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Solofra: intervista marziana al pentastellato Michele Pirolo

 

Solofraoggi, “La voce di chi non ha voce”, per la serie delle “interviste marziane” incontra Michele Pirolo candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle alle comunali del 2017. Michele è iscritto al M5S da circa 3 anni, ma la simpatia per il Movimento nasce dal Vaffa day del 2007. Libero professionista, tecnico Conciario specializzato in articolistica in pelle, per lavoro, è spesso fuori dai patrii confini. Un passato da Disc-Jockey, orgoglioso allenatore della M.I.G Solofra Volley, è anche un nonno a tempo pieno! Ama la nostra bellissima cittadina, convinto assertore della necessità di mettere le persone al centro dell’agenda politica, guarda con ottimismo ai giovani e alle nuove generazioni.

D. Michele, nell’universo tra “stelle” e marziani c’è affinità. Se un pentastellato come te, a Solofra, incontrasse per caso un marziano che ti chiedesse in che tipo di città è capitato, tu cosa gli rispondi?

R. Che è capitato in una città bella, ma addormentata, che stancamente si trascina avanti, seguendo ritmi e stereotipi logori ormai da decenni. Una città composta da brava gente, ma anche da finta brava gente! Una città che ha dimenticato i fasti del passato e dove sostanzialmente non accade più nulla, dove si sono addormentate finanche le coscienze!
D. Michele, alle comunali dell’11 giugno 2017, il Movimento 5 Stelle, da te capitanato, a Solofra, ha raccolto 323 voti pari al 3,88%. Meno di un anno dopo, alle politiche del 4 marzo 2018, il Movimento 5 Stelle fa il botto: prende il 48,89% al senato (voti 3.229) e il 49,36% alla Camera (3645 voti). Solo perché non era candidato Michele Pirolo o cos’altro? 

R. È evidente che il problema c’è, ma è un problema di libertà. Il voto locale ha spesso rappresentato un tallone d’Achille per il M5S, perché l’elettorato non ha la stessa libertà che, costantemente, manifesta a livello nazionale. Contro l’egemonia degli intrecci e dei compromessi che da decenni imperversa a Solofra e nel Mezzogiorno d’Italia, c’è bisogno di un orgoglioso e partecipato moto di civile ribellione. Ad Avellino, ad esempio, questa logica di rivalsa civile ha funzionato, portando alla vittoria Vincenzo Ciampi primo pentastellato al vertice di un capoluogo del Sud Italia.

D. Michele, lo hai appena detto, il Movimento 5 Stelle, con Ciampi, ha fatto il botto anche ad Avellino distanziando di quasi 20 punti l’avvocato Nello Pizza, candidato sindaco di Mancino e De Mita. Ricorderai che venerdì sera, durante la festa di San Michele, ti ho stupito, pronosticandoti la vittoria di Vincenzo Ciampi ad Avellino. Non ci credevi o non avevi fiducia nella volontà degli avellinesi di emanciparsi al pluridecennale potere di ex DC e PD?

R. Si, ad Avellino è stato scritto un pezzo importante della storia di questa Città. Dopo il 4 marzo, la sfida era quella di spodestare il vecchio establishment annidatosi nei gangli delle società sovracomunali, nell’Asl, nell’Asi, negli AATO, etc.  Alla fine, gli avellinesi hanno compreso: hanno assecondato il vento di cambiamento e premiato la bontà e l’onestà dei 5 Stelle e del progetto del sindaco Ciampi, a cui va un sincero augurio di buon lavoro.

D. Ad oltre un anno dalle comunali, il futuro è sempre triste, o c’è ancora un futuro per i nostri giovani?

R. Solofra è ferma alla primavera del 2012, in attesa di un cambiamento annunciato già per ben due volte, ma che - come Godot - non verrà mai, se non ci sarà una seria presa di coscienza verso l’immobilismo che affossa la società solofrana. Inutile ripetere che nulla è stato fatto: dall’ambiente al risanamento idrogeologico, dal depuratore all’area industriale, fino alle opere pubbliche. Non si è cavato un ragno dal buco. Nessun miracoloso finanziamento regionale è arrivato, abbiamo perso fondi per 3,4 milioni di euro,  e dovremo pure restituire i soldi dell’Info Point Scorza. Quanto all’accorpamento del Landolfi al Moscati, assisteremo al continuo svuotamento del nostro ospedale: …forse resterà solo il parcheggio! Detto questo, credo che i giovani solofrani abbiano ancora un futuro in città, ma dobbiamo lavorare perché ciò avvenga. Lo dobbiamo ai nostri figli e a chi verrà dopo di loro. Per questo, il Movimento 5 Stelle c’è.

