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Sinistra italiana Montoro-Solofra: troppi intrecci e poca chiarezza sulla Cartiera

Sindaco Bianchino: cartiera = occupazione. Siniscalchi:impoverimento territorio e super inquinamento... 15 posti lavoro

 Lo scrivente circolo Montoro –Solofra di Sinistra Italiana presenta le seguenti osservazioni.

Auspichiamo che la Conferenza dei Servizi sia occasione di profonda riflessione su un intervento che riteniamo fortemente invasivo di un territorio segnato da enormi e storiche criticità ambientali , che non potrebbe sopportare l’insediamento di un impianto che richiede l’utilizzo di ingenti risorse idriche e naturali senza ripercussioni irreversibili sull’ecosistema del comprensorio.

Il complesso intreccio di provvedimenti che si sono susseguiti ad oggi a nostro avviso è contrassegnato da forzature, deficienze istruttorie e documentali che ci fanno dubitare fortemente della piena legittimità del procedimento “de quo”.

In primo luogo non possiamo non rilevare che la C.d.S. che dovrà decidere sul rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale venga convocata quando già i lavori di realizzazione dell’impianto sono in fase avanzata , dopo operazioni di sbancamento e movimento terra di grande impatto sull’equilibrio idro-geologico (già precario, come ammesso nelle stesse relazioni tecniche di supporto al progetto) , dopo l’edificazione di buona parte dei corpi di fabbrica.

Inoltre la frammentazione dei vari procedimenti autorizzativi a nostro parere non ha permesso alle autorità competenti di pronunciarsi con una compiuta valutazione degli interessi pubblici coinvolti, in particolare quelli afferenti la protezione della salute, la tutela del paesaggio e dell’ecosistema , tanto più in un contesto già caratterizzato da emergenze ambientali tuttora in atto , quali l’inquinamento del torrente solofrana, la contaminazione da PCE dei pozzi e delle falde esplosa nel gennaio del 2014(di cui ad oggi non si conoscono ancora cause, estensione essendo in attesa della caratterizzazione) , la prossimità di insediamenti residenziali civili.

Infatti ad oggi sono state rilasciate già varie autorizzazioni in sede di procedimenti distinti e separati, quali il permesso a costruire, l’autorizzazione paesaggistica, l’autorizzazione allo scarico acque meteoriche, mentre sono in corso altri procedimenti, come quelli finalizzati alla realizzazione di impianto di cogenerazione, di prelievo da falda tramite pozzi e allo scarico diretto delle acque di produzione nei corpi idrici superficiali.

La cartiera avrà un fabbisogno idrico di 430.000 mc all’anno, pari al consumo medio annuo per uso civile di 4.000 abitanti circa; ci chiediamo come si possa autorizzare un prelievo di tale portata senza il supporto di alcun bilancio delle risorse idriche , ossia senza poter valutare se la falda possa sopportare un tale emungimento massivo senza danni irreversibili all’ecosistema e senza aver prima portato a termine la caratterizzazione a seguito della grave contaminazione da PCE rilevata dal gennaio 2014.

Riguardo poi l’aspetto degli scarichi , tra i più rilevanti per il potenziale impatto ambientale, ci troviamo di fronte ad un netto cambio di rotta rispetto all’istanza iniziale. Le relazioni tecniche a supporto del progetto di costruzione della cartiera prevedevano di convogliare le acque di risulta del ciclo produttivo nel collettore industriale che sbocca nell’impianto di depurazione di M.S.Severino.

Però già il 15 giugno del 2017 l’ATO Calore Irpino , con nota num prot. 3462 , comunicava che, a seguito del parere espresso dalla Cogei srl ,società che gestisce l’impianto su concessione della Regione Campania , circa le difficoltà ad accettare immissioni di grandi entità , avrebbe espresso parere negativo in sede di C.d.S. Eppure nell’atto di asseverazione, allegato alla richiesta rilascio A.I.A. , datato 06/04/2018 , il legale rappresentante della Cartiera Confalone spa continua a dichiarare che le acque verranno scaricate nella rete fognaria. Il 26 settembre 2018 la Cartiera presenta istanza al S.U.A.P. del Comune di Montoro per autorizzazione allo scarico diretto in corpo idrico superficiale. A questo punto vogliamo ricordare che stiamo parlando di uno scarico continuativo di 360.000 mc annui , con una media giornaliera di 1.090 mc , quindi di volumi enormi.

