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Solofra. L’Asi accusa i conciatori di inadempienze, ma, non paga Imu e Tasi per gli immobili della Solofra Service srl...

Ormai le uscite a vuoto su Solofra del dott. Vincenzo Sirignano, Presidente del Consorzio per lo Sviluppo dell’Area Industriale di Avellino, fanno tenerezza e ispirano anche un po' di simpatia.

Sarà perché, piccolo di statura, trovandosi a gestire un Ente Pubblico che doveva favorire lo sviluppo industriale e non lo ha fatto, pur non essendo l’ET di Spielberg, finge di ignorare che l’Asi di Avellino è stata da sempre gestita da politici-extraterrestri della sua stessa galassia, che, di fatto, hanno celebrato sempre lo stesso pianeta e, al massimo, qualche piccolo satellite: tutto, naturalmente, a spese della comunità terrestre!

Sul quotidiano “IL MATTINO”, qualche giorno fa, il dott. Sirignano accusava gli imprenditori solofrani di non aver mai pagato ciò che dovevano per i servizi ricevuti nell’area Asi, vantandosi, che, con la sua gestione le cose sono cambiate, …anche perché sul suo collo, soffia il fiato della Corte dei Conti, che vuole vederci chiaro sulla gestione economica dell’area Asi di Avellino.

Allora, quale corrispettivo per servizi mai resi nell’Area Asi di Solofra (estesa 827.344 mq), il consorzio pretende dai conciatori solofrani, per l’anno 2018, 176.514,10 euro (pari a 0,22 euro al mq), così ripartiti: € 78.831,00 per costo servizi CGS (che si occupa di depurazione, scontato pure del 20%), € 7.883,10 per oneri Asi del 10% ed € 90.000,00 per la manutenzione delle strade e della segnaletica).  Ma a Solofra la depurazione la fa la Cogei srl e non la C.G.S. (società controllata dall’Asi al 100%), e la manutenzione delle strade Asi è a carico del Comune dal 2016, in virtù di apposita convenzione (delibera G.M. n°181 del 21-10-2016 “Concessione in gestione al Comune di opere acquedottistiche di proprietà ASI”).

Il dott. Sirignano, sa benissimo che il Consorzio Asi, da decenni, non effettua nella zona industriale solofrana alcun servizio e che la sua richiesta di 176 mila euro, per il solo anno 2018 (e, poi, perché non anche per gli anni precedenti per i quali non è ancora intervenuta la prescrizione?), è oggettivamente campata in aria, tant’è che nessuno, in precedenza, si era azzardato a chiedere alcunché: …la tariffa per servizi mai effettuati non può che essere uguale a zero!

A Solofra, il Consorzio Asi, attraverso la sua partecipata Solofra Service srl, svolge esclusivamente attività commerciale di locazione di immobili, però, per questi stessi immobili, lo stesso Consorzio non paga né l’Imu né la Tasi (lo si apprende dalla delibera G.M. n° 16 del 31 gennaio 2019 che prende atto del ricorso proposto dall’Asi alla CTP di Avellino, avverso gli avvisi di accertamento Imu e Tasi anno 2015: 95.507,00 + 18.857,00 = totali euro 114.364,00): …e sono anni che non paga!

Anche nel 2014, è stato proposto ricorso alla CTP avverso gli accertamenti Imu e Tasi: l’Asi fa di tutto per non pagare i tributi (credo, non abbia nemmeno le risorse!), e, come tutti gli Enti strutturalmente deficitari (prossima al fallimento?), quasi sicuramente farà lo stesso anche per gli anni successivi al 2015!

Il dott. Vincenzo Sirignano, demitiano dalla nascita, che, anche da pensionato, si sacrifica nell’andare ad occupare posti di potere ampiamente remunerati spettanti alla galassia popolare, a Mirabella è chiamato affettuosamente “Cenzino”, ed è simpaticamente detto anche “pinguino”, per la sua particolare andatura, e anche perché “sa ben muoversi” nel mare, sul ghiaccio e persino sulla terra, anche se per il mancato pagamento di Imu e Tasi sui beni Asi di Solofra, il “pinguino”, è scivolato sulla classica buccia di banana…

Certe filippiche moralistiche contro i conciatori solofrani - che in fondo hanno tutto il diritto di non pagare tariffe per servizi mai resi - non hanno proprio alcun senso, e, di fronte alle accertate inadempienze dell’Asi sui tributi, fanno anche un po' sorridere: …il certo ed acclarato cornuto bue, si arroga il diritto di accusare l’asino, di avere presunte corna …tutte da dimostrare?

Le aree Asi sono quasi tutte un disastro. Abbandonate a sé stesse, sono prive di qualsiasi attrattiva anche a causa di atteggiamenti ostruzionistici e anacronistici, che hanno di fatto bloccato iniziative produttive diverse, tant’è che, finora, le nuove iniziative di sviluppo non sono passate per le aree industriali Asi. 

In Irpinia, uno dei più grandi investimenti dopo la FMA di Pratola Serra, è quasi certamente il progetto della Cartiera Confalone (uno dei 5 Contratti di Sviluppo finanziati dal MISE: Investimento di 46,5 milioni di euro, agevolazioni pubbliche per 34,8 milioni di euro ed una “occupazione salvaguardata aggiuntiva” per 90 unità), che, per trovare idonea accoglienza, si è insediata nell’area industriale di Montoro, …che non è area Asi!

Resta da capire come mai, gli imprenditori solofrani (alcuni, anche molti parsimoniosi!), non si siano ribellati alle politiche dell’Asi e all’assurda pretesa di incassare tariffe per servizi mai resi: …temono forse qualche contraccolpo dal pianeta Avellino?

mariomartucci

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