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Prima domenica di Avvento

Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per l’omelia. Sono graditi consigli e suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni

I - Luca 21, 25-28. 34-36 Con l’Avvento - parola che significa “venuta” -, ricordiamo tre venute di Gesù in mezzo a noi: la prima di 20 secoli fa, la seconda alla fine del mondo, la terza, intermedia, che si realizza continuamente; la terza venuta è il tempo della Chiesa, il tempo del nostro pellegrinaggio sulla terra in preparazione all'incontro col Signore alla fine del mondo, e anche della vita personale. La prima lettura si riferisce alla prima venuta di Cristo, il Vangelo e la seconda lettura ci parlano della sua seconda venuta. 1. Gesù preannuncia strani fenomeni in cielo, nel sole e nella luna, e anche nelle stelle (25 Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle), perché le forze dei cieli saranno sconvolte (26 Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte); e anche sulla terra i popoli saranno spaventati e angosciati per il fragore del mare in tempesta (25 e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti); gli uomini moriranno per la paura e per il presentimento di ciò che dovrà accadere (26 mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra). Ma Gesù invita i discepoli a stare sereni e tranquilli quando ci saranno questi eventi, perché il tempo della loro liberazione è vicino (28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina). In effetti vedranno che il Figlio di Dio verrà per salvarli sopra una nube con grande potenza e splendore (27 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria). Quel giorno è sconosciuto quanto alla data (34 e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso): esso verrà sull'umanità come una trappola, che scatta all'improvviso (35 come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra). Perciò Gesù invita a stare attenti e a non lasciarsi intontire da orge e ubriachezza e a non farsi prendere da troppe preoccupazioni materiali (34 State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita). Gesù esorta quindi a stare ben svegli e a pregare senza stancarsi per avere la forza di superare tutti i mali, che accadranno allora, e così presentarsi con gioia e santità davanti a Gesù (36 Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo). Facciamo atti di fede nella Parola di Gesù e impegniamoci a metterla in pratica.

2. L'invito di Gesù ai discepoli riguarda la sua seconda venuta perché si tengano pronti all'incontro con lui, che allora verrà a giudicare tutti gli uomini (Mt 25,31-46). Bisogna stare in preghiera vigilante e non abbandonarsi ai piaceri cattivi e alle eccessive preoccupazioni del presente. Le raccomandazioni di Gesù valgono certo per quelli che si troveranno sulla terra alla fine del mondo, ma valgono allo stesso modo, e anche di più, per tutti coloro che stanno in questo mondo adesso e dovranno lasciarlo con la morte in una data sconosciuta, in cui si realizzerà l'incontro con Cristo giudice nel giudizio particolare. E’ importantissimo trovarsi preparati a tale incontro, cioè in amicizia col Signore, senza peccati gravi sulla coscienza; e a tale scopo aiuta moltissimo la preghiera quotidiana, la messa e la comunione domenicale, la confessione mensile, i primi venerdì e sabato del mese, possibilmente la recita del rosario. Stiamo vigilanti.

II - Geremia 33,11-16 Dio preannuncia che si avvicina il tempo, in cui egli realizzerà le promesse, che aveva fatte nel passato per il bene di tutto il popolo ebreo (14 Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda). Allora egli farà nascere un discendente di Davide, che osserverà la giustizia e la amministrerà in modo imparziale nel paese (15 In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra) e verrà chiamato germoglio di Davide; allora gli ebrei saranno liberati da ogni forma di oppressione e vivranno tranquilli (16 In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla), e la Città Santa avrà un nome nuovo, che indicherà la sua trasformazione in realtà nuova, cioè che sono un popolo di salvati: Signore nostra giustizia (16 e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia). E’ una delle tante promesse, che riguardano il Messia e i tempi belli, che ci saranno con la sua venuta per il bene d’Israele, ma anche di tutti gli uomini. Queste promesse si sono realizzate sul piano temporale e spirituale in un modo parziale con la prima venuta di Gesù Cristo: ci vengono offerti il perdono dei peccati e l'amicizia con Dio già da 20 secoli a questa parte e fino alla fine del mondo; ma le promesse avranno la piena realizzazione con i frutti completi solo in occasione della sua seconda venuta, quando, oltre alla salvezza dell'anima, ci sarà anche la resurrezione dei corpi. Crediamo, ringraziamo, impariamo a gustare quel che quel che già abbiamo ricevuto, restando nell'attesa del più che verrà.

