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Solofra: quel che resta del PD e dintorni…

 

Mi perdonerà il segretario Luigi Guacci - o l’ex segretario o quel che oggi è di quel che è rimasto del Circolo Pd di via Abate Giannattasio - se parlo ancora del PD o dell’ex PD o di quel che oggi resta del PD a livello nazionale e locale. Gli risparmio l’iter delle sorti del Pd nazionale che Egli ben conosce, per soffermarmi brevemente sull’aspetto provinciale e locale.

In provincia di Avellino, dopo due anni di aspre battaglie sulla validità delle tessere PD e su chi le aveva fatte più false (con annessi ricorsi e controricorsi per stabilire chi fossero i meno fasulli), si era arrivati a stabilire la data del congresso e la cosiddetta platea congressuale.

La lotta era tra Giuseppe Di Guglielmo (che rappresenta l’area del governatore De Luca, Rosetta D’Amelio, Roberta Santaniello, Valentina Paris, Gianluca Festa, etc) e Michelangelo Ciarcia (che rappresenta l’area dell’onorevole Umberto del Basso De Caro, di Vincenzo De Luca da Forino, di Michele Vignola, etc).

A seguito di una partecipazione congressuale per pochi intimi, l’ha spuntata Giuseppe Di Guglielmo con meno di tremila voti (su 7.705 aventi diritto): i decariani e i deluchiani (del De Luca di Forino!) hanno boicottato il Congresso, perché non erano stati esclusi dalla platea congressuale mille tesserati online che non erano stati regolarizzati.  L’area decariana-deluchiana, si è letteralmente suicidata, lasciando campo libero alla vittoria - pur se minoritaria -  di Giuseppe Di Guglielmo.

Conoscendo i rappresentanti della loro stessa genìa, l’area decariana-deluchiana del PD, non avrebbe dovuto puntare sul futuro annullamento degli atti congressuali e/o sul disconoscimento di un segretario minoritario promesso da chissachì!...  Si sono comportati da veri e propri polli: …nel Pd nessuno ha mai lasciato una poltrona, foss’anche una poltrona minoritaria!

La cosa è talmente assurda che viene da chiedersi: “vuoi vedere che l’hanno fatto apposta, sotto la regia di qualche fine stratega?”…Altrimenti non si spiegherebbe perché un’intera generazione di cacicchi, che da diversi decenni gestiva il potere in provincia di Avellino, si sia fatta infinocchiare da una banale questione di tessere non regolarizzate, quando tutti nel PD hanno fatto uso di tessere “false”!

Poi è inutile piangere sul latte versato!

Presentare ricorso alla magistratura ordinaria per l’annullamento degli atti congressuali, è servito solo a spargere ulteriore “cacca” sul PD, …senza che ce ne fosse davvero bisogno!

Intanto, nonostante al ballottaggio del 24 giugno, l’elezione del pentastellato Vincenzo Ciampi, a nuovo sindaco di Avellino, abbia fatto cadere l’intero sistema di potere del PD avellinese, del quasi  novantunenne Ciriaco De Mita e del prossimo ottantasettenne Nicola Mancino, il segretario provinciale del PD, Giuseppe Di Guglielmo, come se nulla fosse accaduto, si è detto felice del buon risultato conseguito della lista del partito nel primo turno ed ha espresso rammarico per la mancata elezione di Nello Pizza a sindaco di Avellino ed ha annunciato una stagione di opposizione che sarà condotta seriamente e senza pasticci (!) …

Subito dopo, nel corso della stessa minoritaria assemblea provinciale (non vi ha partecipato l’area Ciarcia decariana-deluchiana) tenutasi in via Tagliamento, domenica 1° luglio, seduto sulla minoritaria poltrona - ma pur sempre poltrona! - di segretario provinciale del PD, Giuseppe Di Guglielmo ha proseguito i lavori ed ha proceduto per la nomina della NUOVA DIREZIONE PROVINCIALE DEL PD composta da 40 membri.

Entrano a farne parte anche due importanti esponenti della politica solofrana: ELIANA VISONE (Assessore alla Pubblica Istruzione, all’Edilizia Scolastica, alla Mensa e ai Trasporti Scolastici) e ALBA MAFFEI (Assessore alle Politiche Sociali, alle Pari Opportunità e alla Sanità).

Resta completamente fuori il sindaco Michele Vignola, l’ex segretario cittadino Luigi Guacci, Maria Luisa Guacci (Assessore all’Ambiente, al Verde Pubblico, al Contenzioso e agli Affari legali), e l’intera area decariana-deluchiana, …salvo prossime contrattazioni e futuri riposizionamenti?

Anche se il Pd è quasi morto (dico “quasi”, perché è giusto non sottrarre speranze di vita a nessuno!), non è di buon auspicio per future carriere politiche non avere - all’interno del partito - riferimenti politici nei livelli decisionali: …ne vedremo delle belle? …Chi lo sa?

mariomartucci

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