D. C’è speranza di affermare a Solofra concetti come merito, trasparenza, equità, parità di trattamento e partecipazione, o è ancora tempo di politica politicante?

R. Se il cambiamento si è realizzato ad Avellino, patria della politica politicante e clientelare, allora è possibile anche Solofra. Le elezioni hanno lanciato un messaggio di cambiamento molto chiaro.

D. Ora che i pentastellati sono al governo, quali prospettive per la politica locale?

R. Stiamo in un cambio epocale: i cittadini hanno finalmente dato il benservito alla vecchia politica. Il Governo Conte ha iniziato da poco a lavorare, ma vanta rappresentanti vicini a Solofra, dal vice premier Di Maio, ai sottosegretari Carlo Sibilia, Tofalo e Cioffi, che non faranno mancare il loro sostegno alla nostra Città. Ci concentreremo sulle tematiche ambientali, ci attiveremo per portare alla ribalta nazionale la questione Solofra, anche per combattere la ormai nota incidenza dell’inquinamento sulla salute dei cittadini. È necessario agevolare la conversione delle aziende verso una concia non inquinante: le firme della moda ormai lo richiedono espressamente anche nei contratti di lavoro. Ci sono i presupposti per risalire la china. 

 

D. I dati dicono che in Città ci sono meno e più costosi servizi, più tasse, meno imprese, più disoccupati e più precari. In più, dopo tante promesse del governatore De Luca, è stato ridotto il raggio d’azione dei servizi dell’ospedale Landolfi, l’adeguamento funzionale del depuratore industriale è una chimera e non c’è stato nessun finanziamento regionale per la bonifica dei pozzi civili comunali. Da cittadino, più che da politico, dov’è quel tanto propagandato “cambiamento”?  Qui più non si tratta più di essere gli ultimi, ma di essere addirittura estromessi dai giochi…

R. L’hai detto. Solofra ormai è stata totalmente estromessa dai giochi. La verità è che nessuno - sia in Regione Campania, men che meno nei cosiddetti centri del potere avellinese - è disposto a dare credito alla nostra comunità. E di chi è la colpa se non di chi ha svenduto la Città agli interessi di partito e alla carriera?

Il cambiamento è ormai destinato ad arrivare anche nella nostra realtà, ma dovremo lottare per riconquistare un posto al sole.

D.  Per l’acqua, la Regione ha imposto un gestore unico (l’E.I.C.), 5 Ambiti Distrettuali ed un’unica tariffa. Tutti gli investimenti sulle reti idriche devono essere coperti dalla tariffa unica. Il gestore unico deve essere scelto, in house, con l’affidamento ad un soggetto pubblico al 100% (sul modello dell’Alto Calore Servizi: senza fare utili, ma con debiti e clientele), o con gara di appalto pubblica, ad un privato, con logiche di mercato.  Quale soluzione preferisci?

R. L’acqua pubblica è sacra. Punto. L’acqua rappresenta una delle nostre 5 stelle e perciò ci batteremo sempre contro la privatizzazione della sua gestione, convinti come siamo, che la migliore strada da percorrere sia la costituzione di una municipalizzata speciale che superi il carrozzone politico rappresentato dagli attuali enti sovracomunali. Non possiamo consentire che l’incapacità della classe politica locale sia un pretesto per consegnare ad un soggetto privato la gestione della risorsa idrica. Ciò comporterebbe l’aumento sconsiderato delle tariffe: sarebbe una vera e propria beffa ai danni della nostra realtà.

D. A Solofra non si riesce a portare a termine un’opera pubblica. Dal cimitero di S. Agata all’info point Scorza, dalle scuole alle strade dall’arredo urbano al risanamento del territorio, …è tutto un morire, e i finanziamenti languono per incompetenza e per mancanza di progetti. Il sindaco Vignola, nonostante la giovane di età, è politicamente un vecchio. Secondo te, ha acquisito consapevolezza e visione delle cose da fare, o si limiterà a fare il pensionato anche per i prossimi 4 anni?

R. Chi nasce tunn, nun mor quadro… Se il “buongiorno” sono stati i primi cinque anni di fallimento assoluto, non vedo perché l’andamento dovrebbe cambiare fino al 2022. Mi astengo da ogni ulteriore commento sull’incompetenza e sulla inettitudine di questa amministrazione. La speranza è che i solofrani prendano coscienza delle effettive capacità di chi siede a Palazzo Orsini e provvedano diversamente.