III - Prima Tessalonicesi 3,12-4,2 1. San Paolo ricorda ai Tessalonicesi che, quando Gesù verrà la seconda volta, accompagnato da tutti i suoi Santi, occorre essere forti e santi e perfetti davanti a Dio Padre (13 per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi). Per farsi trovare da Gesù in queste condizioni, occorre tener presente l’insegnamento di Paolo con le regole di vita, che egli diede da parte di Gesù (2 Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù), ma anche il buon esempio, che Paolo ha dato con il suo comportamento, con il quale egli voleva piacere a Dio e progredire nella santità di vita (1 come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate). Soprattutto devono crescere e sovrabbondare nell'amore reciproco, come S. Paolo li ama (12 crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi): tutto questo lo realizza Gesù stesso per la sua onnipotenza e misericordia con la sua attività nei loro cuori (12 Il Signore vi faccia). S. Paolo non si limita a ricordare queste verità e a esortare a metterle in pratica, ma anche prega e supplica i fedeli di Tessalonica, coi quali si sente unito nel Signore Gesù, a migliorare ancora (1 Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù, affinché… possiate progredire ancora di più) per amore di Gesù Cristo. Anche qui Paolo raccomanda di prepararsi alla seconda venuta di Cristo, e a quella più vicina – forse immediata – della fine della vita. La stessa esortazione vale per noi: pratichiamo tutte le virtù ma specialmente le teologali, fede, speranza e carità, e anzi soprattutto la carità, più volte richiamata da Paolo. Esaminiamoci e preghiamo molto di tenerci sempre pronti.

2. Impariamo a valorizzare la terza venuta di Gesù, quella intermedia, che si realizza fra la prima e la seconda. Gesù viene ancora oggi su questa terra, come Egli stesso e gli Apostoli hanno insegnato nei loro scritti: Gesù viene continuamente in mezzo a noi nel nostro cuore per la fede (Ef 3,17) e la carità (Gv 14,23), nei fratelli (Mt 25,31-46), nel ministro di Cristo (Lc 10,16), nell’assemblea (Mt 18,20), nella sua Parola, in ciascun Sacramento, specie nell’Eucaristia. Queste presenze di Gesù sono importantissime per la nostra vita spirituale, perché dove Gesù si trova là agisce sempre in modo intenso ed efficace e per il nostro maggior bene. Gesù ci santifica, agendo in noi per mezzo di queste sue varie presenze. Continua a valere ancora oggi l’affermazione dell’evangelista Luca, che ci trasmette quello che egli aveva sentito ripetere continuamente dai testimoni oculari: Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti (Lc 6,19). E Gesù, in occasione della guarigione dell’emorroissa, conferma che effettivamente è così: “Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me” (Lc 8,46). Quella “forza”, effetto della sua benevolenza misericordiosa e della sua onnipotenza, continua oggi a uscire da Cristo e ad agire oggi in noi e produce oggi gli stessi effetti fisici e psicologici e spirituali di allora, quando Gesù stava in mezzo agli Ebrei e ai pagani. Se Gesù ha voluto continuare a essere presente in mezzo a noi, dopo la sua resurrezione e ascensione al cielo, - e non solo nell’Eucaristia, ma in tanti modi -, certamente vuole che tale presenza sia efficace per la nostra santificazione e salvezza. Pensiamo alla visita di Maria a S. Elisabetta: Gesù per mezzo di Maria dà lo Spinto Santo a Elisabetta e a Zaccaria e a Giovanni Battista e così guarisce ciascuno di loro dai suoi malanni spirituali; Gesù con o senza il contatto fisico guariva i malati del corpo. Egli vuol fare la stessa cosa con noi e guarirci dei nostri malanni fisici, psicologici e spirituali, se ci accostiamo a lui con fede e ci impegniamo a perseverare nella nostra amicizia con lui.

EUCARESTIA. Il vertice della presenza di Gesù sulla terra è costituita dall’Eucarestia, quando pane e vino vengono trasformati del suo Corpo e Sangue, cioè in lui. Nella Messa ci sono varie presenze di Gesù: sin dall’inizio egli si rende presente nell’assemblea riunita nel suo nome e nel ministro, e quindi nella Parola proclamata e ascoltata e commentata. Chiediamo per intercessione di Maria e Giuseppe, docilissimi nell’ascolto della Parola e nel fare la volontà di Dio, gli Angeli Custodi e i Santi, specie i penitenti, che ci ottengano di valorizzare queste tante presenze del Signore, specie nell’Eucarestia, nella Parola, nei fratelli, nel nostro cuore.


mons. Francesco Spaduzzi

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