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Spunti di omelia per tempo Pasquale Domenica 3B

Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per l’omelia. Mi hanno fatto bene e le metto a disposizione.

I - Luca 24,35-48 1. (a) I discepoli di Emmaus hanno fatto esperienza dell'incontro con Gesù Risorto e ne sono stati trasformati: si erano allontanati da Gerusalemme afflitti e sconsolati, appesantiti nei passi e dolenti nel cuore, e poi, dopo l’incontro con Gesù e la chiacchierata con lui, anche se non riconosciuto, mettono le ali ai piedi e volano verso Gerusalemme, sostenuti da una gioia incontenibile; e raccontano ai condiscepoli di aver riconosciuto Gesù solo al momento di spezzare il pane (35 Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane). (b) La stessa trasformazione sperimentano i discepoli nel Cenacolo. Erano già turbati per le notizie, che arrivavano loro circa le varie apparizioni di Gesù risorto, e agitati nelle discussioni; avevano un’enorme difficoltà ad ammettere che Gesù fosse veramente risorto. Ed ecco Gesù appare all'improvviso in mezzo a loro a porte chiuse e con la sua Parola onnipotente augura e dona loro la pace messianica, che solo lui può dare (36 Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».). L'apparizione improvvisa sconvolge i loro animi e li impaurisce perché pensano non a Gesù risorto, ma a un fantasma (37 Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma); la loro mente e il loro cuore sono turbati e dubbiosi (38 Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?). Poi invece, dopo le parole di Gesù, la pace, la gioia e lo stupore, invadono il loro cuore, gustano la presenza di Gesù. L'esperienza di Gesù Risorto cambia totalmente lo stato d'animo dei discepoli; ciò viene dalla fede in Gesù, che in essi si rafforza, per cui arrivano alla convinzione ben ferma che egli è vero Dio è vero uomo; inoltre si incendiano d’amore per lui perché si rendono conto che egli ha patito ed è morto per loro amore. Anche la nostra gioia dipende dall'incontro con Gesù, ormai risuscitato e presente in tanti modi, specie nei sacramenti e nell'Eucaristia, e dalla fede e dall’amore che portiamo nell'incontro con Lui. È utilissimo rinnovare la nostra fede nella presenza di Gesù e moltiplicare gli atti di fede e amore nei suoi confronti. (c) Che cos'è avvenuto fra Gesù e i discepoli? Gesù rivolge loro la Parola (38 Ma egli disse loro), mostrando di conoscere i loro più intimi sentimenti e di sapere leggere quello che passa sul loro volto; li invita ad accertarsi che è proprio lui risuscitato: Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! (39); li invita a guardare le sue mani e i piedi e a toccarlo, perché vedano e sentano in lui la carne e le ossa che – lo sanno bene -  un fantasma non ha (38 Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho); egli mostra loro le mani e i piedi con le piaghe ormai gloriose (42 Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi) e quella del costato. Per facilitare il loro atto di fede nella sua presenza e nella sua resurrezione, chiede loro se hanno qualcosa da mangiare (42 Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?»), mangia il pesce arrostito che gli hanno offerto (42 Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43 egli lo prese e lo mangiò davanti a loro). Gesù è veramente risorto. Superiamo ogni dubbio e crediamo alla testimonianza degli Apostoli e dei loro condiscepoli: hanno dato la vita per attestare la verità di quello che affermavano. Noi saremo beati, secondo l'affermazione di Gesù, credendo anche senza vedere (Gv 21,29). Questo Gesù risorto possiamo continuare a incontrare nei vari modi di presenza. (mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo Pasquale Domenica 3B

