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Con Zingaretti

Siamo a sette giorni dal voto delle primarie della prossima domenica ed, all’interno del PD, le dinamiche si stanno chiarendo finalmente.
È evidente che, dei tre candidati alla Segreteria Nazionale, quello che mostra più margini di autonomia rispetto al precedente corso renziano è Zingaretti, mentre gli altri due – Martina e Giachetti – sono ancora l’espressione della continuità politica con il quinquennio scorso.
Fare previsioni sul voto del 3 marzo è cosa difficile, visto che, pur essendo molto probabile la vittoria di Zingaretti, non si può prevedere se il Governatore del Lazio supererà la soglia del 50% oppure se rimarrà al di sotto di quel livello, dovendo poi raccogliere i voti nell’Assemblea Nazionale per essere incoronato nuovo Segretario.
Certo è che la situazione politica è ad un bivio: l’elezione dei nuovi vertici del principale partito del Centro-Sinistra rappresenta un’occasione di palingenesi non solo per quel partito, ma per un intero schieramento – quello progressista – che, dalla sconfitta dello scorso mese di marzo, ha modo di rimettersi in piedi, in primis ripartendo dall’elezione appunto del nuovo Segretario Nazionale.
Il percorso di Zingaretti sarà in discesa dopo il 3 marzo o l’appuntamento elettorale di maggio delle Europee sarà, già, una prima insidia di non scarso peso?
Non si può negare che, intorno al Governatore del Lazio, stanno convergendo sensibilità diverse del composito e complesso mondo del Centro-Sinistra e che egli rappresenta, in questo momento storico, una speranza concreta di riscatto, come fu Renzi dopo la sconfitta di Bersani o come lo fu Veltroni all’indomani del crollo dell’esperienza ulivista di Prodi.
È ovvio che molti sono i dubbi, in particolare a causa della divisione odierna del PD in mille correnti e componenti, che Zingaretti dovrà ridurre all’unità dopo la sua elezione, se vorrà - per davvero - essere il leader di uno schieramento che, purtroppo, ha le divisioni e le scissioni nel suo genoma storico e culturale.
Ci riuscirà?
Dal tentativo di Zingaretti discenderanno molte conseguenze per la politica nazionale: forse, la svolta è più vicina di quanto si possa immaginare?


Rosario Pesce

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