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Lavoro nero, cinesi irregolari, zero sicurezza

il filo rosso dei sequestri unisce Firenze, Bologna e la Campania

Lavoro nero e sequestri: pelletteria e calzatura sotto la lente. A Lusciano, in Campania, la Guardia di Finanza di Aversa ha scoperto un laboratorio che si avvaleva di manodopera irregolare (per un totale di 7 persone) impegnata in “produzione e assemblaggio di parti di calzature” (nella foto): nessuno dei lavoratori coinvolti presenti risultava assunto o, in qualche modo, contrattualizzato. Per l’azienda controllata sono immediatamente scattate le sanzioni amministrative e la sospensione dell’attività. In provincia di Firenze, invece, le Fiamme Gialle sono andate a controllare di notte un capannone “alveare” alla periferia di Campi Bisenzio. Quattro le aziende controllate, specializzate in abbigliamento e accessori in pelle. All’interno sono stati scoperti 34 addetti di origine cinese che “lavoravano in una situazione di degrado e senza sicurezza, con alcuni locali adibiti a dormitori”. Dei 34 lavoratori controllati, 20 erano in nero e, di questi, 13 erano anche clandestini. Altri 10 lavoratori sono risultati irregolari, con un contratto di lavoro non rispondente alla realtà dei fatti, per esempio assunti con un contratto part time, ma impegnati full time, al punto da dormire in azienda. I 13 clandestini sono stati denunciati insieme ai datori di lavoro, anch’essi cinesi. È stata disposta la sospensione dell’attività nei confronti di 2 ditte. Le sanzioni amministrative ammontano complessivamente a oltre 70.000 euro. A Bologna, per chiudere questo triste giro, sono state denunciate 7 persone, sequestrate 4 strutture abusive con macchinari e attrezzature da lavoro per un valore complessivo di oltre un milione di euro ed elevate sanzioni per 20.000 euro, per mancanza di sicurezza e impiego di manodopera illegale in diversi opifici della città e della provincia che si occupavano di produzione tessile, pellettiera e di oggettistica da regalo. (mv)













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