I - Luca 24,35-48 2. Gesù completa l'istruzione degli Apostoli per quella prima sera, riprendendo il discorso tenuto con i discepoli di Emmaus: fa notare loro che si era realizzato in lui tutto quello che era stato predetto nell'Antico Testamento circa la persona del Messia (44 Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi»). Poiché si trattava di capire in modo nuovo la Parola di Dio nell’AT e superare le interpretazioni parziali o sbagliate dei rabbini ebrei, che avevano condizionato tanto negativamente i suoi discepoli e i contemporanei, Gesù dona loro la comprensione delle Sacre Scritture (45 Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture) e ricorda loro come in esse si parla delle sofferenze e della morte del Messia (46 e disse loro: Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno) e che grazie a lui tutti gli uomini avrebbero avuto il perdono dei peccati, a condizione che si fossero convertiti per la predicazione della Parola di Dio, che sarebbe iniziata a Gerusalemme (47 e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme). Di tutto questo essi sarebbero stati testimoni (48 Di questo voi siete testimoni). Nel battesimo e cresima e in ogni Sacramento noi oggi riceviamo lo Spirito Santo (Lc 24,49: Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto): è grazie a lui che arriviamo alla fede in Gesù e all'amore verso di lui e alla comprensione della Sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, secondo l'insegnamento della Chiesa Cattolica. La Chiesa ci guida alla fede retta e alla carità perfetta. Rinnoviamo la nostra fede nei misteri principali della fede e nell'opera redentiva di Gesù e nell’attività santificatrice dello Spirito Santo. (mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo Pasquale Domenica 3B

II - Atti 3,13-15.17-19  1. Nel brano troviamo alcune indicazioni su chi è Gesù: è il Servo di Yahweh (13), quel personaggio dell'Antico Testamento, presentatoci nella Settimana Santa da Isaia (4 carmi), che obbedisce fedelissimamente a Dio ed è ucciso dai suoi nemici, per la cui salvezza egli prega e muore; è il Santo e il Giusto (14), senza peccato e pieno di ogni virtù e perciò pienamente gradito a Dio; è l'autore della vita (15), cioè è colui che ci ha creati insieme col Padre e lo Spirito Santo e per mezzo del quale la Trinità ci comunica la Vita Divina; è il suo Cristo (18), cioè il Salvatore promesso ai progenitori e ai patriarchi come Salvatore degli ebrei e dell'umanità. Credo, adoro ringrazio, lodo, benedico Dio Padre che ci ha dato Gesù, Gesù che si è dato a noi, lo Spirito Santo che ha cooperato alla salvezza, Maria che ha accettato di fare da madre di Gesù e da nostra corredentrice. (b) Come si sono comportati gli ebrei con Gesù? Lo hanno denunziato e messo nelle mani di Pilato; lo hanno rifiutato come Salvatore (13 Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato); lo hanno respinto come loro re e fonte di salvezza e addirittura hanno chiesto la morte dell’Innocente e la libertà di un assassino (14); infine lo hanno ucciso per le mani dei Romani (15 Avete ucciso l’autore della vita), delitto gravissimo, anche se l'hanno fatto - insieme con i capi - nell'ignoranza di chi fosse veramente Gesù (17 Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi), nonostante le prove che Egli aveva dato della sua divinità e della sua missione da parte del Padre. Anche Gesù (Lc 23,34) e Paolo (1Cor 2,8) usano questa scusante: dietro ogni peccato c'è cattiveria ma anche tanta ignoranza. Anche noi – come gli Ebrei - abbiamo ucciso Gesù con i nostri peccati gravi, l’abbiamo crocifisso nel nostro cuore, per conto nostro (Eb 6,6). Riconosciamolo umilmente e chiediamo il perdono e il dono della conversione. (c) Pilato si distingue dagli Ebrei nel suo atteggiamento verso Gesù perché avrebbe voluto  mandarlo libero(13 mentre egli aveva deciso di liberarlo) e ci sarebbe riuscito se non fosse stato così debole e attaccato al suo posto, che temeva di perdere. Anche noi tante volte nei confronti di Gesù abbiamo agito con vigliaccheria come Pilato, cioè ce ne siamo lavati le mani!

