative. Tale suggerimento è stato accolto positivamente dalla maggioranza.

Diverso è stato il caso di un’altra nostra richiesta: “la ridenominazione della targhetta apposta sulla panchina rossa in piazza Cicarelli”. Dopo aver enucleato la relazione introduttiva che si allega integralmente al presente articolo, l’unica cosa che i consiglieri di minoranza hanno ottenuto sono stati insulti, offese, accuse e una serie di bugie promosse da parte di alcuni consiglieri di maggioranza e avallate da un silenzio tombale di  tutti gli amministratori del “bene comune”. In tale occasione si è scritta l’ennesima pagina oscura del consiglio comunale serinese, che ricordava tanto quella di alcuni anni fa sotto la guida di De Feo Gaetano. Altro che “popolari” e “democratici”, la loro arroganza ha violentato i principi cardini di un sano confronto civile e ha mostrato una inconsistente difesa di ciò che hanno prodotto: sono stati violentatati il diritto di “chiedere” e  di “pensiero”, tipico di chi ha paura del diverso, di chi non la pensa allo stesso modo. I fatti sono i seguenti: abbiamo chiesto di intitolare la panchina rossa non a Nilde Iotti, donna è stata sempre definita, durante la discussione consiliare, partigiana e antifascista (e solamente in una occasione “donna istituzionale”) dimostrando una “deriva partitica” di un simbolo, quello della panchina rossa, che rappresenta invece un valore universale e che deve essere condiviso da tutti e non solo da questa amministrazione comunale di marcato stampo comunista. In questo, l’attuale amministrazione, in modo arrogante, ha strumentalizzato questo simbolo in un inno ad una persona che da fascista (con tessera a firma di Benito Mussolini n. 1105040) solo dopo essersi resa conto che l’Italia stava perdendo la guerra, cioè dopo l’8 settembre del ‘43, è diventata comunista! Un’occasione di democrazia persa a Serino, ma anche una conferma che questa amministrazione è autoreferenziale e per nulla attenta alle esigenze di altri. Il picco di antidemocraticità si è avuto in parole, contro di noi, che inneggiavano all’ignoranza, ad attacchi ad associazioni del territorio e ad ignobili provocazioni (entrambi del tutto inesistenti), al disinteresse da parte dei consiglieri di minoranza (non si sa bene su cosa), senza contare le continue interruzioni mentre il capogruppo della minoranza prof. Abele De Luca era intento ad esporre e a mostrare le ragioni del proprio gruppo di appartenenza sulla modifica della intitolazione, soprattutto da parte del Sindaco Pelosi stesso, il quale, quando deve difendere i propri interessi, sembra più un dr. Jekyll che il Sindaco di tutti! La punta di intolleranza da parte della maggioranza consiliare l’abbiamo avuta allorquando si è parlato di storia, e, in particolare, della storia comunista e di quella antifascista: è stato evidenziato che questi ultimi hanno commesso più crimini degli stessi fascisti, stuprando donne ma anche ragazze minorenni, uccidendo e massacrando uomini e donne a guerra finita; lo stesso comunismo ha provocato quasi 100 milioni di morti nel mondo e la Russia comunista ha visto morire oltre 20.000 tra ufficiali, sottoufficiali, soldati e gente comune solo perché non erano in linea con i pensieri di Stalin. Lo stesso sig. Togliatti (amante della Iotti e più grande di lei di appena 27 anni) si ispirava alla Madre Patria Russa affermando addirittura che era orgoglioso di aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica ovvero di essere compiaciuto dei lager di Stalin.  Il consigliere De Luca ha citato fonti storiche, testi e documenti a conferma di quanto esposto, senza che nessuno potesse smentirlo, a parte le offese e le interruzioni da veri fascisti!

Ma ritornando al punto cruciale della richiesta della minoranza, l’idea era quella di intitolare la panchina ad una donna che realmente ha sofferto nella vita come Ora Dolal, ragazza yazida, stuprata e picchiata per nove lunghi mesi dai fanatici dell’Isis, suor Meena sopravvissuta a violenza e stupri da parte di estremisti indù, ad Artemisia Gentileschi stuprata dal maestro Agostino Tassi, ma noi preferivamo anche alla nostra Antonella Russo, solofrana, uccisa barbaramente per aver difeso la madre dal suo compagno e a cui è andato anche un encomio da parte dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ai nostri appelli si è preferito il comunismo, il partitismo, l’isolamento amministrativo inneggiando al coro del “siamo noi che comandiamo”! E questo era il vero scopo della nostra richiesta: intitolare la panchina rossa a chi veramente ha subito violenze o è addirittura morta per difendere se stessa o altri. Ci sono stati comunque momenti di enorme confusione all’interno della stessa maggioranza consiliare. Inizialmente l’assessore Molisse stava votando a favore della proposta del Comitato Pro Serino ma poi ha ritirato tale adesione; due consiglieri (il vicesindaco Ianniello e Antonio Martino non hanno votato né a favore, né contro la mozione). Ma a quel punto, il Presidente del Consiglio comunale, dopo l’intervento del prof. Abele De Luca nel far notare la loro astensione alla mozione dell’opposizione, ha riproposto la votazione per chi era contro e tutti poi si sono allineati al diktat di maggioranza. Anche in questo caso i consiglieri di minoranza hanno ricevuto insulti, essendo stati tacciati come “in uno stato confusionale” dall’amministrazione Pelosi, quando invece chi stava in tale stato erano proprio i maggiori esponenti della maggioranza che sono stati costretti a rivotare, a nostro parere in modo illegittimo visto che la votazione su chi era a favore e chi contraria si era già consumata, per ritrattare sulla loro astensione e per rivotare contro la mozione del CPS! Insomma, questa maggioranza è coronata da incompetenze, da incertezze, da autoreferenzialità, da incoerenze e dopo circa tre anni di amministrazione coloro che si lamentano in paese sono proprio e soprattutto chi li ha votati. Fa eccezione qualche adepto comunista, che pensa, nella sua totale ignoranza civile e amministrativa, che i Comuni vengano amministrati o che le Giunte municipali vengano composte dalle minoranze consiliari e, anziché criticare l’inerzia dei suoi assessori, punta il dito contro la minoranza consiliare. Ma su questo, a breve, ci ritorneremo. Forse questi adepti non hanno considerato che i tempi degli inciuci, dei tradimenti e dello sciacallaggio, molto cari ad una certa ala politica, sono finiti con noi del Comitato Pro Serino.

