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La tendenza di Nicola Zingaretti a non escludere nessuno sfoci nel consociativismo

Caro direttore, sono contento che Nicola Zingaretti abbia vinto le primarie per la nomina del nuovo segretario del Pd; era sicuramente il meno peggiore dei tre candidati. Ma ciò non toglie che neanche lui mi convince. La differenza più rilevante tra i candidati è stata che Nicola Zingaretti insiste sulla costruzione di un partito che non escluda ma che includa mentre gli altri due candidati (Martina e Giachetti) non lo hanno fatto. L’insistenza di Zingaretti è stata motivata da una vecchia polemica contro Renzi e contro la sua tendenza a gestire monocraticamente il partito e a crearsi nemici all’interno del Pd mentre egli è convinto della necessità di avere un partito che non escluda nessuna delle sue componenti. Chiaramente egli si è riferito alla opportunità che in futuro ci sia una gestione collegiale del partito da parte di un gruppo dirigente coeso ma anche alla necessità di recuperare gli ex Pd (Bersani, Grasso, Speranza, Gotor, ecc.) che, in polemica con la gestione accentratrice del partito di Renzi, hanno lasciato il Pd confluendo in Liberi e uguali. Ma io vedo non solo aspetti positivi ma anche negativi nella posizione di Zingaretti. Il rischio è che questa tendenza a non escludere nessuno sfoci nel consociativismo, cioè nella tendenza ad includere anche chi dovrebbe essere escluso. Sto parlando, ad esempio, di Vincenzo De Luca, un notabile che rappresenta quanto di peggio offra la politica italiana di oggi e che lo stesso Renzi si è rammaricato di recente di non aver rottamato. Quando nelle settimane scorse è venuto in Campania Nicola Zingaretti ha parlato bene di De Luca mentre i suoi principali sponsor campani (Mauro Calise e Nicola Oddati) hanno apertamente invitato il governatore della Campania a lasciare Martina e a passare con Zingaretti. Se il Pd non emarginerà i suoi peggiori rappresentanti rischierà di continuare a dare un’immagine negativa di sé stesso e a non rappresentare quella forza politica rinnovata di cui c’è bisogno.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani

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