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Solofra: La depurazione é una giungla!

Solofra: La depurazione é una giungla!

Il problema della depurazione industriale dei reflui conciari è grosso e serio. Se per qualsiasi motivo dovesse cessare l’attività di depurazione industriale degli impianti di via Carpisano e di Mercato San Severino (che la Magistratura ha già sottoposto a sequestro preventivo con facoltà d’uso), l’intera economia solofrana correrebbe il rischio di estinguersi.

La sicurezza e la qualità della depurazione è stata più che trascurata per anni. È finito, però, il tempo in cui i cittadini che denunciano sversamenti abusivi di reflui conciari o che si lamentano del cattivo odore dell’impianto di depurazione, vengono tacciati come attentatori seriali del buon nome di Solofra.

Gli impianti di depurazione industriale di Solofra e di M.S. Severino (di proprietà della Regione), sono obsoleti, così come l’intera rete industriale (anch’essa di proprietà regionale), che non si capisce se è tutta industriale o meno: le commistioni pare siano più che numerose. La fognatura industriale non si sa da chi è effettivamente gestita e a che titolo (con quali atti legali e/o contrattuali). Non è chiaro nemmeno a chi spetta intervenire per la manutenzione straordinaria della rete, e, soprattutto, con quali soldi!

La confusione regna sovrana da tempo. E ciò avvantaggia tutti, …tranne i cittadini e gli onesti utenti che pagano la tariffa di depurazione: la Regione, senza adeguare gli impianti, incassa le tariffe di depurazione; la Cogei srl guadagna una percentuale fissa sui costi di depurazione; la Provincia e l’Ato Calore Irpino incassano i diritti per l’AUA; il Co.Di.So. spa incassa la tariffa per la manutenzione della rete fognaria (industriale e civile), ma non è tenuto ad effettuare il controllo degli scarichi e gli interventi di manutenzione straordinaria che competono alla Regione proprietaria. Il Comune di Solofra non conta niente, e non incalzando concretamente la Regione per l’adeguamento funzionale del depuratore e della fognatura industriale, Le fornisce più di un alibi per continuare a non far nulla!

L’elemento debole di tutta la catena depurativa è però la rete fognaria industriale, e con essa il Co.Di.So. spa, che, con poche risorse e appena due dipendenti part time, dovrebbe garantire la “perfetta” gestione e la manutenzione anche straordinaria delle reti fognarie: pare, addirittura, che manchi un atto certo e chiaro di affidamento da parte dell’Ente proprietario, per cui, quando si tratta di pagare tariffe e lavori sulla rete industriale, la Regione non ne riconosce i costi e non paga.

Tutto il complesso sistema della depurazione, però, deve continuare a restare nella confusione più assoluta, perché così tutti hanno modo di guadagnare ed, eventualmente, …ove dovesse servire, tutti hanno la possibilità di fuggire dalle proprie responsabilità imputando le colpe agli altri: la depurazione è una vera è propria giungla in cui “ogni ciell’ fa o’ cant’ suoio” (per i non solofrani: ogni uccello fa il canto suo!), ma rimane sempre una giungla, in cui Regione, Comune, Enti, Società partecipate, Organismi ed Associazioni di categoria fanno bella mostra di se, e intervengono solo per autoassolversi da ogni peccato.

Non ultima l’Associazione Unic-Conceria Italiana che a Solofra rappresenta appena qualche azienda, ma si è fatta paladina mediatica di tutti i conciatori, invocando addirittura cronoprogrammi per verificare la realizzazione degli interventi per il superamento delle criticità ambientali (Quali di grazia? Quelli che invocano tutti ad ogni sversamento?), e incontri con i tecnici della Regione, … immemore del fatto che da anni la Regione non fa nulla, come nulla fanno tutti gli altri soggetti coinvolti nella depurazione, e che, alla bisogna, tutti fingono di fare qualcosa soltanto sotto la pressione della Magistratura o del Burberry di turno!

È solo questione di soldi, e la Regione non vuole cacciarli: …è inutile invocare telecamere, georadar o altri mezzi ispettivi o chiedere al sindaco Vignola di fare un censimento. E dopo il censimento che si fa?

Al SUAP sono da sempre disponibili i dati delle aziende che scaricano in pubblica fognatura, il luogo di produzione e la precisa individuazione catastale (Foglio e Particella) di ogni scarico. Per ogni azienda è noto il massimo annuo dei mc autorizzati per i reflui della lavorazione, per le acque di prima pioggia dei piazzali e persino per le acque provenienti dai servizi igienici.  Oltre alla quantità, è nota anche la qualità dello scarico: la Cogei srl, gestore dell’impianto di depurazione, rilascia un preventivo parere tecnico sulla accettabilità dello scarico, sia in termini quantitativi che qualitativi.

Riguardo alla fognatura industriale, identico parere rilascia il Co.Di.So. spa.

Da circa tre anni, però, ad ogni sversamento abusivo, Vignola (manco fosse l’Istat!), dice che vuole fare il censimento delle aziende che scaricano nella fognatura industriale.

Ebbene gli risparmio “la fatica”: ad oggi (08.09.2018) sono 105 le aziende conciarie autorizzare a immettere in pubblica fognatura le acque reflue della lavorazione delle pelli, …e se vuole gli mando anche l’elenco!

È nota anche la qualità e la quantità dei mc massimi annui che ogni singola azienda può scaricare. 

Basta sommare questi valori e si ha anche il massimo totale annuo dei mc scaricati dalle 105 aziende.  

Così, al prossimo giro di giostra, cioè al prossimo sversamento abusivo con eco mediatico, Vignola, potrà finalmente dire che il Comune di Solofra ha fatto il censimento (e senza spendere nemmeno una lira!), ma tutti capiranno che non è con il censimento che si fermano gli sversamenti abusivi!

mariomartucci

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