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Solofra. Vota il PD: …ma fanno veramente sul serio?

Il Partito Democratico nato nel 2007, per la quinta volta sceglie il suo segretario tra gli elettori, iscritti o meno al partito. I candidati in corsa sono tre: Nicola Zingaretti che, tra gli iscritti, ha ricevuto il consenso del 47,38%, Maurizio Martina con il 36,10% e Roberto Giachetti con l’11,13%.

Le ultime “primarie interne” hanno visto la partecipazione di 1.8 milioni di elettori.

Per queste elezioni, la partecipazione di almeno un milione di elettori, sarebbe considerata un grande successo e porterebbe nelle casse del partito anche 2 milioni di euro: nei gazebo, il 3 marzo, dalle 8.00 alle 20.00, possono votare anche i non iscritti al PD (art. 10 Reg. Naz. 2019), purché «dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito Democratico, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori», e versino euro 2,00 (due/00), quale contributo di partecipazione. La Commissione nazionale (Art.11 Reg. Naz. 2019), acquisiti i verbali circoscrizionali, comunicherà i risultati del voto e convocherà, entro 15 giorni, l’Assemblea Nazionale. Il Presidente dell’Assemblea Nazionale proclamerà eletto il candidato che ha riportato la maggioranza assoluta dei membri dell’Assemblea nazionale. Se non c’è una maggioranza assoluta, nella stessa seduta, si procederà al ballottaggio tra i due candidati collegati al maggior numero di componenti l’Assemblea.

Ad un anno dalla “annunciata” disfatta alle elezioni politiche, quindi, domenica 3 marzo 2019 si terranno, finalmente, le elezioni primarie del Partito Democratico, il cui esito è comunque annunciato.

A livello nazionale, il segretario “annunciato” sarà Zingaretti (presidente della Regione Lazio), in Campania, il segretario “annunciato” sarà Annunziata (sindaco di Poggiomarino).

Per quest’ultimo, però, in caso di elezione a segretario, pende la spada di Damocle dell’incompatibilità.

Egli è sindaco di Poggiomarino, e, come tale, lo Statuto Regionale del Partito Democratico della Campania all’art. 28 (Incandidabilità e incompatibilità) comma 6, prevede espressamente che (testuale): «Sono incompatibili alla carica di Coordinatore di circolo, di Coordinatore comunale, di Segretario provinciale e di Segretario regionale i sindaci, gli assessori regionali, provinciali e comunali, i presidenti di enti pubblici e misti in carica al momento della presentazione delle candidature».

Una volta eletto Segretario Regionale, quindi, Pantaleo Annunziata, detto Leo, sindaco del Comune di Poggiomarino dal 2016, che appoggia Zingaretti, deve scegliere tra la carica di sindaco e quella di Segretario regionale. Posto di fronte a tale imprescindibile scelta, Egli, per amore della sua Città (si dice così, se si vuole essere politicamente corretti!), rinuncerebbe a fare il Segretario Regionale del PD: in tale ruolo, gli subentrerebbe l’on. Umberto Del Basso De Caro, …“annunciato” secondo classificato alle primarie regionali, che, alle nazionali, appoggia Martina!

Potrebbe sembrare fantascienza o un thriller di Dan Brown - tra l’altro “Inferno” è la sua ultima fatica - …ma, “dall’inferno Pd”, c’è da aspettarsi di tutto!

Aldilà dei possibili prospettati accordi in alto loco (o in basso loco, se più vi aggrada!), anche a Solofra c’è competizione tra le varie anime del Pd: Zingaretti deve prevalere su Martina per la segreteria nazionale, e, per la segreteria regionale, Annunziata, deve prevalere su Umberto del Basso De Caro, tutto per giungere ad una pace non più armata, …anche se con qualche artifizio!

Pare che alcune delle più importanti anime del Pd, abbiano concordato (meglio premeditato?) tutto, anticipatamente, proprio sulla palese incompatibilità di Annunziata!

Tra un po' è carnevale, e, aldilà delle prospettate possibili ipotesi, è tempo di maschere, ed a carnevale ogni scherzo vale, e, quelli del Pd, quanto a “scherzetti”, nei confronti dei propri rappresentati, sono dei veri e propri maestri (la vicenda di Vignola alla Provincia docet!), …ma questa volta, pare, che tutto sia stato fatto a fin di bene, in nome di una necessaria unità, ai più, ancora molto difficile da digerire…

mariomartucci

 

 

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