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Scrigni d’arte tra i picentini

 

Sabato 9 giugno, nel comune di Solofra, è stato inaugurato ufficialmente il nuovo sentiero CAI 160 che porta all’Arco Naturale delle Neviere, un progetto realizzato grazie alla sinergia delle associazioni locali, quali l’Associazione Salvaguardia Beni Culturali Solofra, Legambiente, Pro Loco Città di Solofra e Volontari del Soccorso “Smile”, in collaborazione col Club Alpino Italiano (CAI) di Avellino per la riscoperta dei luoghi e del “monumento” naturale immerso nel Parco Regionale dei Monti Picentini. “E’ stato un evento unico – racconta il presidente dell’ASBeCuSo Alessandro De Stefano - dedicato alla scoperta di meraviglie naturalistiche, del paesaggio e della ricca storia degli antichi lavori di montagna. Già negli anni passati ci siamo impegnati a tracciare, a riscoprire e far conoscere questo luogo. Oggi è ufficialmente nella cartografia del CAI e nei prossimi anni ingrandiremo l’evento con la traccia del sentiero più dettagliata, fino alla segnatura del percorso tramite simboli convenzionali CAI e la pulizia conseguente che porterà a scoprire, tramite la segnaletica, la grande Neviera e lo stesso Arco Naturale con lo scopo finale di arricchire il percorso tramite nuovi espedienti”. Alessandro ed un gruppo di amici, nel 2005, si impegnarono alla rivalutazione dell’Arco Naturale, già scoperto dal poeta e studioso Vincenzo D’Alessio negli anni ‘80. “Ci avventurammo – testimonia Alessandro - perché pensavamo fosse una grotta e poi dopo un'estenuante ricerca ci affacciammo e dietro il versante della montagna intuimmo che fosse la direzione giusta, fino a quando ci spuntò l’Arco proprio dinanzi agli occhi”. L’Arco Naturale è un monumento geologico di origine carsica, dove vi avvengono frequentemente fenomeni erosivi in cui l’acqua altera chimicamente i rilievi calcarei e ne erode numerose porzioni, fino a creare paesaggi ricchi di forme particolari; è raggiungibile tramite un angusto sentiero che si inerpica sulle pendici gremite di alberi di castagno e faggio. Nei secoli questi luoghi furono attivamente frequentati da uomini, i quali hanno sfruttato la morfologia del territorio. Infatti l’attività antropica è testimoniata fin dalla preistoria grazie a dei ritrovamenti di vasi in terracotta, frutto anche di fornaci che ivi esistevano. Vi era anche la presenza delle Neviere, un uso antico di produrre neve ghiacciata da utilizzare in paese nei mesi estivi e consisteva nel conservare, dentro necessarie cavità, la neve caduta in inverno, compattarla e solidificarla, per l’esigenza di conserve di cibo ed altri vari usi. Altre opere dell’ingegno umano sono le Carbonaie e le Calcare, che per molte generazioni hanno garantito lavoro, usufruendo della natura circostante con dedizione e sudore. L’evento è stato inserito nel calendario nazionale  della mobilità dolce, attraverso Primavera della Mobilità Dolce, stagione promossa dal 21 marzo al 21 giugno e lanciata da A.Mo.Do. (Alleanza della Mobilità Dolce), di cui Legambiente è fondatrice e “ha dato - dichiara Antonio Giannattasio del Circolo Legambiente Valle Solofrana Solofra-Montoro - la possibilità di far scoprire e promuovere il territorio in maniera slow e dare visibilità a sentieri, aree protette o a progetti per una corretta infrastruttura e fruizione dolce del paesaggio. Pertanto tutti i circoli di Legambiente si sono adoperati a promuovere l’evento sul proprio territorio”. Come circolo territoriale della Valle Solofrana, Legambiente ha pensato di inserirsi nelle attività di promozione e riconoscimento dell’importanza e bellezza dell’Arco, promosso dall’ASBeCuSo e “da subito – continua Antonio Giannattasio – ho pensato di poter organizzare l’evento col coinvolgimento della Pro Loco e CAI di Avellino per dar vita e forza al riconoscimento del sentiero per l’Arco Naturale e nel tentativo di rinnovare fino ai giorni nostri il rispetto e l’amore per i boschi, come risorsa ed opportunità, per l’ambiente e la natura”. Insomma gli amanti dell’escursionismo e della natura si sono adoperati all’evento chiamato Verso l’Arco al fine di assaporare ed immergersi in questi ambienti naturalistici e grazie alla posizione strategica del sentiero, si può garantire, in vari tratti, anche scorci paesaggistici che vanno dalla conca solofrana ai monti del Partenio, fino a parte della Valle dell’Irno. “Un emozionante viaggio nella Solofra Saluber - dichiara Domenico Cosimato, responsabile della Comunicazione della Pro Loco di Solofra – il sentiero verso l’Arco è un’esperienza escursionistica intrisa di bellezza e storia, una testimonianza della laboriosa attività montana del popolo solofrano. Sull’Arco è stato siglato l’inizio di un percorso con  ASBeCuSo e Legambiente e sono sicuro che lavoreremo affinché il sentiero possa divenire meta di appassionati ed amanti della natura ed un grande esempio di coesione associativa. E’ nostro compito sostenere la promozione ad ogni livello dell’ampio patrimonio artistico, culturale e paesaggistico di questa comunità”. Solofra e i monti, come luoghi e terre che uniscono. Un pensiero che va oltre gli ostacoli perché questi progetti danno luogo ad incontri ed amicizie, poiché solo con cooperazione, costanza e perseveranza si può arrivare ad ottenere risultati concreti. Un territorio come Solofra è simbolo di bellezza ed unicità e, grazie alle sue opere presenti sul territorio e alle sue ricchezze sia a livello naturalistico che culturale, non può che essere da stimolo a chiunque voglia visitarla.

 

 

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Foto di Alessandro De Stefano


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