E’ infatti notorio lo stato di profondo degrado dell’alveo e delle sponde del torrente Solofrana , in molti tratti di fatto inesistenti , come riconosciuto dallo stesso Comune di Montoro , tra l’altro, con delibera della G.M. n. 262 del 21-12-2018 che riferisce, testualmente, “con maggiore evidenza dette criticità si rilevano lungo il tratto del citato torrente in località Torchiati/Chiusa area P.I.P.””; siamo pertanto convinti che l’alveo sia del tutto inidoneo a ricevere portate di acqua delle menzionate entità senza un ulteriore devastante impatto sull’ecosistema fluviale. Per quanto riportato chiediamo che venga respinta l’istanza di autorizzazione allo scarico in corpo idrico superficiale, valutando soluzioni alternative, quali il convogliamento nel depuratore di località Carpisani di Solofra, situato poco distante dalla cartiera ed attualmente sotto utilizzato per la congiuntura negativa del settore conciario.

L’Ufficio tecnico del Comune di Montoro, con provvedimento n. 11 del 24/02/2017 ha rilasciato autorizzazione paesaggistica, previo parere favorevole della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio   di Salerno e Avellino del 22 febbraio(solo due giorni dopo, con celerità eccezionale rispetto ai consueti tempi burocratici!). L’ art.146 , comma 6 del D. leg.vo 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio) prevede la competenza regionale in materia di autorizzazione paesaggistica(nel nostro caso richiesta perché l’intervento rientra in area vincolata ricadente entro i 150 metri dal torrente Solofrana) , competenza che può essere delegata agli enti locali purché gli enti destinatari della delega dispongano di strutture in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecnico-scientifiche nonché di garantire la differenziazione tra attività di tutela paesaggistica ed esercizio di funzioni amministrative in materia urbanistico-edilizia. E’ lecito sollevare il dubbio che tale duplice presupposto sia presente nel nostro caso, soprattutto in relazione al secondo punto, dato l’evidente coinvolgimento del Comune nell’intera fase propositiva ed esecutiva dell’intervento. La stessa autorizzazione paesaggistica del 24/02/2017 in premessa contiene almeno due punti che sollevano ulteriori dubbi circa la legittimità ed opportunità del provvedimento; esso viene emesso , tra l’altro, anche sulla scorta di una relazione di compatibilità paesaggistica a firma dello stesso tecnico progettista della Cartiera(sic!) , pertanto basando la decisione su un atto in palese conflitto d’interesse ; si attesta , inoltre, che nell’area interessata “sono già state eseguite le opere di urbanizzazione , debitamente assentite da questo comune” , circostanza che non ci risulta corrispondente alla realtà, tanto e vero che le stesse opere saranno a carico della Confalone spa in virtù di convenzioni di cui diremo oltre . Nel procedimento , inoltre, sembra che sia la Sovrintendenza che il Comune non abbiano proprio avuto contezza che le invasive opere di sbancamento per portare allo stesso livello il piano di insediamento dell’opificio industriale hanno cancellato sentieri e tratturi che non erano solo funzionali alla conduzione agricola ma alla corretta regimazione delle acque piovane e superficiali, che per contenere le opere di sbancamento sono stati innalzati muri armati di altezza ben superiore alle norme tecniche in materia; anzi in un primo momento queste sono state realizzate in violazione delle distanze di legge ed abbattute frettolosamente! Chiediamo, pertanto, di riesaminare, anche in sede di autotutela, valutati tutti gli interessi pubblici coinvolti, l’iter relativo all’autorizzazione paesaggistica n. 11 del 24/02/2017.