 

 

 

ALLEGATO

Al Sindaco del Comune di Serino - Vito Pelosi

Al Presidente del Consiglio Comunale -  Antonio Mariconda

P.C. al segretario comunale - Ilaria Leonardi

 

Oggetto: Inserimento punto all’o.d.g. per il prossimo Consiglio comunale avente per oggetto: “Nuova intitolazione della panchina rossa posizionata in piazza Cicarelli – Determinazione

 

  I sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Serino Palmiera Petretta, Maria De Feo, Abele De Luca, vogliono ricordare in questa occasione di questo pubblico consesso il fatto che a Serino è stato da poco inaugurato il posizionamento di una “panchina rossa”, simbolo del contrasto alla violenza di genere ed in particolare alla violenza sulle donne.

  Tale l’iniziativa, al pari di quelle svoltasi in altri Comuni della Repubblica Italiana da tempo, è lodevole e dà lustro alla sensibilità, di una comunità tutta, contro la violenza sulle donne, ma anche sui minori, sui diversamente abili e sulle persone più indifese della società che, spesso, sono oggetto di persecuzione, minacce, stalking, bullismo e, nei casi più estremi, di menomazioni o morte.

  Il “rosso della panchina” rappresenta il colore del sangue; sangue spesso perduto da gente innocente, da vittime inermi. La stessa “panchina rossa” rappresenta il simbolo di una “donna” che non c’è più, portata via dalla violenza. Ordunque, questo colore rosso non può e non deve rappresentare il colore di un partito politico o di una categoria di associazioni. Non può dividere una popolazione, una comunità, ma deve invece essere oggetto di unione, di condivisione di pensiero e di lealtà sociale ed anche amministrativa.

  Tale panchina rossa rappresenta altresì il simbolo di un percorso di sensibilizzazione verso il femminicidio e la violenza sulle donne e, posizionata in un punto nevralgico di una comunità, ha lo scopo di mantenere vivo in ognuno di noi 1) il pensiero affinché tali crimini non si ripetano e 2) il concetto che infierire su una donna (ma anche su un soggetto debole della società) ci colloca nella parte più bassa della società ovvero ci fa retrocedere a bestie senza coscienza civica, civile, naturale o spirituale.

  La dimensione della violenza sulle donne acquisisce un ruolo più ampio se ci si sofferma invece sui popoli in via di sviluppo o in quelli con alto tasso di povertà, ove i diritti sono spesso sostituiti dalla forza fisica o economica di pochi. In ciò possiamo scorgere elementi che impediscono il reale e fattivo sviluppo sociale e culturale. Le conseguenze di questi atti, atteggiamenti e la persistenza di preconcetti e di culture arcaiche che vedono la donna come un “oggetto” prima ancora che come essere umano, come madre, come moglie, che vanno condannati ed estirpati, possono indurre gli stessi popoli a guerre per il potere e per la sopraffazione allorquando il germe dell’onnipotenza si instaura nella loro mente.

  Alla luce di quanto premesso e ribadendo la lodevole iniziativa di questa Amministrazione comunale, gli scriventi fanno però rispettosamente notare che l’intitolazione della panchina rossa, posizionata in piazza Cicarelli, andava orientata non già ad una donna di marcato colore politico quale la sig.ra Nilde Iotti, ma ad una donna della società civile, del mondo, che ha subito violenze o è morta solo per essere donna.

Stando alle premesse e alle motivazioni testé descritte e tenendo presente che tale richiesta è stata avanzata anche in occasione della riunione dei capi-gruppo consiliari, in data 21/03/2019, gli scriventi Consiglieri comunali del Comitato Pro Serino, ai sensi dell’art. 40, comma 1, del vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, approvato con delibera di Consiglio comunale n. 99/1994, CHIEDONO che nel prossimo Consiglio comunale da tenersi in data 28/03/2019 in prima convocazione ovvero in data 29/03/2019 in seconda convocazione (nel caso in cui vada deserta la prima convocazione):

- venga inserito un punto dell’ordine del giorno aggiuntivo avente il seguente oggetto: “Nuova intitolazione della panchina rossa posizionata in piazza Cicarelli – Determinazione

  Si tenga infine conto che la minoranza avanzerà delle proposte sul nome di donne della società civile che realmente hanno subito abusi o sono decedute a causa di violenza di genere rispetto alle quali il Consiglio comunale, nella più alta considerazione democratica possibile, potrà valutare e di conseguenza deliberare. In alternativa, sarà anche possibile apporre una targhetta, in sostituzione della presente, con una intitolazione neutrale: un pensiero, una poesia, un fiore, un simbolo o altro che richiami i concetti di democrazia, di rispetto e di civiltà.

  Sicuri di una vostra accoglienza della presente richiesta, i sottoscritti porgono distinti saluti.

Serino, lì 25/03/2019

                                                                                   I Consiglieri Comunali del Comitato Pro Serino

Maria De Feo, Palmiera Petretta, Abele De Luca

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