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S. Agata Irpina di Solofra. Salvatore Maffei. Non è più

L’amico Salvatore ha lasciato questa terra, per far ritorno al Padre. Ha vissuto sulla scia dell’onestà, che gli ha permesso di affrontare a testa alta tutti gli ostacoli che si sono presentati sul percorso della sua vita, supportato, naturalmente, dalla fede, trasmessagli dai suoi cari genitori.

 Ha cercato con la sua amata consorte di educare i suoi figli nel timore di Dio, lasciandoli, sempre, liberi. Infatti, egli sosteneva che il rifiuto dell’uomo al messaggio di Dio è inspiegabile, tenuto conto del suo meraviglioso contenuto, tutto a suo vantaggio.

Nella sua giovane età sperimenta il lavoro di emigrato in Svizzera, conducendo una vita all’insegna del rispetto e dell’economia, fattori indispensabili per far ritorno nel suo paese nativo.

Lo scrivente, da adolescente, l’ha conosciuto, proprio, al suo ritorno in patria, allorquando venne a comprare valori bollati, nel tabacchino di papà, ubicato nella frazione capoluogo del comune conciario.

Per distrazione, lasciò il suo portafogli sul bancone.

Nel vederlo, feci memoria storica, per risalire al suo proprietario, senza riuscirci. Dopo qualche ora, il compianto Salvatore ritornò, chiedendomi se avessi   visto il suo portafogli.

Subito, lo rassicurai, consegnandogli il suo portafogli pieno di franchi svizzeri e documenti. Tirò un forte sospiro, ringraziandomi e dicendomi: “sei un bravo ragazzo!“.

Mi voleva fare un regalo, ma gli risposi di aver compiuto soltanto il mio dovere.

 Quell’evento mi è rimasto impresso, perché si incontrò l’onestà, fondamentale per la crescita delle persone e del territorio in cui vivono e non solo.

Poi, ho imparato a conoscere la sua famiglia, quando ha diretto la masseria della mia compianta nonna Teresa, sempre, all’insegna del lavoro e della trasparenza.

Questi valori sono stati incarnati dai suoi figli, molti dei quali sono diventati professionisti, rimanendo, sempre, umili e vicini al prossimo. La sua prole è come il pane casareccio sfornato, che conserva il suo fragore e il suo profumo, a tal punto da far lievitare il tessuto sociale del nostro Comune.

A proposito dei suoi figli, lo incontrai qualche anno fa, rievocando il succitato evento e complimentandomi per tutto quello che aveva dato e continuava a dare, in primis ai suoi figli. Lui mi rispose, dicendomi: “sono contento, perché i miei figli, anche se occupano posti di uno stato sociale più elevato, sono rimasti se stessi”.

La Redazione di “Solofra oggi”, nell’assicurare una prece per l’anima di Salvatore, formula sentite condoglianze ai figli: Francesco, Nicola, Agostina, Antonio, Maria, Giovanna, Michele e Giacinto, alle nuore, ai generi, in primis al medico Gerardo De Stefano (collaboratore del nostro mensile ) e ai familiari tutti.

 

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