Il vento è cambiato, sono cambiati anche gli equilibri politici regionali e locali: chi di dovere, si faccia due conti e cominciasse a mettere da parte ambiziose mire politiche e lavori per la citta e non per il partito e/o per future improbabili candidature.

D. A Solofra l’Asi, grazie al vecchio sistema di potere ex DC & PD, la fa da padrona e non avremo mai il cambio di destinazione d’uso in zona Asi. Il comune potrebbe rilanciare l’economia solofrana a costo zero, consentendo anche l’uso artigianale, commerciale e/o di servizi a troppi opifici industriali conciari ormai vuoti: i proprietari pagano IMU e TASI, gli opifici industriali restano inutilizzati e l’economia solofrana arretra. Non consentire il cambio di destinazione d’uso, che senso ha?  

R. La questione Asi rasenta la barzelletta. Solofra resta irrimediabilmente legata a logiche politiche di una vecchia classe dirigente che pensa soltanto ai propri interessi economici personali e non disposta ad arretrare di un solo millimetro, anche a scapito degli interessi della collettività. Un anno fa, chi ha vinto le comunali ha gridato urbi et orbi che il cambio di destinazione d’uso sarebbe avvenuto in 100 giorni (cento! cento! cento! … ricordate la Ruota della Fortuna?).

Quanto è passato? Un anno e nulla si è mosso.

Abbiamo un governo cittadino in forte crisi di identità che ha dimenticato persino gli impegni. 

D. Il Comune dice di non avere soldi per fare interventi di riqualificazione e di ammodernamento dell’arredo urbano, ma si è indebitato per euro 1.356.656,92 per il restyling dello stadio "Gallucci": … qual’è la tua opinione?

R. Se parliamo di strade, di pubblica illuminazione, di verde, di arredo urbano, di cimiteri e di opere pubbliche (perennemente bloccate!), la nostra città è oggettivamente in uno stato pietoso. Ecco, cominciare a guardare alla politica reale e non a quella degli annunci e delle “lettere”, inviate a destra e a manca, sarebbe già un bel passo avanti per Solofra.

D. Dimmi una cosa a costo zero per migliorare le prospettive di sviluppo della Città?

R. Slegarsi dall’Asi di Avellino, svincolando aree e volumi disciplinati da uno strumento urbanistico pensato decenni fa che non può supportare le attuali nuove esigenze e favorire le diverse possibilità di sviluppo economico. Non ho dubbi: imporre con forza il cambio di destinazione d’uso nell’area industriale.

D. Ora, pensa ora a qualcosa di grande, dimmi di cosa ha bisogno la città a qualunque costo?

R. Come il Mezzogiorno d’Italia, Solofra necessita di migliori infrastrutture e servizi e soprattutto di una burocrazia più snella. Per Solofra sarebbe l’ideale poter porre in essere condizioni utili al recupero e al risanamento urbano e ambientale. Ciò creerebbe anche numerosi posti di lavoro diversificando anche le fonti di produzione.  Il problema è che per compiere questo passo, occorre prima smantellare decenni di malamministrazione, di destra e di sinistra, che hanno messo in ginocchio il Paese e cancellato le speranze delle giovani generazioni: però, per guardare al futuro con più ottimismo, è necessario anche che il cambiamento si compia.

D. Per quanto tempo ancora la trasparenza nelle società partecipate comunali, Co.Di.So. spa e Solofra Servizi spa, sarà un miraggio?

R. Prima o poi anche le società partecipate comunali (Solofra Servizi spa e CoDiSo spa) cesseranno di essere delle “società segrete” che segretamente si riuniscono per decidere cose segrete, e dovranno arrendersi alla trasparenza. Come previsto per legge, conosceremo finalmente i bilanci e tutti gli atti delle partecipate, il curriculum del presidente (e degli altri componenti) del C. di A.  della Solofra Servizi spa, e dell’amministratore unico del CoDiSo, le loro indennità, i loro rimborsi spese, le gratifiche e i premi di produzioni ad essi, eventualmente, attribuiti.  …Chi vivrà vedrà!

D. Escluso te, fai due nomi, uno per sesso, di un sindaco e/o di una sindaca, che potrebbero validamente rappresentare Solofra alla prossima tornata elettorale e tracciami un loro breve profilo.

R. Non conosco il futuro e non voglio fare nomi: so per certo che il futuro appartiene a persone capaci, competenti ed oneste. Anche Solofra, prima o poi (speriamo prima!), avrà un futuro all’altezza della sua storia.

Grazie a Michele Pirolo per la sua disponibilità

R. A te per l’opportunità.



mariomartucci

 

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