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Solofra: l’A.S.I. di Salerno approva le nuove NORME TECNICHE mentre a Solofra si continua a credere alle favole.

Nella zona industriale della cittadina conciaria si continua ad assistere all'abbandono, alla decadenza degli opifici conciari dismessi, conseguenza della chiusura di numerose aziende. Risultano poi, quasi sempre inattuabili le procedure amministrative per il frazionamento di opifici conciari dismessi a causa di un farraginoso regolamento e ancora improponibili i loro cambi di destinazione d'uso.

Mentre si continuano a diffondere illusioni e slogan politici agli imprenditori e alla cittadinanza, nella vicina ASI di Salerno, in poco tempo, sono state variate le Norme Tecniche del PRT di Salerno a seguito delle istanze pervenute dai Comuni consorziati, dalla Camera di Commercio e dalle varie Associazioni imprenditoriali e sono state introdotte importanti novità tese a favorire lo sviluppo imprenditoriale e la riconversione degli opifici dismessi negli Agglomerati ASI, ecco alcune tra le più significative:

Possibilità di frazionare gli opifici esistenti anche su piani orizzontali: il parametro urbanistico da verificare non sarà più, pertanto, la superficie coperta ma la superficie utile, rispettando solo alcuni limiti.

Nei frazionamenti non è più richiesta la contestualità di insediamento in tutte le unità immobiliari derivanti dal frazionamento, con evidenti benefici per la ricollocazione, anche parziale, dei capannoni dismessi;

Nei frazionamenti senza cambio di destinazione d'uso non è più richiesta la verifica degli indici urbanistici relativi all'intero opificio, potranno pertanto essere frazionati anche i capannoni che, in possesso di regolare titolo edilizio, non rispettano gli indici attualmente previsti dal PRTC;

Negli insediamenti plurimi è stata raddoppiata la percentuale di superficie utile per attività di servizi alle imprese, portata dal 25% al 49%, anche in questo caso cogliendo le esigenze del territorio e lo spirito della normativa regionale per i Consorzi ASI, che spinge ad individuare spazi da destinare ad attività di servizi per agevolare una migliore connessione tra agglomerati industriali ed il contesto territoriale di riferimento.

È stato eliminato il limite sull'altezza massima dei fabbricati; è  stata migliorata la normativa sulla viabilità interna ai lotti; sono state introdotte maggiori opportunità per la realizzazione di silos destinati a magazzini automatizzati a sviluppo verticale, con la conseguente possibilità di innovare i processi logistici ed ottimizzare la gestione dei lotti;

È stata perfezionata la normativa per quanto attiene la realizzazione delle pensiline, tettoie, sbalzi, comunque aperti almeno su tre lati, e/o altri manufatti impiantistici. Per le nuove edificazioni sono stati inseriti parametri per il verde all'interno dei lotti allo scopo di armonizzare l'aspetto dei vari insediamenti e di garantire delle minime superfici permeabili. Nelle aree a verde interne ai lotti è prevista anche la realizzazione di strutture per attività del tempo libero o sportive.

Già da diversi anni l’ASI di Salerno per i propri distretti ha normato e consentito frazionamenti e cambi di destinazione d’uso e questa ultima modifica alle norme si presenta come un ulteriore passo in avanti verso le esigenze dei territori. In pratica, con una semplice procedura amministrativa avviata in seguito a un chiaro indirizzo politico, ha modificato le proprie norme in funzione delle esigenze del territorio e delle imprese per favorire lo sviluppo imprenditoriale e occupazionale con la riconversione degli opifici dismessi.

Si tratta della stessa procedura che chi vi scrive ha più volte indicato, nelle osservazioni inoltrare al PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Avellino nel 2013) http://win.ilciriaco.it/comuni/news/news/?news=31949&cat=100 , nelle tante note stampa, al convegno dal titolo “Ripensare il Piano A.S.I.: è pubblico interesse!” del 2013, tenutosi proprio a Solofra, nelle osservazioni al PUC.

A Solofra le occasioni per poter cambiare le norme tecniche del Piano Territoriale ASI di Avellino sono state tante, specie per chi ha ricoperto ruoli di vertice nel comitato direttivo (Vice Presidente), ma di risultati neanche l’ombra. L’ultima promessa poi è stata fatta in campagna elettorale, i famosi 100 giorni! Anche quelli sono passati e sicuramente ne passeranno ancora altri 100, 1000…. il problema è la volontà, la concreta volontà politica che non c’è mai stata ma che è sempre stata narrata da cantori di favole ad un pubblico di ingenui auditori a cui forse tanto piacciono le favole. Gli stessi che hanno creduto all’approvazione di un PUC in contrasto con tutti gli strumenti di pianificazione sovracomunali (soprattutto con la perimetrazione e le norme dello stesso Piano ASI) e pieno di orrori procedurali che come tutte le favole narrate dagli improvvisati cantastorie di turno, dopo i costi sostenuti dai cittadini per le delle osservazioni, sta volgendo verso la sua macabra fine. La favola dei frazionamenti, dei cambi di destinazione d'uso, della riconversione degli opifici dismessi in zona ASI e del defunto PUC con annesso PUA Toppolo Balsami, come tutte le favole di questa città, sarà ricordata solo per i suoi costi, al momento spesi circa 360.000 euro di soldi pubblici e diverse altre miglia di euro per le spese tecniche a carico dei cittadini solofrani.

Nel continuare l’azione propositiva, di seguito il link delle nuove NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE P.R.T.C. A.S.I. di Salerno, con la speranza che chi di “competenza” si adoperi, almeno, in un semplice copia incolla.

http://www.asisalerno.it/asi/wp-content/uploads/2016/01/NTA-PRTC-ASI-Vigenti.pdf

Arch. Vincenzo De Maio

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