2. (a). Qual è la risposta di Dio alla cattiveria degli Ebrei? Dio si serve della malvagità degli ebrei per realizzare le profezie dell’AT circa le sofferenze del Messia (18 Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire); Egli però va ben oltre perché risuscita Gesù (15 ma Dio l’ha risuscitato dai morti) e lo glorifica ogni oltre ogni aspettativa umana (13 Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù). Credo, ringrazio il Padre per avermi dato Gesù come Salvatore e per avere anche stavolta scritto dritto sulle righe storte degli uomini; adoro Padre e Figlio e Spirito Santo per l'opera di salvezza e per come l'hanno organizzata.   (b) Missione degli Apostoli: testimoniare (16 noi ne siamo testimoni) ciò che hanno visto e in particolare la glorificazione di Gesù, che comprende la resurrezione, l'ascensione, l'intronizzazione di Gesù alla destra del Padre, l’esaltazione del suo nome al di sopra di ogni nome e il dono dello Spirito Santo. Anche ciascuno di noi si deve sentire in dovere di credere e testimoniare con la vita e con le parole la fede in Gesù. (c) Impegno di tutti: Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati (19), cioè credere, convertirci (cfr Atti 2,38), cambiare vita in modo da conformarla alla fede e alla conversione. In effetti solo così possiamo avere il perdono dei peccati e salvarci (19). Chiediamone la grazia (mons. Francesco Spaduzzi)

Tempo Pasquale Domenica 3B

III - 1Giovanni 2,1-5a 1. (a) Giovanni dichiara che la prova del nostro amore verso Dio e verso il prossimo sta nell'osservanza dei comandamenti (1Gv 5,1-3): anche qui fa la medesima affermazione: Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto (5), cioè chi accetta l'insegnamento di Gesù circa le verità da credere e i comandamenti da osservare ha raggiunto la perfezione dell'amore di Dio, perché ama Dio per se stesso e il prossimo per amor di Dio, ama Dio in se stesso e Dio nella sua immagine, che il nostro prossimo. (b) Ma aggiunge anche che la retta fede in Gesù si prova con l'osservanza dei comandamenti: Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti (3) e in effetti può dire di aver conosciuto bene Gesù solo chi lo ha conosciuto totalmente, cioè in tutto quello che è, vero Dio e vero uomo e Messia, e in tutto quello che ha detto e fatto. Perciò Giovanni conclude dicendo che c'è incompatibilità e contraddizione fra la conoscenza vera e completa di Gesù e la non osservanza dei comandamenti, e quindi bisogna considerare bugiardo chi afferma di conoscere Gesù, di avere la retta fede senza l'osservanza della sua Parola (4 Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità). All'origine della Fede c'è l’attività dello Spirito Santo (Gv 14,16-17.26; 15,26-27; 16,13-15), così come lo è all’origine della carità, dell'amore soprannaturale (Rm 5,5). Supplichiamo lo Spirito Santo che ci dia la fede diritta e la carità perfetta, come pregava San Francesco d'Assisi, ed esaminiamoci sull'osservanza dei comandamenti secondo l'insegnamento della Chiesa: avremo il quadro chiaro della nostra fede e della nostra carità.

2. Dovremmo aver fede retta e carità perfetta e di conseguenza osservare i comandamenti con la massima fedeltà (1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate); invece tante volte pecchiamo (1 ma se qualcuno ha peccato); ora Giovanni ci esorta a non scoraggiarci, perché Dio nel suo piano di salvezza infinitamente misericordioso e sapiente ha previsto che abbiamo in Gesù non solo colui che è stato la vittima di espiazione dei peccati nostri e di tutto il mondo (2 È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo), ma anche il nostro Paraclito, l'avvocato, il difensore, l'intercessore, il consolatore (1 abbiamo un Paraclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto). Rinnoviamo la nostra fede in Gesù morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione (Rm 4,25) e nella sua attività di Salvatore, che continua oggi nell'Eucaristia, dove Gesù è presente col suo sacrificio di espiazione (1Cor 11,23-26), come anche nel battesimo, confessione e unzione degli infermi, sacramenti specifici per il perdono dei peccati e per il condono delle pene commesse per i peccati. Uniamo ogni giorno le nostre preghiere a quelle di Gesù, partecipiamo all’Eucaristia ogni domenica (e anche più spesso se possiamo), confessiamoci almeno una volta ogni mese (o anche più spesso se stiamo ancora lottando per eliminare il peccato grave dalla nostra vita).

mons. Francesco Spaduzzi

 

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