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Solofra. Soldi a pioggia ai depuratori ASI

…nulla per l’impianto via Carpisano!

Per il finanziamento dell’adeguamento dei depuratori industriali regionali, tanto tuonò che piovve, … ma ha piovuto, dappertutto tranne che a Solofra: le promesse di finanziamento si sono rivelate un vero e proprio flop, mettendo a nudo i miseri bluff del governatore De Luca.

L’adeguamento funzionale del depuratore di Solofra e/o, addirittura, la promessa di realizzare ivi anche un impianto biologico per renderlo autonomo da San Severino, ha ricevuto soldi zero: questa è l’amara verità!

Con Decreto Dirigenziale n°185 del 6 aprile 2018 (il decreto però non è stato ancora pubblicato sul BURC!), La Regione Campania ha finanziato con 30 milioni di euro (fondi P.O.C. Programma Operativo Complementare 2014/2020) tutti i depuratori regionali gestiti dalle ASI della Campania.

Nulla, invece, per il depuratore solofrano che, tra l’atro, è di proprietà della stessa Regione Campania.

La cosa parte da lontano. Subito dopo il sequestro preventivo del depuratore di via Carpisano del 24 aprile 2017, con Delibera G.R.C. n° 272 del 15 maggio 2017 (BURC n° 46 del 9 giugno 2017), la Regione,  ha effettuato la programmazione delle risorse per interventi di mitigazione ambientale nelle aree di sviluppo industriale di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, finalizzati a garantire e migliorare gli standards produttivi per l’efficientare la depurazione degli impianti Asi, lasciando fuori il depuratore industriale di Solofra che era quello che necessitava, più degli altri, di un tempestivo intervento di adeguamento funzionale, stante anche il sequestro preventivo disposto dalla magistratura!

Invece no, …soldi per tutti, tranne che per il depuratore di Solofra.

Per restare all’Irpinia, al Consorzio ASI di Avellino sono stati assegnati 5.267.911,43 euro (al netto dell’Iva), per ammodernare n° 8 (otto) impianti di depurazione delle aree industriali irpine (escluso Solofra), e per salvare la Cgs (società partecipata al 100% dall’Asi che si occupa di depurazione, sull’orlo del fallimento).

C’è da dire, però, che l’ASI di Avellino si è data da fare, ha predisposto i relativi progetti e dopo 2 anni ha ottenuto 5,2 milioni di euro per finanziamenti l’adeguamento dei suoi depuratori, 3.6 milioni di euro dei fondi del Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020 (P.O.N. sicurezza), e le aree industriali della Valle Ufita, di Pianodardine e del Calaggio sono state inserite nelle Z.E.S. (Zone Economiche Speciali).

Quanto a noi, la zona industriale di Solofra non solo non ha ottenuto alcun finanziamento (perché l’inconcludente classe dirigente locale - votata più al tirare a campare che al fare - non è stata in grado di presentare alcun progetto!), ma non fa parte nemmeno delle Z.E.S. nate per incentivare e agevolare nuovi investimenti produttivi sia delle imprese esistenti che di quelle di nuovo insediamento: ne fanno invece gli agglomerati industriali di Acerra, Arzano-Casoria-Frattamaggiore, Caivano, Torre Annunziata-Castellammare, Marigliano-Nola, Pomigliano, Salerno, Fisciano-Mercato San Severino, Battipaglia, Aversa Nord (Teverola, Carinaro, Gricignano), Ponte Valentino, Valle Ufita, Pianodardine e Calaggio e le aree industriali e logistiche di Napoli Est, Bagnoli, Nocera, Sarno, Castel San Giorgio e Contrada Olivola.

Da noi, arrivano a più riprese, non finanziamenti o agevolazioni, ma solo le chiacchere e le promesse del pavone salernitano, che, chissà perché, gode nell’esibire a Solofra - da ben tre anni - le sue colorate penne a compiaciuti spettatori locali, che, essendo dei polli, si beano, sì, della presenza del “rivoluzionario” governatore della Campania, …ma, dopo le sue passerelle, in Città, restano sempre e solo gli echi delle sue vanterie…

mariomartucci

 

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