Particolarmente contorto e complesso anche il percorso che ha portato nel 2014 a prorogare il PIP dell’ex Comune di Montoro Superiore da parte del neonato Comune di Montoro con delibera del Consiglio Comunale di Montoro n.32 del 03/11/2014. In particolare segnaliamo che con deliberazione della Giunta Comunale del 28/02/2012, relativa al III lotto stralcio Area P.I.P. venivano apportate modifiche ai tracciati viari, una diversa dislocazione degli insediamenti delle infrastrutture e dei servizi, la ridefinizione della superficie dei lotti. In pratica, a nostro avviso, si è proceduto ad una vera variante del P.I.P. che in quanto tale era di competenza del Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 24, n. 12 della Legge Regionale 22/12/2004 n.16 e sottoposta al controllo della Provincia. Proprio a seguito di tale delibera successivamente sono stati definiti i due macro lotti A e B di mq 44.718 e 36.150 sui quali sta sorgendo la cartiera.

Al fine di superare lo stallo nell’attuazione del P.I.P. di località Torchiati- Chiusa, dovuto ad una programmazione precedente confusa e deficitaria, il Comune di Montoro stipulava due convenzioni con la Cartiera Confalone spa in data 23/10/2014 per il lotto A e 22/04/2015 per il lotto B. Si delega, di fatto, all’azienda la gestione di una fetta di territorio comunale, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, la gestione degli espropri ed eventuali contenziosi. Ciò previa approvazione del Piano Esecutivo da parte del Comune, di cui però non si ha riscontro materiale nella documentazione istruttoria.

Nella Convenzione stipulata dal Comune di Montoro con la Cartiera Confalone spa vengono riiportate le caratteristiche generali e specifiche cui ci si deve attenere nella realizzazione dell’intervento, compreso in zona urbanistica classe D.1.2 , Zona di Nuova Urbanizzazione per Attività Industriali non compatibili cone le zone residenziali

Si rileva una netta discrepanza tra quanto consentito dalle citate norme e quanto richiesto ed in corso di realizzazione. A fronte di un indice di copertura di 1: 5 della superficie fondiaria , che è pari a 9.000 mq per ettaro , l’azienda potrebbe realizzare , sui due lotti estesi 80.830 mq (quindi una superficie fondiaria di 72.900 mq circa) , fabbricati per una estensione totale di circa 14.580 mq. Il progetto prevede invece una superficie coperta totale di 25.615,46 mq .Ancora , l’altezza massima dei manufatti prevista dalle norme attuazione P.I.P. è di 7,50 m per le costruzioni non produttive e quella dettata dalle esigenze per gli impianti produttivi. Orbene il corpo “A” , già in avanzata fase di realizzazione si eleva per 22 metri ed è un locale avente funzione di magazzino automatizzato per la mera movimentazione delle merci, tanto è vero che esso non viene computato nel calcolo volumetrico , come sostenuto , anche qui ci pare in maniera forzata , nel parere legale del 10 giugno 2016 allegato alla relazione tecnica del progettista del dicembre 2015 (da notare anche la discrasia temporale!)

Per tutto quanto sopra esposto chiediamo che ogni decisione sul rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale venga rinviata , al fine di procedere ad un approfondita disamina , ognuno per quanto di propria competenza , dei rilievi evidenziati , in particolare affinché il Comune di Montoro, responsabile delle funzioni di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia , e la Provincia di Avellino , quale ente sovraordinato , procedano ad una immediata verifica della conformità di quanto ad oggi realizzato con quanto assentito e consentito dalla normativa vigente e dalle convenzioni Comune –Cartiera Confalone spa , anche per evitare ulteriori , irreversibili pregiudizi al paesaggio, all’ambiente ed al territorio

Confidando in un serena valutazione delle osservazioni riportate , che  riteniamo fondate e rispondenti alla tutela di una comunità che ha già pagato e continua a pagare un caro prezzo in termini di salute e qualità della vita, chiediamo che la presente venga allegata agli atti della C.d. S. e di essere informati sullo svolgimento ed esito procedimento alla ns. pec sinistramontorosolofra@pec.it(Foto Samuele De Maio)

Distinti saluti

SINISTRA ITALIANA MONTORO-SOLOFRA

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